Visualizzazione post con etichetta sincerità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sincerità. Mostra tutti i post

martedì 18 ottobre 2011

Se anche i black bloc fossero veramente i nuovi barbari, c'è da dire che c'è un impero decotto e corrotto pronto a sfaldarsi.

Black bloc (Blocco nero).
Ci concentriamo troppo nel guardare terrorizzati la pagliuzza negli occhi dei Black bloc (l'unica parte in vista) e non ci accorgiamo della trave che affligge il sistema. «Il ministro Tremonti ha corrisposto, quale partecipazione all'affitto dell'immobile, a partire dalla seconda metà del 2008, la somma mensile di circa 4mila euro, corrispostemi settimanalmente» (Fonte Corriere.it). È quanto scrive l'ex consigliere del ministro Tremonti in relazione all'abitazione in centro di Roma che secondo i magistrati napoletani sarebbe stata ceduta gratuitamente dal deputato al titolare del ministero dell'Economia e delle Finanze. Il pagamento, sostiene Milanese, è stato effettuato sempre in contanti. Se un paese, presunto avanzato, quale l'Italia annovera un ministro dell'Economia e delle Finanze che paga il proprio affitto attraverso un versamento settimanale in contanti di mille euro ad un suo consigliere, ciò significa che siamo di fronte ad un impero decotto. Chi tra voi pagherebbe il proprio affitto in contanti? Robe da matti. Non serve che dica altro sugli altri esponenti di questo vergognoso governo (Berlusconi, badate il capo dell'esecutivo, pagava con buste piene di soldi in contanti faccendieri quali Lavitola e Tarantini, violando la legge antiriciclaggio), anche perché Tremonti sembrava l'unico rappresentante che potesse vantare una certa credibilità. Il contante, come sappiamo, per chi si trova a combattere fenomeni come l’evasione ed il riciclaggio, è il nemico pubblico numero uno, garantendo l'anonimato e la possibilità di attuare negozi fraudolenti.


Black bloc.
Riteniamo responsabili i Black bloc di gravissime violenze ma se dei ministri quali Sacconi e Brunetta, che mettono mano legiferando a leggi sensibili quali quelle sul lavoro, diventano responsabili di un vero e proprio disastro sociale, in cui il dramma terribile del precariato a vita affligge milioni di giovani appestati da stage e tirocini gratuiti ed in cui le morti bianche (da leggere "Giovani calciatori SOTTO LE LUCI di San Siro e giovani operai SOTTO TERRA. Stanno uccidendo gli operai"), il lavoro nero ed la piaga del caporalato (da leggere "Solo l’azione collettiva può porre un argine all’individualismo imperante") spadroneggiano come mai era successo nella storia della Repubblica italiana, allora forse tutto ciò non rappresenta una gravissima violenza? Possiamo convenire nella condanna di qualsiasi violenza, ma forse volete insinuare che questo governo non sia stato violento?

La violenza ha molte forme: una evidente ed un' altra subdola e difficile da stanare. Per fare un esempio, tra infiniti: si può danneggiare una macchina tirando un sasso (gesto che appare all'evidenza gravissimo e facilmente riconoscibile) oppure danneggiare milioni di autovetture qualora la casa automobilistica dovesse  volutamente risparmiare sul sistema frenante rendendolo difettoso). Non scherziamo, i libri di storia del futuro scriveranno pagine tristi sull'involuzione che contraddistingue il nostro tempo. Mi pare ovvio che chi devasta l'altrui proprietà vada perseguito, ma smettiamola di trangugiare ipocrisia. Non mi pare che il devastante debito pubblico italiano possa imputarsi ai black bloc; è troppo facile prendersela con il blocco nero, la punta estrema della disperazione sociale che arriva all'(auto)distruzione e non trovare il coraggio di accusare chi questo sistema l'ha cavalcato fino a portarci dentro una crisi nera ma nera nera, altro che Black bloc.
A robàre poco se va in gaera, a robàre tanto se fa cariera. 

giovedì 13 ottobre 2011

La caduta dell'impero di diritto romano del Prof.re Luigi Garofalo all'Università degli studi di Padova.

