venerdì 14 novembre 2008

La "condanna a morte" di questo paese è lo stile della curia

Lo stile della Curia, come imparò a sue spese Fra Paolo Sarpi a cui attentarono i sicari mandati dalla Chiesa, si attua a suon di stilettate giornalistiche.
L' "Avvenire", il quotidiano dei vescovi italiani, si è schierato contro l'interruzione delle cure ad Eluana Englaro. L'immagine qui riportata è la prima pagina dell'Avvenire di Venerdì 14 Novembre 2008; l'immagine di sfondo sta a rappresentare la Giustizia italiana ed il titolo è "Condanna a morte per Eluana".
Visto che durante tutta la mia vita il mio destino mi ha portato a studiare la Storia e quindi ho dovuto prendere atto tra gli innumerevoli episodi storici che in questo momento non è possibile citare tout court
  1. Giovanna d'Arco e Giordano Bruno sono stati bruciati sul rogo;
  2. Galileo Galilei è stato costretto dalla chiesa ad abiurare;
  3. la Chiesa vendeva le indulgenze come hamburger e patatine provocando la reazione di Martin Lutero;
  4. con la complicità della Chiesa e con i crocifissi in mano sono state sterminate intere popolazioni del Sud-America ed in altre parti del mondo;
  5. la Chiesa tentò di assassinare fra Paolo Sarpi il quale scampato ai sicari disse "Riconosco lo stile della Chiesa";
  6. la gran parte dell'arretratezza del meridione d'Italia si deve proprio al latifondo ecclesiastico la cd "manomorta ecclesiastica" che per secoli ha afflitto buona parte del paese e molti dei mali che affliggono la società italiana dalla gerontocrazia adreottiana alle innumerevoli ingiustizie sociali (vedi l'emblematica condizione di disparità in cui si trova la donna, ancora quasi del tutto esclusa dagli organi decisionali quali cda, parlamento..La classifica stilata dal World Economic Forum che analizza la condizione femminile in base alla partecipazione alla vita politica, economica, l'istruzione e l'assistenza sanitaria vede l'Italia 67esima: dopo di noi in Europa solo Repubblica Ceca, Romania, Grecia, Cipro e Malta; prima di noi nel mondo Lituania, Moldavia, Lesotho, Filippine, Botswana, Mozambico) si possono imputare allo status quo portato avanti a remi indietro dalla Chiesa;
  7. si sono perfino negati i funerali a Piergiorgio Welby dopo averne mortificati i diritti naturali. Piergiorgio Welby aveva detto in una lettera al Presidente della Repubblica: "Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio ... è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c’è pietà";
  8. in questi ultimi anni la Chiesa ha pesantemente e con successo interferito nella politica italiana prodigandosi per negare i diritti alle coppie di fatto estranee al concetto di famiglia cattolica e per disconoscere agli omosessuali la capacità di amare veramente e di essere persone come tutte le altre, relegandole ai margini della società;
  9. la Chiesa ritiene prevalente il suo diritto a disporre della vita di Eluana Englaro, arrivando come in questo caso ad asserire che la Giustizia italiana l'ha condannata a morte rispetto al diritto del padre che l'ha messa al mondo e che chiede che si ponga fine a questo accanimento terapeutico che la figlia avrebbe rifiutato e che Piergiorgio Welby ha felicemente descritto essere una non-vita;
  10. la Chiesa continua a mietere vittime criminalizzando moralmente i metodi contraccettivi e nella sua politica non si fa portavoce di quegli "ultimi che dovrebbero essere i primi", ed è distante anni luce dal messaggio d'amore lasciato da Gesù Cristo e da Francesco d'Assisi e da quei missionari che oggigiorno con coraggio combattono contro l'analfabetismo e la fame nei paesi in via di sviluppo.
Visto che l'Avvenire in un ottimo esempio di bipensiero orwelliano si può permettere liberamente di accusare la giustizia italiana di omicidio, allora ho pensato per la par condicio di predisporre anch'io una mia prima pagina ideale:

Nell'immagine Angelo Bagnasco , nella sua tipica espressione cristiana e caritatevole, (Pontevico, 14 gennaio 1943) è un cardinale e arcivescovo cattolico italiano, presidente della Conferenza Episcopale Italiana e Arcivescovo metropolita di Genova, nonché generale di corpo d'armata dell'Esercito Italiano (è stato a capo dei cappellani, e come tale è generale di corpo d’armata in pensione)

sabato 1 novembre 2008

Connivenza tra Francesco, capo dei mazzieri con le mazze tricolori e alcuni poliziotti.

