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domenica 4 ottobre 2015

Something about me. I'm still shining better than I ever did. I have never cheated the Italian Napaijri!

Me at Grottoes of Catullo, Sirmione (Lake of Garda), Sept 2015.
Grottoes of Catullus, at the northernmost end of the peninsula of Sirmione on the southern shore of Lake Garda, Italy. 
Grottoes of Catullo, Sirmione (Lake of Garda), Sept 2015.


sabato 11 ottobre 2014

Tra boschi e paesaggi trasognanti del Trentino, nasce il Tempio del Formaggio. La vacanza secondo divinazione nell'agriturismo di Orazio, il casaro dal 'tocco d'oro'.

Lettini per prendere sole e paesaggio
all'Agriturismo Primo Fiore.
Passeggi tra boschi e prati. I polmoni finalmente si lasciano andare e stantuffano in salita tutta la loro salute in nuvole di vapore. Sembri una locomotiva di felicità. Sei sul Monte Baldo, Trentino. Cammini, cammini, inebriato tra innumerevoli fiori multicolori ed un fortissimo odore di funghi. Tocchi il cielo con un dito, ti viene fame. La radura si apre, il caldo paesaggio ti abbraccia in tutta la sua maestosità. E ti accorgi di quanto è bella la vita, lontana da quella che chiamiamo 'politica'.

Orazio Schelfi, il casaro.
La tua anima ancora vola a decollo verticale, quando improvvisamente lo stomaco ti chiede ancora carburante. Ed e proprio in quel momento che ringrazi di essere di stanza nell'Agriturismo Primo Fiore o nella malga Prà Alpesina entrambe di Orazio Schelfi. Qui la vacanza secondo divinazione si realizza. Quella rara possibilità di ottenere rivelazioni culinarie e non, ritenute inaccessibili, da fonti soprannaturali quali quelle di uno degli ultimi casari, Orazio e la sua bellissima famiglia. Come ho avuto modo orgogliosamente di twittare, Orazio prima di essere un Re Mida del formaggio dall'inconfondibile 'tocco d'oro' è prima di tutto un uomo semplice dal cuore d'oro.



Ancora un bambino, Orazio andava in malga con il padre Luigi.
Dal 1979 gli Schelfi lavorano nella malga Prà Alpesina.
Una vacanza nell'agriturismo di Orazio Schelfi, guance rosse da eterno ragazzo, equivale alla visita di un oracolo. Non per questo, sotterraneo e 'segreto', sotto la struttura si va delineando un vero e proprio 'Tempio del formaggio', che ho avuto la fortuna di poter visitare in anteprima così come una comitiva di persone disabili a cui Orazio ha spalancato per primo le porte. Siamo davanti alla divinazione del mestiere del casaro che dai tempi della civiltà Sumera, III millennio a.C., delizia i nostri palati. Il duro e massacrante lavoro del casaro diventa arte, come la Venezia di pescatori e commercianti di sale si trasformò in quel mito impareggiabile di palazzi in marmo e pietra d'Istria.
Il 'pilastro saggezza' nel 'Tempio del Formaggio' che regge le camere
dell'agriturismo Primo Fiore in Trentino.
La sinergia di prodotti naturali genuini ed autentici serviti nell'agriturismo Primo Fiore sotto la meticolosa supervisione di Miriam, compagna di Orazio da una vita, l'aria fresca, i boschi, i prati ed i paesaggi mozzafiato sono le componenti elettrizzanti di una vacanza o di un weekend indimenticabili.
Quello che arriva generosamente in tavola viene direttamente lavorato prima dalle mucche di Orazio e poi dalle sue stesse mani.
Il formaggio più ricercato il Primo Fiore del Monte Baldo, unico come il foraggio che solo i prati del Monte Baldo donano, è un formaggio delizioso a pasta semidura che assume un carattere speziato grazie alla stagionatura.