 La caduta dell'impero di diritto romano del Prof.re Luigi Garofalo all'Università degli studi di Padova porta la data del 23 Marzo 2011 d.C, giorno in cui un "barbaro" osò scrivere al Gazzettino una lettera "Quel professore all'Università di Padova che offende e umilia i propri studenti." Aperta una breccia nel muro, subito altri "barbari" accorsero e si accalcarono irrompendo con ben ottantotto commenti, che per una semplice lettera spedita ad un quotidiano fanno una anomala ondata emotiva, che vorrei provare a commentare. Ave, Caesar, morituri te salutant! L'accusa mossa dal "barbaro" scrivente pare chiarissima fin dal titolo. Sull'argomento posso dire la mia, visto che sul finire del 2006 frequentai una decina di lezioni del corso di Istituzioni di diritto romano del suddetto Professore, prima di lasciare il corso disgustato. All'epoca assistetti ad un vero e proprio delirio di onnipotenza (riprendo l'efficace espressione usata nella lettera anonima) perpetrato nei confronti di matricole ingenue ed acerbe di diciannove anni; costoro venivano invitate ad intervenire a lezione con un apparente democratico buonismo per poi essere stroncate dall'ars retorica del professore che, in rigoroso latinorum, dimostrava la loro sconfinata ignoranza. Il tutto condito dall'ilarità generale e dalle risatine sgomente di chi in prima fila osannava per paura l'imperatore. Ricordo ad esempio che ad uno studente disse con tono trionfante: "Lei è flatus vocis". Ciò che mi impressionava era la gratuità con la quale il professore umiliava e si prendeva  gioco degli studenti che, ingenui e sprovveduti quanto volete, frequentavano un corso universitario proprio per approcciarsi ad una disciplina, si intende a loro sconosciuta. Voglio dire, su un' aula di trecento studenti è fisiologico annoverare qualche studente più labile degli altri ma ciò non autorizza nessuno a nutrire il proprio sadismo, trovando soddisfacimento nel provocare umiliazioni psicologiche. Già chi precedeva nella stessa cattedra il Prof.re L. Garofalo, il Prof.re Alberto Burdese, veniva definito alla sua morte dal corriere del veneto un "insegnante duro e severo, talvolta ai limiti del paradosso. Le sue sfuriate durante gli esami, con i libretti degli studenti lanciati fuori dalla finestra, erano diventate un must da raccontare ogni anno alle matricole e avevano contribuito a dipingere nel tempo il profilo di un maestro rigido, ieratico.
L'articolo commemorativo del Corriere probabilmente non poteva spingersi oltre, ma possiamo intuire dalla presenza di un solo commento l'assenza emblematica di una ondata emotiva di cordoglio. Sicuramente il Professore L. Garofalo, di cui nessuno mette in discussione la competenza, ha adottato e volutamente ereditato un modello educativo molto rigido e ferreo; il ruolo dell'aguzzino permette anche la selezione di una elite e la fuga degli studenti bollati come "stolti". Ciò che è del tutto inaccettabile e rappresenta la patologia di quanto sto raccontando (non in forma anonima), è un sarcasmo da semidio, una saccenza pavoneggiata a toni alti e la mancanza di rispetto per l'altrui dimensione umana, intrisa di ignoranza. C'è poco da scherzare per noi cristiani, rimasti umani. La società civile accusa da anni la casta dei baroni universitari ma persiste una impossibilità oggettiva da parte della società di porre un limite a questi abusi. In tal senso, l'unica arma di difesa è quella di evitare senza ombra di dubbio di laurearsi in giurisprudenza all'Università degli Studi di Padova almeno fino a quando non spalancheranno le finestre cambiando l'aria viziata. Il mondo sta cambiando.