Una mazza da baseball è un'arma pericolosissima in grado di uccidere all'istante e di spappolare il capo di una persona. Nella foto alcuni neofascisti armati di mazze tricolori a Piazza Navona negli scontri del 29/10/2008

60 anni fa' questo paese, ebbe bisogno di un intervento chirurgico esterno per asportare un male, il fascismo, che aveva conquistato quasi l'intera società, ormai priva degli anticorpi per guarire. 60 anni dopo questo scempio di vite ed ideali, dall'abissino ucciso all'onorevole Matteotti, spavaldi neofascisti hanno fatto arrivare a piazza navona un camion con decine di spranghe e mazze da baseball con il tricolore in grado di fare ragionare gli studenti (la maggior parte di centro-sinistra) che manifestavano contro i provvedimenti del governo (di centro-destra) sulla Scuola ed Università. Questa è l'ennesima e GRAVISSIMA nuova vergogna italiana. Un rigurgito neofascista, che già attraversa tutte le curve degli stadi di calcio, che è penetrato anche nelle partite di calcio della nazionale italiana e che ora approda senza più timori reverenziali anche nella storica piazza Navona. Così la società incomincia ad accettare l'operato di questi "bravi" ragazzi (quello che fanno son ragazzate), incomincia quel processo di accettazione psicologica del più forte e prepotente. La mazza psicologica. Nel prossimo filmato si può notare come le forze dell'ordine, parlino con alcuni elementi che brandiscono le mazze da baseball come se si conoscessero, invitandoli a defilarsi ed ad andare via, prima che fossero obbligati dall'evidenza all'arresto. Una eventuale connivenza gravissima la lascio al giudizio delle vostre coscienze e della vostra onestà intellettuale, poichè la verità è ovunque anche dove la si neghi, al di là di quello che possa dire io o che possiate dire voi.

Francesco neofascista con una mazza tricolore in mano grida "Tutti in linea, nessuno passa, nessuno passa, NON SIAMO QUI PER PROVOCARE (ecco un bell'esempio del cosiddetto bipensiero orwelliano: con la mazza in mano, grida che non vuol provocare..). Pochi minuti dopo i gravi scontri un poliziotto rivolgedosi a Francesco, che non giace a terra arrestato come i suoi compagni neofascisti, gli dice "Levati Francesco, vai via vai via" E Francesco allora a braccia spalancate grida come a proteggerli e ad informare i poliziotti "Questi qua sono i miei ragazzi, questi qua sono i miei ragazzi, ... lo sapete, la conoscete la situazione.."

ABBIAMO DIRITTO DI SAPERE:

1. Chi è questo Francesco e perchè è conosciuto dalle forze dell'ordine che gli dimostrano un trattamento di favore se non sudditanza.

2. Chi è il poliziotto che lo chiama per nome e quali sono i suoi rapporti con questo Francesco.

3. Qual'è la situazione conosciuta dalle forze dell'ordine a cui allude questo Francesco.

L'apologia del fascismo è in Italia un reato, come sancito dalla Legge Mancino 20 giugno 1952, n. 645 “Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione” che all'art. 1 recita: "si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista". Mentre l'art. 4: "Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell'articolo 1 è punito [...]"

Io condanno qualsiasi tipo di estremismo sia di destra che di sinistra. Proprio per questo le menzogne di Studio Aperto (come sempre) sulla vicenda mi fanno rabbrividire; Studio Aperto è forse la punta dell'iceberg della vergogna del giornalismo italiano televisivo: parlano genericamente di scontri tra studenti senza mostrare o menzionare neanche le mazze da baseball con il tricolare brandite dai mazzieri, che tristemente ricordano episodi di squadrismo fascista che hanno portato questo paese alla rovina. Le mazze da baseball, in grado di spappolare la testa di una persona, sono un dettaglio che non deve essere raccontato.