Ecco il parco giochi con vista mozzafiato a disposizione dei bambini degli ospiti dell'agriturismo Primo Fiore. Anche le toilette sono state pensate specificatamente per i bambini.
Non vi resta che provare questa esperienza sublime. Andate ad incontrare l'Italia che lavora fino allo stremo nonostante le coltellate della crisi, i morsi della burocrazia parassita e tutti i rischi di chi pioniere, come Orazio e famiglia, prova ad aprire nuove piste. Il genio tutto italiano, quello che da Dante raggiunge nel tempo Roberto Benigni, e quell'impareggiabile made in Italy che ci invidiano in tutto il mondo, sopravvive nel tempo anche grazie alla grinta di questa famiglia italiana che ha costruito con le proprie mani per noi un'isola felice dove poterci disintossicare. Tempo per sé, tempo per staccare la spina, tempo per sognare, lasciarsi andare e rilassarsi. Qui di seguito le immagini che ho scattato per condividerle con voi.


L'ampio giardino a disposizione degli ospiti. Possibilità di praticare l'equitazione e per i bambini di stare a contatto con vitellini, oche, conigli, cavalli, etc.

L'ingresso dell'agriturismo Primo Fiore








La bellezza architettonica completamente green dell'agriturismo Primo Fiore
La struttura pensata per un turismo eco-sostenibile. 
L'ingresso dell'agriturismo Primo Fiore. La famiglia Schelfi alleva bestiame da latte, con il quale produce formaggi, ricotta e burro, bestiame da carne per uso esclusivo dell'agriturismo.
Alcuni tavoli del ristorante. Nella gigantografia Orazio che munge, a sottolineare come i prodotti della tavola siano frutto del lavoro di famiglia
La cucina propone deliziosi piatti tipici della tradizione trentina, preparati con i prodotti dell'orto. La materia prima è tutta proveniente da aziende montane a km 0 e prevalentemente da coltivazione Biologica.
Gli ambienti non sono solo un luogo di passaggio o di soggiorno. Tutte le camere sono una diversa dall'altra e si evidenziano per lo stile d'arredamento alpino.
Le camere sono con vista e spazi per rilassarsi, dove dominano legni dalle calde sfumature e materiali preziosi.

Tutte le camere sono dotate di dettagli curati con amore per fornire il massimo del comfort.




Uno dei preziosi portali che introducono al Tempio del formaggio.
Prime immagini in esclusiva del Tempio del formaggio; l'antico calderone con cui gli Schelfi producono formaggio da generazioni.

Prime immagini in esclusiva del Tempio del formaggio.
E la storia continua... Orazio, sta ancora scavando.

sabato 17 maggio 2014

L'Italia è molto più grande delle nostre paure, è molto più bella delle nostre preoccupazioni.

Toscana. Questa è l'immagine utilizzata al lancio di un nuovo portale internazionale del turismo. (Villas.com , gruppo booking.com, PRICELINE)
Di certo non mi sento un Renziano. Ho spiegato le ragioni per le quali non me la sento di marciare con Matteo. Di questi tempi mi considero più un Marziano, non riuscendo a trovare una collocazione politica. Devo riconoscere altrettanto che Matteo Renzi affascina. Devo dire che mi ha particolarmente colpito ed affondato, con la seguente dichiarazione: “L'Italia è molto più grande delle nostre paure, è molto più bella delle nostre preoccupazioni.” Mi si è elevato lo spirito sentendo queste bellissime parole. Sono uscito anch'io da questo blog che gufa e mette in guardia sul fatto che il terreno sotto i nostri piedi si sta sgretolando (tu lo vedi il buco dell'ipocrisia?).  Matteo sta chiamando sul suo ponte di comando tutta la ciurma, appellandosi al contributo di tutti. Quando non c'è vento, dovremmo tutti remare, su questo non ci piove. Sono in grande confusione, non lo nego. Ed allora, non mi resta che lodare quella parte della magica Italia, quel leggendario vascello di prima classe che andrà sempre a gonfie vele. Sentite che cannonate, le ho prese da un articolo dell'ANSA. Il turismo ecologico ha registrato in Italia il record storico per giro d'affari a quota 12 miliardi di euro. Dati relativi al 2013, signori. Negli anni della crisi le presenze turistiche si sono moltiplicate nei parchi, nelle oasi e nelle aree verdi. Chi ha saputo proteggere il proprio paesaggio rurale come la Toscana, meta preferita, ne uscirà ancora più forte. Cresce la voglia di attività sportive all'aria aperta quali mountain bike, birdwatching, equitazione, trekking, climbing (+47%). Nel nostro Belpaese salgono verso il sublime l'enogastronomia (15%) e la riscoperta delle tradizioni (10%). Dio mangia italiano, perdonatemi l'espressione. Lassù ordinano italiano. L'Italia detiene la leadership europea nella produzione biologica e nell'offerta di prodotti tipici con 262 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario. Una succulenta torta quella dell'eco turismo su cui mettono le mani ogni anno sempre più turisti stranieri. I nostri agriturismi vengono publicizzati nel mondo come paradisi di emozioni culinarie, vere e proprie università dove puoi intraprendere un corso di cucina, visitare orti e conoscere i prodotti enogastronomici, oltre alle fattorie didattiche per i più piccoli e le osservazioni naturalistiche.
Su questo Matteo, ha ragione. L'Italia è molto più grande delle nostre paure, è molto più bella delle nostre preoccupazioni. Riprendiamoci l'Italia, torniamo a farla splendere. Che possa diventare un'oasi di verde e di pace, un polmone verde per tutto il pianeta, dove la natura regna sovrana. Non lasciamoci contagiare dai violini che accompagnano il Titanic, dai corvi disfattisti che hanno crocifisso l'Italia a priori. Diamogli una giovane speranza. Non facciamola morire. Lottiamo. Amen. 