Voglio dire subito chiaramente che provo per il Prof.re Luigi Garofalo una pena infinita, visto che tutta questa arroganza non può essere che la spia di una  frustrazione che gli impedisce di "restare umano" e quindi di provare quei sentimenti autentici che sono alla base di una vita equilibrata dove si sperimenta l'amore cristiano. Dall'altra, c'è da dire che sono in arrivo generazioni di barbari che vestono i panni degli studenti, che però non autorizzano i professori universitari ad avvitarsi nell'arroganza e nella saccenza.   Riporto qui di seguito i commenti più critici riportati nell'articolo sul Gazzettino:

1) Egli è fortificato da coloro i quali abbassano lo sguardo e dalle signorine che col labbro tremante hanno la lacrimuccia pronta a scendere daglio occhioni lucidi e si compiace... se invece si trova di fronte chi ha le p..e sotto e risponde per difendere la propria dignità, si ottiene il risultato di un uomo frustrato che ha avuto la fortuna di fare i soldi e si crede Dio e dimostra la propria piccolezza con frasi insultanti, cadute di stile spaziali e manifestazioni di arroganza all'ordine del giorno.

posso dire? poareto!


2) No ma il massimo è stato il 30 e lode regalato ad uno studente amico del figlio a cui è stato riservato un trattamento di favore sconcertante (interrogazione in due riprese a tarallucci e vino), soprattutto se paragonato al comportamento tenuto nei confronti degli altri studenti, bocciati ed insultati senza motivo (e comunque gli insulti a mio avviso non sono mai giustificabili, denotano solo una grande maleducazione.. Un certo tipo di battuta ironica ci può stare, certi appellativi invece sono inammissibili) nella maggioranza dei casi! Vergognoso!

3) Ho sostenuto ben due esami differenti con quel professore, e ne ho viste di tutti i colori: alcune frasi non si possono nemmeno ripetere per le incredibili offese contenute... Altre (sentite con le mie orecchie!) sono state: "mi vergogno di aver sprecato il mio tempo con uno studente indegno come lei", "la prego non vada a raccontare in giro che è stata una mia studentessa", "lei per me è stato un completo fallimento", "lei è un ignorante", "questo dimosta la sua assoluta stupidità"....Senza contare il modo e il tono, saccente e compiaciuto. Ovviamente ad alta voce... Per fortuna in una mattinata d'esame più di due persone, massimo tre, non riesce ad esaminarne, quindi i poveri sfortunati che capitano sotto le sue grinfie sono pochi. E, ci tengo a sottolineare, i malcapitati spesso sono persone preparatissime e intelligentissime!! Eppure ho visto più di qualcuno scoppiare a piangere durante il suo esame.

4) Mi è venuta la pelle d'oca a leggere commenti di gente che quel giorno non c'era e si permette di dire che trattare male gli studenti è giusto e un modo per incentivare allo studio.Io quel giorno c'ero.Ho frequentato tutto il corso,anche i giorni in cui il professore non arrivava o mandava un assistente dopo più di un'ora.Bene ci siamo subiti le sue lezioni..di una noia mortale,abbiamo comprato i suoi libri..pieni di suoi commenti personali e ci siamo presentati al preappello tutti preparati credo,anche perchè ormai siamo studenti del quinto anno che non si presentano più agli esami senza sapere!I Il professore prima di iniziare l'esame ha addirittura avvicinato gli assistenti dicendo loro:mi raccomando bocciate!!!Perchè ci meritassimo una cosa simile non mi è dato saperlo.Sono stata interrogata tra i primi,da un'assistente che non ha fatto altro che insultarmi per tutto l'esame,per fortuna mi sono imposta,convinta di sapere e nonostante i suoi tentativi di bocciarmi non c'è riuscito.Erano 4 libri da studiare,di 4 argomenti diversi e ho visto gente bocciata dopo un minuto che stava seduta perchè non sapeva rispondere alla prima domanda!Poi però ho anche visto che la lista degli iscritti non è stata rispettata e il professore interrogava solo chi voleva lui...come ad esempio lo studente ha cui ha dato il libro del miglior studente(non si sa perchè l'abbia ricevuto dato che non ha mai fatto interventi durante le lezioni!Bah...forse per amicizie personali!!!)

5) Mr. Garofalo....così ad intuito....

6) Insulti e offese durante gli esami...ma soprattutto una gran maleducazione nel corso di tutto l'anno!La mancanza di disponibilità e di educazione distingue a mio avviso molti dei docenti della facoltà(quello in questione rimane senza dubbio l'esempio più eclatante in ogni caso).

7) Il professore in questione è una persona brillante e acculturata in una maniera veramente impressionante. E' un peccato che si permetta queste cadute di stile, davvero un peccato...