80 Festival: la più bella festa anni '80

80 Festival - Jesolo (VE) 31 Ottobre 2008

Negli ultimi 3 anni non me la sono mai fatta scappare. Eh no signori, questa è la festa delle feste. Stavolta allora ho deciso di portarne un pezzettino sul mio blog, come si porta un pezzettino di torta all'amica\o che non sa che la torta è stata aperta. La musica anni 80 si differenzia secondo me dalla maggior parte della musica contemporanea perchè semplicemente non è rumore ma melodia; ricerca quindi nel legame tra le note quella sequenza melodica in grado di trascinare chi ascolta in una dimensione diversa fatta di entusiasmo, spensieratezza, semplicità. Alle feste anni '80 è difficile incontrare quell'essere sofisticato, fashion vip, rifugiatosi nell'effimero per non mettere in gioco le proprie debolezze ed insicurezze. Quest'ultimo negli ultimi anni ha preteso la dittatura della musica house che se ha regalato momenti d'oro ad alcune discoteche dal puntodi vista degli incassi, ne ha anche provocato la chiusura una volta esaurita la vena d'oro. A questa crisi non sono sopravissuti neanche tanti locali storici. Qui in Veneto infatti non si contano più le discoteche che hanno chiuso o vuoi perchè chiuse dall'autorità pubblica per traffico di droga o per fallimento. Già perchè la clientela matta house, molto spesso ha portato ad una ghettizzazione della pista delle discoteche che sono diventate un ritrovo di tossici ecstasy che con occhiali da sole a nascondere un viso strafatto chiedevano solo rumore e rumore. Mauro Tonello non conosce crisi invece: 80 Festival, il party da lui e dallo staff di Radio Company è l'evento forse più atteso dagli 80 maniaci, che ogni anno richiama, nelle sue varie edizioni, migliaia di persone da tutta la regione del Veneto e non solo.

Per vedere le altre edizioni http://www.radiocompany.com/80festival/index.html

Quest'anno si è tenuto il 31 Ottobre 2008 (la notte di Halloween) al Palazzo del Turismo di Jesolo (VE), e ha avuto come ospiti Den Harow, Samantha Fox, Righeira, Via Verdi, Tullio de Piscopo, Richard Sanderson

domenica 26 ottobre 2008

L'Abbazia di Praglia: la farmacia della Repubblica di Venezia


Come non parlare per grandezza, storia e fama, della farmacia dei benedettini di S. Maria di Praglia? Quali emozioni poi nella scoperta che divenne farmacia ufficiale della Repubblica di Venezia, quando ottenne nel corso del XVII dalla Repubblica Veneta il permesso di “poter dispensare medicamenti a titolo di carità alle genti di suo servizio e ai popoli circumvicini”; erano giunti a mettere a disposizione la propria arte farmaceutica anche al di là dei limiti loro imposti.


L'Abbazia di Praglia, che consiglio caldamente di visitare (la visita all'Abbazia è gratuita; dal loro sito internet http://www.praglia.it/ ho attinto le informazioni, qui riassunte) è sorta ai piedi dei colli Euganei tra l'XI e il XII secolo; è direttamente collegata con l'Abbazia di Santa Giustina di Padova dalla quale partì la grande Riforma monastica benedettina che si diffuse su tutta la penisola fino in Sicilia. L'Abbazia di Praglia conobbe una prima sopressione napoleonica nel 1810 e sucessivamente quella della legge 7 luglio 1866, che sopprimeva tutte le corporazioni religiose, in seguito all'unificazione d'Italia. L'attività del monastero riprese nel 1904 e da allora il nuovo cammino di Praglia fu sempre in ascesa. Durante la seconda Guerra Mondiale, tutta la comunità fu impegnata a salvare civili e militari, ebrei e ariani, connazionali e stranieri, religiosi e secolari, senza parlare della pronta accoglienza e della gelosa e vigilante custodia di infiniti e preziosi tesori di storia e di arte, compresi i quattro cavalli di bronzo della basilica di S. Marco a Venezia. A partire dagli anni Sessanta la Comunità ha assicurato una presenza costante presso l'antico Santuario del Monte della Madonna (Teolo), mentre dagli anni Novanta ha dato vita ad una piccola comunità benedettina in Bangladesh, diocesi di Khulna.
È il chiostro d’ingresso dell’Abbazia. Chiamato “botanico” perché era destinato alla coltivazione delle piante officinali per la farmacia del Monastero
Chiostro pensile. Il cortile, che poggia su quattro pilastri, è costituito da piani inclinati per convogliare l’acqua piovana nella grande cisterna sottostante che alimentava il pozzo centrale. Questo chiostro raccoglie attorno a sé i locali più rappresentativi della vita dei monaci: la chiesa abbaziale, il refettorio monumentale, la biblioteca, il capitolo e la clausura.
Il Chiostro Rustico si estende ad ovest del complesso monastico, distaccato rispetto al nucleo centrale e un tempo destinato alle attività agricole (da qui la denominazione “rustico”)