Un agriturismo nelle colline di Castelfalfi, Toscana.

sabato 11 gennaio 2014

Tutti in Sicilia. La rinascita turistica dopo i lampi di lupara.

Una vista dall'alto del Teatro antico di Taormina. Come sfondo il mar Ionio e l'Etna.
Ovunque vado, ovunque chieda è la Sicilia la terra promessa. E il fenomeno è solo agli inizi, vedrete nei prossimi anni. Molto del merito lo dobbiamo ad Andrea Camilleri, il cui comissario Montalbano spopola oltremanica. Negli ultimi anni sembrano gli scrittori i fautori delle direttrici del turismo di massa. Vieni in Svezia per rivivere i luoghi dei tuoi gialli preferiti, era il motto stoccolmiano grazie alla serie di Stieg Larsson. Ora è la Sicilia a rinascere dalle ceneri di una mafia che ha lasciato a questa terra un sapore sconosciuto e misterioso. La Sicilia ha lo stesso fascino di un baule vecchio centinaia di anni che puoi aprire finalmente senza lampi di lupara.  Cultura, buona tavola, clima mite, l'unico vulcano giantesco sempre attivo, mare e tutto quello che volete da questa vita meravigliosa.

martedì 7 gennaio 2014

Quei Sapori forti tutti italiani. Il made in Italy che ci invidiano in tutto il mondo.

Sapori, Siena 1832. Prestigious location, historical date. Great care for quality and the finest ingredients. The loyalty to tradition and a craft driven by strong passion. Sapori, pastry masters since 1832.
Sono tremendamente ghiotto e orgoglioso di questa prelibatezza tutta italiana. Ragazzi, questo é il made in Italy che ci invidiano in tutto il mondo. Fortunatamente mia mamma mi ha spedito tre confezioni questo natale. Uno degli aspetti che mi mancano maggiormente del nostro Paese sono la storia che aleggia intorno ai nostri prodotti d'eccellenza. Qui in Gran Bretagna non esiste quell'attenzione alla degustazione dei sapori e la passione per la buona tavola. Le persone tendono a comprare fast food (nudo e crudo fish and chips) o cibi in scatola da scaldare velocemente al micronde perché mangiare qui rappresenta una fermata obbligatoria non una di piacere. Torniamo ai Sapori. Soltanto la confezione dorata rappresenta un oggetto culto. Guardate la perfezione della scatola fotografata sulla credenza di casa mia, Sapori, Siena 1832, Panforte Margherita. Signori questa é storia. Un luogo mitico e una data storica. L'attenzione alla qualità e solo gli ingredienti migliori. Il rispetto della tradizione ed un mestiere animato da una forte passione. Sapori, pasticcieri dal 1832. 