8) Alla facoltà di giurisprudenza di Padova scene del genere sono una consuetudine, soprattutto da parte di certi docenti che, per tradizione, continuano nel loro delirio di onnipotenza. Perchè solo così si può chiamare. Ormai è (purtroppo) un dato di fatto, ma questo non significa che vada bene così. Ho visto persone veramente in gamba, con ottimi voti, venire colte da crisi di panico tanto da non aver più "coraggio" di affrontare l'esame dopo l'ennesima bocciatura pretestuosa condita da epiteti poco ortodossi. Scene di ordinaria follia insomma, che si ripetono ad ogni esame: c'è sempre il mal capitato di turno. Che questi luminari del diritto abbiano paura che studenti pivellini alle prime armi rubino loro il prestigioso mestiere di avvocato (tra 20 anni)????? Mah...

9) L'episodio riferito dal lettore e' cosa che si trascina da decenni... un celebre docente di Giurisprudenza - recentemente scomparso - che aveva proprio quella cattedra era famoso per questo genere di sfuriate (mi viene da pensare che siano ereditarie...). Il povero studente ovviamente non può replicare perché è un esame obbligatorio per completare gli studi. Io vivo in America e posso assicurare che qui un atteggiamento cosi' pieno di arroganza da parte di un docente universitario è assolutamente inconcepibile.verrebbe licenziato in tronco dall'Università senza molte discussioni.Propongo agli studenti di riprendere questi vergognosi episodi con un telefonino e metterli su YouTube, forse qualcosa si muoverà....

10) Tra l’altro, questi atteggiamenti vessatori dei professori dell’Ateneo patavino fanno sì che studenti, magari volenterosi e intelligenti, prendano paura di questi atteggiamenti poco urbani e si ritirino dall’università, e magari sarebbero potuti divenire buoni ingegneri o buoni medici o buoni avvocati. Per far calare le ali a certi professori è molto semplice! Basta mandare i figli a studiare in altre università… Che è poi quello che consiglio ai genitori di quelli studenti di Giurisprudenza di Padova trattati male dai professori. Tra l’altro, l’Università di Padova non è più in auge circa la Facoltà di Giurisprudenza com’era una volta, difatti, le classifiche CENSIS la relegano solo al 20° posto in Italia.

11) Da ex studente di legge a Padova ho assistito a episodi anche peggiori, di maleducazione e arroganza (assenza ai ricevimenti, clima "terroristico", totale mancanza di collaborazione), anche se non mi hanno impedito di laurerami. Anche nel "famigerato" Bo poi si incontano professori e assistenti gentili e disponibili. Ad ogni modo ritengo assurdo che la severità e il rigore si accompagnino a certe "libertà" nei confronti degli studenti, che non sono certo ragazzini delle elementari e meritano rispetto a prescindere dall'esito dell'esame.

martedì 11 ottobre 2011

Brian Haw, un vincitore. Il pacifismo in uno sguardo.

Brian Haw (1949-2011)

Caro Brian Haw,
questa estate ho appreso della tua dipartita e mi son promesso di scriverti. Ora che non puoi più tentare in presenza di risvegliare le nostre coscienze assopite protestando come hai fatto per lunghi dieci anni contro ogni guerra accampato davanti a Westminister, voglio dirti che i tuoi occhi, ricolmi di pace, continuano a parlarci della pace. Mentre i guerrafondai Blair e Bush giocavano alla guerra esportando la democrazia con bombe, presunte "intelligenti", tu hai avuto la cocciutaggine che è di tutti i carpentieri, quale tu eri, di battere il chiodo della pace in un mondo intriso di indifferenza. Gridando nel megafono, ricordavi al parlamento inglese l'esistenza della parola pace e che la guerra non può essere pace. Facile per noi affermare ora che proprio tu avevi ragione, quando per la strada ti si guardava con indifferenza. Mentre la maggioranza delle persone ti scrutava divertita come si guarda ad un visionario strampalato un po' ammattito, proprio tu eri dalla parte del giusto. Il più cocciuto di tutti aveva ragione: tutti i conflitti sono una tragedia per l’umanità, sempre e comunque. L'uomo della strada vedeva più lontano del primo ministro inglese e di tanti politici profumati. Porca miseria, quanto è importante essere dalla parte del giusto nel momento giusto. Hai dato un senso profondo alla tua vita, i tuoi sette figli e le prossime generazioni guarderanno ammirate all'estremo sacrificio a cui hai sottoposto la tua esistenza. Difficile che qualcuno prenda il tuo posto. Chi protesterebbe sotto il vento e la pioggia per dieci lunghi anni fino ad ammalarsi? Hai reso ridicole le autorità che più volte hanno cercato di allontanarti, anche introducendo una nuova legge che proibiva ogni manifestazione nel raggio di un chilometro dal Parlamento inglese. Hanno perso. La tua tenda era più forte di tutto, come gli ideali della pace. Il tuo motto era "stop killing my kids" e nella storia resti te a salvare la dignità umana. In Italia ho ammirato il coraggio di pacifisti quali Vittorio Arrigoni e Turi Vaccaro, veri e proprio miti del pacifismo. Vittorio diceva "Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai voglio essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire, fra cent'anni, vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare." Anche tu Brian sei un vincitore. Porca miseria se sei un vincitore, Brian. Più cocciuto del "barone rampante" hai dato dignità all'umanità intera. Io mi inchino di fronte al tuo autentico pacifismo. Alberto