Ogni volta che in Monastero si deve deliberare qualcosa d'importante..tutti i fratelli sono convocati a Consiglio, nella Sala del Capitolo; come ben si vede dalla fotografia sotto il pavimento l’ossario con i resti dei fratelli defunti, garantisce una continuazione ideale con il passato. Le decisioni delle riunioni sono prese nel rispetto della tradizione secolare. Qui si riunivano i monaci professi solenni per la lettura e il commento di un capitolo della Regola, qui inizia ufficialmente l’itinerario monastico con l’ammissione alla prova del noviziato e qui termina con le deposizione nel sepolcreto. Domina tutta la sala la Deposizione di Cristo di Girolamo Tessari, realizzata intorno al 1536.
La basilica abbaziale, dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta, è preceduta da un’ampia scalinata e domina dall’alto il paesaggio circostante. Il progetto fu ideato dall’architetto Tullio Lombardo, che in quegli stessi anni (1499-1500) stava lavorando alla cappella dell’Arca del Santo, nella basilica di S. Antonio a Padova.
La torre campanaria doveva essere a cuspide ma, in seguito ad un fulmine che la colpì nel 1795 fu sostituita da un coronamento merlato.

Fin dalla sua fondazione, Praglia è abitata da una comunità di monaci che vivono secondo il progetto di vita stabilito da San Benedetto da Norcia nella sua Regola (sec. VI). Stabilendo uno stretto legame di solidarietà con ogni uomo, il lavoro permette ai monaci di guadagnarsi la vita, di provvedere alla manutenzione ordinaria del monastero e di venire in aiuto a varie situazioni di bisogno e povertà.
Oltre al quotidiano servizio fraterno e all’impegno stabile nei vari ambiti di vita del monastero, i monaci a Praglia si occupano in alcune specifiche attività lavorative: nel Restauro del libro antico, nella Cosmetica “Apis Euganea”, nell’Erboristeria “Pratalea”, nell’apicoltura, nella pubblicazione di opere a carattere monastico e spirituale con la collana “Scritti Monastici”.

L' ospitalità dell'Abbazia è solo di carattere spirituale; vengono accolti tutti coloro che intendono trascorrere presso il nostro monastero alcuni giorni di preghiera e di ritiro spirituale. Ad essi viene data la possibilità di condividere la vita monacale nella partecipazione al ritmo della giornata dei monaci fatto di preghiera, di lavoro, di studio, e di silenzio.

All'ingresso del Refettorio Monumentale o Refettorio Grande si fanno notare i due grandi Lavabo degli inizi del XVI secolo in pietra d’Istria intarsiata con piombo e marmi policromi; La decorazione riprende elementi del regno animale e vegetale, in particolare ad animali acquatiche al delfino che soccorre l’uomo per portarlo in acque tranquille, che allude al Risorto; l'acqua come elemento che purifica il corpo dalla sporcizia e richiama al monaco la continua purificazione di cui necessita l’anima attraverso il digiuno e la penitenza.
Il patrimonio librario ha superato la cifra complessiva di 120.000 volumi.