Ingredienti:
39%: (Scorze d'Arancia, Cedro e Melone canditi, sciroppo di glucosio, zucchero, correttore di acidità quale acido citrico), Farina di frumento, Mandorle 15%, sciroppo di glucosio-fruttosio, Ostie d'amido (fecola di patate, acqua, olio vegetale), amido di mais, miscela di spezie. Contiene solfiti e frutta a guscio. 

Ingredients:
Candied Orange peels, Citron and Melon 39% (Orange peels, Citron, Melon, glucose syrup, sugar, acidity regulator: citric acid), Wheat flour, Sugar, Almonds (15%), Glucose - fructose syrup, Starch wafer (potato starch, water, vegetable oil), Maize starch, Mixed spices. Contains Sulphites and Nuts. 

giovedì 19 dicembre 2013

Martini, l'aperitivo made in Italy.

Quando ci si trova all'estero come il sottoscritto, in alcuni momenti, in particolare quelli di festa, hai bisogno di ritrovare quel contatto viscerale con la madrepatria che per un verso non vorresti ma dall'altro ricerchi, in particolare quando ti rende fiero di essere italiano. Personalmente se devo organizzare una festa, se ho ospiti a cena, non riesco a capacitarmi senza avere almeno una bottiglia di Martini in frigo. Sono tanti i prodotti che ci rendono fieri di appartenere a questo magnifico paese purtroppo attualmente in una fase convulsa autodistruttiva, ma il Martini in particolare ha quella capacità tutta esclusiva di riassumere in una bottiglia attraente l'essenza ed il significato profondo dell'aperitivo italiano (e di un made in Italy irresistibile). Martini & Rossi la multinazionale di origine italiana nata nel 1863 che deteneva il marchio Martini (celebrato nella cartellonistica d'autore anche da Andy Warhol) si è fusa con Bacardi nel 1993 diventando uno dei principali produttori di bevande alcoliche nel mondo. Martini, Bacardi, un sospiro da sabato sera ed ed è subito festa.

domenica 24 novembre 2013

Trussardi, la tragedia silenziosa del «levriero».

Il Levriero, simbolo dei Trussardi.
In questo blog ho sempre cercato di sviluppare questioni legate alla moralità e allo spirito. Mi posso permettere un tuffo in quello che ritengo il lusso senza peccato. Ho tre paia di indistruttibili Timberland, che negli ultimi dieci anni mi hanno portato ovunque seguendo la direttrice della mia avventura. Insomma, sulle calzature non si scherza. Risparmiare sulle calzature, significa ritrovarsi punto a capo a distanza di pochi mesi. Ma non è di questo che volevo parlare. Trussardi, non solo la qualità di borse e vestiti, ma il senso storico e artistico. Una tragedia che stringe il cuore. Marchio di moda nato nel 1911, vede fin da subito tra i suoi clienti la casa reale inglese che non poteva rinunciare a quei bellissimi guanti pregiati, tocco magico italiano. Poi vennero le valigie e le giacche in pelle. Bella la vita. Poi, il 13 aprile 1999. Nicola Trussardi muore di schianto dopo aver perso il controllo della sua Mercedes-Benz. Non basta. Un colpo al cuore. Anche il figlio Francesco Trussardi muore quattro anni dopo schiantandosi con la sua Ferrari 360.  Una vita ancora da vivere. La passione mortale per la corsa ereditata dal padre. Ora, l'azienda grazie al cielo vola a gonfie vele trattandosi di quel Made in Italy che non tramonta mai. Resta però quella amara sensazione come quando senti che un branco di balenottere si sono arenate morendo sulla spiaggia e non riusciamo a capirne i motivi. L'assurdo della vita, di quando non ci rendiamo conto che al volante uccidere e ucciderci sono un battito di ciglia, gli occhi stanchi si chiudono per un eterno instante. 

Questo è un appello alla famiglia Trussardi. Parlate al cuore dei giovani. Spiegate loro che la vita è veder tornare il levriero. Basta morti sulle strade. 

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