Brian Haw
Brian Haw

Brian Haw
L'accampamento pacifista di Brian Haw. 

giovedì 6 ottobre 2011

Che schifo questa società assassina. In ricordo di Barbara Zappon.

Barbara Zappon
Lo voglio dire forte e chiaro. Considero l'attuale società ipocrita colpevole di innumerevoli omicidi. L'elenco sarebbe infinito. Un esempio per tutti quelle donne operaie morte in questi giorni per il crollo di una palazzina. Non esistevano per l'Inps, essendo senza contratto, in nero per 3,95 euro l'ora per 14 ore al giorno, non esistono più neanche ora. Ricordatevi questa cifra 3,95 euro non 4 euro. Smettiamola di assolverci sotto il finto ombrello democratico che ci siamo dati. Voglio parlare di un'altra donna anche lei un tempo lavoratrice del tessile, Barbara Zappon, una clochard di via Belzoni a Padova molto conosciuta perché chiedeva l'elemosina agli automobilisti tra via Belzoni e via Falloppio o girava per le piazze spingendo un carrello della spesa. Neanche lei ora non esiste più. Il gruppo nato su Facebook non può riportarla in vita. Ci commuoviamo quando queste persone non ci sono più ma non abbiamo creato una organizzazione autorevole in grado di intervenire lì dove regna la sofferenza. Questa vita per qualcuno si può trasformare in un inferno e non abbiamo costruito uno Stato che riesca ad intervenire per sanare situazioni come queste. C'è di più. Questo nostro Stato schifoso, l'aveva recentemente arrestata per aver improvvisato un giaciglio in una cabina (fonte corriere.it). Sullo sfondo, Barbara nella disperazione era caduta prigioniera della droga. Le strade quindi sono piene di invisibili che non vediamo. La triste vita di Barbara sulla strada è stata spezzata da Michele Casotto 27 anni, che guidava la Peugeot 207 che l'ha investita; questo mezzuomo è dapprima fuggito, lasciando Barbara agonizzante annegare in un canale dove era stata sbalzata, poi si è costituito. Rappresenta il disprezzo ipocrita di questa società assassina. Ovviamente questo mezzuomo aveva un tasso alcolemico doppio rispetto a quanto stabilito dalla legge. Poco prima di essere travolta, Barbara aveva telefonato alla madre esprimendo il desiderio di tornare a casa. In questo post viene ricordata con affetto. La sua morte ha scosso Padova. Aggiungo: la sofferenza ed il dolore che deve aver provato Barbara nella sua triste esistenza sono un grido di dolore che deve scuoterci e portarci ad una rivoluzione. Io non dimentico quello che ho scritto. Tu non dimenticare quello che hai appena letto. 

lunedì 3 ottobre 2011

ITALIA GAME OVER. Lascio l'Italia per non raddoppiare l'amarezza.