Ciò che vi consiglio caldamente di comprare durante la visita all'abbazia sono i loro prodotti preparati dalle loro labororiose mani oppure c'è la possibilità di comprarli on-line http://www.praglia.it/Prodotti/prodotti.htm


Nel loro laboratorio attrezzato, preparano creme e prodotti a base esclusivamente naturale, utilizzando erbe officinali e prodotti da alveare, continuando così un'antica tradizione.

I monaci detengono moltissime arnie dalle quali ricavano il miele, ad alto potere nutriente ed emoliente, la cera, che svolge una azione protettiva della pelle, il polline, emoliente e rivitalizzante, la propoli, di cui è nota l'attività antisettica, doni dell'operosità e delle generosità delle api.


Le miscele di erbe sono idonee per la preparazione di infusi o decotti e possono essere utilizzate come coadiuvanti nel trattamento di varie sintomatologie; al banco della "farmacia" si possono chiedere pertanto importanti consigli in merito a qualsiasi sintomatologia.
Nella foto delle arnie dell'Abbazia di Praglia; come tutte le arnie valgono più di tutto l'oro ed il petrolio del mondo; producono il miele, molto nutriente, che praticamente non ha una vera e propria data di scadenza. Le famiglie di api dell'Abbazia sono state interamente sterminate da un virus nel 1990 e da allora la loro ricostituzione è stata una strada in salita.

martedì 14 ottobre 2008

La Croazia indimenticabile: l'unico vero last minute delle tue vacanze

Chi scrive..

Quest'estate le vacanze le ho passate a Rovigno, Istria, Croazia..eh si..una certezza. C'ero già stato un paio di estati fa e quindi vi sono tornato.. a colpo sicuro; la Croazia è indimenticabile e rappresenta per noi italiani l'unico vero last minute, perchè si può raggiungere in poche ore quando e come vuoi.
-
A proposito.....volete trascorrere un paio di giorni a Rovigno spendendo poche decine di euro in una location accogliente e confortevole? Scrivetemi a sciretti.alberto@sciretti.it , vi sistemo io con un last minute (semplicemente giro la vostra richiesta ad un amico proprietario di immobili a Rovigno che ho lasciato lì e che saluto con un abbraccio quando leggerà).
Skyline di Rovigno...fotografia scattata dalla zona Amarin.
In origine, la penisola su cui sorge il centro cittadino di Rovigno, era un'isola, separata dalla terraferma da un canale, interrato nel 1763, per espandere l'antico abitato.
Sciretti Alberto che passeggia pensieroso...
Il mare in Croazia è stupendo, ma anche nell'interno la natura rigogliosa offre molte attrazioni; nelle immagini un Castelliere fortificato dell'età del bronzo (1800-1200 A.C.) a Moncodogno , pochi minuti dalla perla dell’Istria, Rovigno.
Castelliere fortificato dell'età del bronzo (1800-1200 A.C.) a Moncodogno, veramente notevole.

Castelliere fortificato dell'età del bronzo (1800-1200 A.C.) a Moncodogno

Non è l'acqua delle Maldive o dei Caraibi raggiungibili con 149127763896 euro; vista la crisi "accontentatevi" di quest'acqua raggiungibile con qualche centinaio di euro!!

Tramonti croati.

Nella foto un ristorante nella zona Amarin di Rovigno. Un esempio di come si possa mangiare a contatto con la natura (pineta mediterranea) a 2 o 3 metri dal mare, su tavoli e panche di legno senza installazioni di lamiere, plastica, vetro...

Video della rimozione forzata di autovetture a Rovigno dalle aree c.d. "verdi"...

A Rovigno se festanti parcheggiate in una area dove parcheggiano tutti i turisti, state attenti che nelle vicinanze non ci siano cartelli come i prossimi che propongo, perchè il sottoscritto con i suoi amici è stato multato con 800 kune (circa 100 euro); la polizia municipale di Rovigno (distintivo Poropat 04003) ha portato via la macchina della vacanza con il carro attrezzi. Non esiste un cartello chiaro con il simbolo della rimozione forzata!!!! Ovviamente come succede spesso in Italia..la macchina ti viene portata via con una facilità che lede qualsiasi diritto (sarebbe troppo bello ricevere solo una sanzione economica... anche la beffa). E' stato un episodio davvero increscioso, perchè mi sono accorto che anche lì la polizia municipale ha soltanto l'obiettivo di "fare cassa" (din din), non gliene frega nulla che la cartellonistica non sia chiara e che il turista capisca o non capisca. Soldi, soldi, soldi, maledetti soldi che rovinano tutto.

Un esempio di cartellonistica non efficace: il cartello non riporta il simbolo internazionale della rimozione forzata e non è di facile comprensione visto che non riporta diciture come "no parking", ma solo "Area Verde".

mercoledì 8 ottobre 2008

Blog Action Day 2008 Poverty

"Finchè esiste la povertà, non può esserci una vera libertà."
da un discorso tenuto da Nelson Mandela a Trafalgar Square a Londra per la campagna per sconfiggere la povertà nei paesi in via di sviluppo.

Blog Action Day 2008 Poverty from Blog Action Day on Vimeo.

martedì 7 ottobre 2008

Dal Castello di San Pelagio, noi voliamo su Vienna

Sciretti Alberto in partenza dal Castello di San Pelagio, con un moderno velivolo della nuova flotta Alitalia (ehm in realtà è un idrovolante Grumman HU 16).
Ho visitato il Museo dell'aria che si trova al Castello di San Pelagio a Due Carrare in provincia di Padova; il museo per la verità non ha nessuna pretesa e mi sento di poter dire che è sicuramente più indicato per gite scolastiche e per bambini a cui andrebbe insegnato che la guerra non è bella; dal campo di aviazione di San Pelagio - una frazione dell'attuale comune - partì il 9 agosto 1918 lo storico volo su Vienna di Gabriele D'Annunzio ;
quest'ultimo che aveva partecipato già ad imprese spettacolari quali la "beffa di Buccari" e che parteciperà qualche anno dopo alla storica "presa di Fiume" , firmava le più gioiose imprese belliche dell'età moderna: in questo caso giungere sul cielo nemico della capitale imperiale e lanciare sulle sue strade e sui suoi tetti oltre due quintali di volantini tricolori.
Il testo del manifesto lanciato su Vienna:
"VIENNESI! Imparate a conoscere gli italiani.Noi voliamo su Vienna, potremmo lanciare bombe a tonnellate. Non vi lanciamo che un saluto a tre colori: i tre colori della libertà.Noi italiani non facciamo la guerra ai bambini, ai vecchi, alle donne.Noi facciamo la guerra al vostro governo nemico delle libertà nazionali, al vostro cieco testardo crudele governo che non sa darvi né pace né pane, e vi nutre d'odio e d'illusioni. VIENNESI! Voi avete fama di essere intelligenti. Ma perché vi siete messi l'uniforme prussiana? Ormai, lo vedete, tutto il mondo s'è volto contro di voi.Volete continuare la guerra? Continuatela, è il vostro suicidio. Che sperate? La vittoria decisiva promessavi dai generali prussiani? La loro vittoria decisiva è come il pane dell'Ucraina: si muore aspettandola. POPOLO DI VIENNA, pensa ai tuoi casi. Svegliati! LUNGA VITA ALLA LIBERTÀ! LUNGA VITA ALL'ITALIA! LUNGA VITA ALL'INTESA!"
------
L'impresa si può riassumente leggendo un comunicato ufficiale del Comando Supremo dell'epoca: "Zona di guerra, 9 agosto 1918. Una pattuglia di otto apparecchi nazionali, un biposto e sette monoposti, al comando del maggiore D'Annunzio, ha eseguito stamane un brillante raid su Vienna, compiendo un percorso complessivo di circa 1.000 chilometri, dei quali oltre 800 su territorio nemico. I nostri aerei, partiti alle ore 5:50, dopo aver superato non lievi difficoltà atmosferiche, raggiungevano alle ore 9:20 la città di Vienna, su cui si abbassavano a quota inferiore agli 800 metri, lanciando parecchie migliaia di manifesti. Sulle vie della città era chiaramente visibile l'agglomeramento della popolazione. I nostri apparecchi, che non vennero fatti segno ad alcuna reazione da parte del nemico, al ritorno volarono su Wiener-Neustadt, Graz, Lubiana e Trieste. La pattuglia partì compatta, si mantenne in ordine serrato lungo tutto il percorso e rientrò al campo di aviazione alle 12:40.Manca un solo nostro apparecchio che, per un guasto al motore, sembra sia stato costretto ad atterrare nelle vicinanze di Wiener-Neustadt."