Alberto Sciretti in una foto recente del 29 Settembre 2011
Chi mi ha conosciuto o chi mi legge tra le righe può percepire quanto io ami quel dono meraviglioso che è la vita. Ho sempre vissuto intensamente e guardo al mio passato con gioia; nessun rimpianto, nessun rimorso. 
Questo entusiasmo innato che credo mi contraddistingua non può tuttavia impedirmi di riflettere sul fatto che il mio paese, l'Italia, ha imboccato un tunnel senza uscita. A questa considerazione sono arrivati oramai praticamente tutti ed è il leitmotiv del momento.   A crederci sono rimasti gli illusi cronici. Siamo di fronte letteralmente ad una nave che si appresta ad affondare per una falla che ha squarciato lo scafo, il debito pubblico.  Da sempre in questo blog, molto prima dell'arrivo della tempesta, ho parlato a chiare lettere del debito pubblico italiano, fino a caricare esplicitamente un video "Grazie ai politici italiani per il nuovo record di 1753 miliardi di euro di debito pubblico" il 17 settembre 2009 in cui ho accusato esplicitamente la politica italiana di "aver schifosamente indebitato le nuove generazioni". Nessuno mi ha mai querelato per questo. Semplicemente è la verità, dimostrabile in qualsiasi tribunale del mondo. Io non ho paura. Chi non ruba non conosce la paura. Da allora niente è cambiato ed il debito è aumentato fino a sfiorare i 2000 miliardi di euro. Ora io, come altri giovani, ho due alternative. Rimanere o andarmene. Pagare il conto di ciò che non ho bevuto, o andarmene lasciando che paghi chi  ha bevuto stoltamente. Rimanere, significa comunque, in un modo o nell'altro, farsi contagiare amaramente  dall'amarezza di un naufragio annunciato. Andarsene significa rinascere altrove. Secondo voi cosa ho scelto? Sono abituato a dare un seguito alle mie parole. Se dico che questo paese affonderà, bisogna anche che mi allontani in una scialuppa. Non c'è nessuna medicina per l'Italia, perché esattamente come successe nel periodo fascista, gli italiani sono nuovamente compromessi. Non c'è più nessuno in Italia che abbia l'autorevolezza per far capire agli italiani che se stiamo affondando ciò si deve ad un loro malcostume generale diffuso di stampo mafioso, che è sempre stato assolto a suon di condoni. Visto che inseguo da sempre la mia felicità e non ho alcuna intenzione di intristirmi perché gli italiani sono diventati sempre più mafiosi (rimando ad un mio post "Lo spirito della mafia"), ho scelto di allontanarmi per un bel po' di mesi. Poi vediamo. Intanto, in esplorazione.

Eccomi in alcuni momenti di spensieratezza a Gardaland tra il 2004 ed il 2006. Ora bisogna andarsene dall'amarezza Italia che si è adoperata per intristirsi. GOODBYE MALINCONIA

venerdì 23 settembre 2011

Umberto Bossi durante la tempesta pernacchie, dito medio e parolacce e... l'ultimo dei Padani è un terrone doc.


L'ultimo dei Padani.

Nel filmato sopra, l'"ultimo dei Padani". Abbiamo un ministro delle Riforme, Umberto Bossi, che in uno dei momenti più difficili degli ultimi decenni si comporta come un bambino monello: ecco quindi il dito medio e le pernacchie. Un bambino monello in fondo è autorizzato istituzionalmente a spararle grosse. Lo statista Padano, sentendosi probabilmente prossimo alla fine, attraverso il linguaggio animalesco dei gesti ci riporta ai tempi delle caverne. La condizione patologica in cui versa l'Italia può essere rappresentata da queste foto. Non voglio neanche affrontare l'argomento  "credibilità" di questo paese di fronte ad un ministro in queste condizioni. Le sue farneticazioni meriterebbero la considerazione di un trattamento obbligatorio sanitario. Rispetto per un grande leader colpito da un ictus? Nessun rispetto per chi non rispetta l'essere umano, che sia terrone o che sia di colore. Sinceramente mi sono veramente stancato di sentire vaccate fuori dal tempo e dalla storia che giornalmente provengono da questo partito di trogloditi, che se doveva portare in Italia i benefici legittimi del federalismo finora al futuro lascia invece solo il duro fardello del figlio dell'ignoranza, Renzo Bossi che ci costa 11.150 euro al mese, frutto di una notte di passione con Manuela Marrone, di origini siciliane. La stessa compagna sarà tra i fondatori del partito, una eminenza terrona nel partito.