Il lancio dei manifesti su Vienna. In alto a destra è individuabile la cattedrale di santo Stefano

All’esterno, nei giardini, sono stati collocati 7 aerei (Republic RF 84F, Grumman HU-16A ALbatross, Aermacchi MB 308 e MB 326), 2 elicotteri Augusta Bell AB 204 e AB-47J, 5 alianti e motoalianti e 2 missili (Nike Hercules e Nike Ajax).

Subito dopo l'inizio del XX secolo vennero utilizzati dei piccioni con una macchina fotografica attaccata al petto per ottenere fotografie a distanze considerevoli. Questo sistema presentava ovvie imprecisioni e problemi. http://www.nasm.si.edu/exhibitions/lae/script/be_first2.htm#pigeon

Missile terra aria NiKE Hercules che svetta a 8 metri di altezza dalla sua rampa.

Sciretti Alberto inseguito da un'oca nel giardino del castello di San Pelagio (PD)

lunedì 29 settembre 2008

Predjama castle: visitare un bel castello marcondiro ndiro ndello

Predjama Castle. Poderoso, provocante ed inespugnabile. Per informazioni sul castello http://www.burger.si/Predjama/Predjama.html oppure http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Castel_Lueghi&oldid=18844926

"Oh che bel castello marcondiro ndiro ndello,oh che bel castello marcondiro ndiro ndà"
"Il mio è ancora più bello marcondiro ndiro ndello, il mio è ancora più bello marcondiro ndiro ndà"

"E noi lo ruberemo marcondiro ndiro ndello,e noi lo ruberemo marcondiro ndiro ndà" "E noi lo rifaremo marcondiro ndiro ndello,e noi lo rifaremo marcondiro ndiro ndà"

"E noi lo bruceremo marcondiro ndiro ndello,e noi lo bruceremo marcondiro ndiro ndà" "E noi lo spegneremo marcondiro ndiro ndello,e noi lo spegneremo marcondiro ndiro ndà"

"Sparerem cannoni marcondiro ndiro ndello,Sparerem cannoni marcondiro ndiro ndà" "Spareremo i razzi marcondiro ndiro ndello,Spareremo i razzi marcondiro ndiro ndà"
Sciretti Alberto, sullo sfondo il panorama che si può godere dal Castello di Predjama. Agosto 2008

lunedì 21 luglio 2008

Un anno di blog.

Un anno fa' esatto ho scritto il primo post di questo blog. Soffio quindi la prima candelina vera e propria di una esperienza che mi ha dato moltissimo, sia in termini umani potendo venire in contatto con persone che altrimenti non avrei mai conosciuto (non finirò mai di ringraziare chi visitando il blog vi ha lasciato commenti e suggerimenti o mi ha spedito delle mail), sia in termini culturali. Ciò che mi interessa ed affascina realmente di questo mezzo di comunicazione, è la condivisione delle esperienze, potendo venire in contatto con persone che altrimenti non avrei mai conosciuto. La conoscenza del proprio prossimo, il dialogo, la condivisione, sono vera andrenalina; questo blog quindi vuole essere una "antenna" buttata là nel web pronta a recepire e a trasmettere con chiunque condivida uno sconfinato rispetto per la Natura, a cui ho sempre alluso in tutto quanto ho scritto. "L'uomo non e' nulla piu' di un giunco, il piu' debole della natura: ma e' un giunco pensante" (Blaise Pascal). Speriamo che questo giunco inizi veramente a pensare e a riflettere su cosa sia veramente il rispetto per la Natura...... per chi non capisce, o non vuole capire, può iniziare dal Cantico delle Creature e domandarsi se la vita che conduciamo nelle nostre città è vita o è una non-vita per noi, una non-vita per gli animali, e una non-vita per la natura. Il senso della vita, come sapeva bene Eluana Englaro da quanto dice il padre, non è sopravvivere costi quel che costi, ma vivere.
Le grotte di San Canziano (le grotte di Škocjan). Fotografia che ho scattato alle bellissime grotte di San Canziano in Slovenia, a cui dedicherò il prossimo articolo, non prima però di essermi preso un lunga pausa estiva. Buona estate a tutti!

mercoledì 9 luglio 2008

Torce a Porto Marghera..il tramonto più bello del mondo.

Avviso comparso sul portale del Comune di Venezia
Attivate le torce di Porto Marghera [09 Luglio 2008, 20:30] Livello di emergenza: Codice Verde Data ed Ora della notizia: 09 Luglio 2008, 20:30 La Protezione civile del Comune di Venezia, sentiti i Vigili del Fuoco, comunica che l'evento visivo in corso è dovuto a uno sfiaccolamento delle torce presso lo stabilimento Polimeri Europa dovuto ad un blocco del processo di cracking causato da una improvvisa mancanza di vapore. Non si tratta, pertanto, di un incendio a impianti e/o depositi. Sul posto sono presenti i Vigili del Fuoco. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.
La combustione in fiaccola si sta riducendo [09 Luglio 2008, 21:06] Livello di emergenza: Codice Verde Data ed Ora della notizia: 09 Luglio 2008, 21:06 La Protezione civile rende noto che lo sfiaccolamento in torcia si va via via estinguendo: una delle due torce è quasi spenta mentre anche l'altra sta riducendo la combustione.Seguiranno ulteriori aggiornamenti.
Fine evento [09 Luglio 2008, 21:35] Livello di emergenza: Codice Verde Data ed Ora della notizia: 09 Luglio 2008, 21:35 La Protezione civile del Comune di Venezia, sentiti i Vigili del Fuoco, rende noto che l'evento visivo che ha interessato due fiaccole di Polimeri Europa, nell'area del sito industriale di Porto Marghera, è concluso. E' stata infatti riattivata l'erogazione di vapore all'impianto di cracking che ha comportato, di conseguenza, il quasi totale spegnimento delle torce. Sul luogo restano i tecnici e le squadre dei Vigili del Fuoco. L'Arpav ha attivato i sistemi di rilevazione del Simage ed è anch'essa operativa sul territorio con i propri tecnici per monitorare le eventuali ricadute di prodotti della combustione.Non seguiranno ulteriori comunicati

La nube che si è alzata da Porto Marghera in seguito all'accensione delle torce. Eventuali ricadute di prodotti della combustione? Fotografia scattata alle 21.12 del giorno 09/07/2008
-
Mestre e Marghera sono due città a vocazione turistica bellissime da visitare, piene di imprevisti...come in questo caso l'accensione delle torce.....se siete fortunati potrete assistere a qualche incidente industriale ed assaporare nell'aria l'odore "doc" dello smog prodotto in gran parte dalla Tangenziale di Mestre che da noi acquista quel frizzantino che lo rende unico in tutto il mondo, perchè si mescola all'inquinamento decennale di Porto Marghera. Qui da noi, l'inquinamento non è improvvisato, ma è consolidato da anni e svariate aziende si sono adoperate negli anni esercitandosi nell'inquinamento della laguna. Alcuni tra gli abitanti di Mestre e Marghera, i più "primitivi" e restii al cambiamento, incredibilmente rinunciano alla vita, decidendo di morire ammalandosi di cancro, come alcune persone conosciute personalmente da chi vi parla, negandosi quindi la possibilità di assistere a questo straordinario spettacolo che l'ingegno umano ci regala tutti i giorni: Il tramonto di Porto Marghera..tra i più rossastri...per i bagliori delle fiaccole... con colori unici nel suo genere dovuti alle polveri sottili nell'aria che donano sfumature introvabili.

Il mio sentito grazie a tutti coloro che in questi anni hanno lavorato e si sono adoperati per rendere questo tramonto sempre più bello. Mestre e Marghera così come sono state concepite sono due città bellissime dove finalmente siamo riusciti a sconfiggere per sempre la Natura (nemica dell'uomo), e finalmente non vedremo più quei campi di grano..che sapevano regalare al Veneto solo polenta e osei. Adesso però mi raccomando puntiamo sul turismo per queste due città...le cose belle e uniche vanno condivise.

Non è uno spettacolo?

Sharing