Mi son sempre chiesto quale tipo di persona possa sentirsi rappresentata da questo partito di frustrati incazzati che come sempre non trova di meglio che prendersela con quelli che chiama terroni, zingari, negri, culattoni, comunisti. Ne ho scovato uno che porta il mio cognome, Alessandro Sciretti; classe 1988 potrebbe essere proprio l'ultimo dei Padani. Puro orgoglio padano. Qualcosa però qui subito mi colpisce. Qualcosa non torna. Il viso è quello di un terrunciello!!! Il suo sito internet non smentisce tale sensazioni: è frutto dell'amore tra una sarda ed un pugliese. Un terun doc insomma. Ma allora cosa costringe un giovane terrone a rinnegare le "Orecchiette con le cime di rapa" e la "cicoria con la purea di fave"? Come si fa ad avere in tavola il caciocavallo podolico dauno e la cacioricotta e poi a trovare il coraggio di servire nelle file di un partito razzista che insulta qualsiasi interlocutore che si trovi più a sud? Lo stesso Alessandro Sciretti scrive sulla sua pagina facebook: "Quando la Padania chiama, Sciretti risponde! Un uomo impegnato nella vita civile e politica del paese (facciamo fino a Firenze)". La secessione!!!

Screenshot del sito di Alessandro Sciretti. In evidenza in giallo le origini meridionali del terrunciello.


La risposta è in un articolo di Repubblica, "Abatantuono: da terrunciello a leghista", in cui si accenna al personaggio interpretato dall'attore: un immigrato pugliese « milanese al centoventi per ciento ». Già, il terrone che si trasferisce al nord non solo rinnega tendenzialmente le proprie origini quasi se ne vergognasse, ma per mimetizzarsi meglio sposa l'orgoglio della pura razza padana. Di storie come quella di Alessandro Sciretti ce ne sono tantissime; in fondo Umberto Bossi ha sposato una immigrata di origini siciliane. La regola quindi è questa: più esagerano nel rivendicare l'appartenenza ad una pseudo pura razza padana e più nel loro sangue scorre olio pugliese. Io infatti, figlio di un milanese e di una veneta (potrei quindi vantare una genealogia più pura) ho un profondo rispetto invece per chi abita più a sud di me. A mia volta abito più a sud di qualcun'altro. Alessandro Sciretti, suvvia smettila di fare l'immigrato pugliese « torinese al centoventi per ciento ». Liberati da questa gabbia razzista. Sei un terrone in gabbia. Smettila di involvere, inneggiando alla pena di morte. La tua è solo frustrazione; sradicato dalla tua terra, cerchi esagerando di ottenere una sorta di riconoscimento sociale a risiedere al nord. Sii orgoglioso delle tue origini e urla al mondo quanto sono buone le "Orecchiette con le cime di rapa". Dillo ai tuoi elettori, quanto è buona la cacioricotta. Perfino la tua Puglia ha fatto passi da giganti ed ha votato a rappresentarla un omosessuale dichiarato. Solo tu, che sei immigrato al nord senti il bisogno di offendere la tua terra, che è la Puglia e l'Italia. Liberati, perchè sembri Tillon, il protagonista del film "L'ultimo dei Padani".

Origini della famiglia Sciretti. 
Non sembra dalla foto riportata che le origini della famiglia Sciretti siano del tutto celtiche..e la sedia vuota, a rappresentare con rispetto un defunto, non la chiamavano esattamente "cadrega"...

martedì 6 settembre 2011

Tutti dicono che la politica italiana è un esperimento crudele ma allora gli Italiani sono scimpanzè che hanno votato i loro aguzzini?


Nel video sono ripresi degli scimpanzè, all'atto della loro liberazione dopo anni vissuti nel chiuso di un laboratorio. Vedono per la prima volta la luce del sole. Le loro manifestazioni di gioia sono uguali alle nostre; si abbracciano e ridono. Sono liberi. Gli Italiani, scioccati e meravigliati, ora realizzano che il Bel Paese è ad un passo dal baratro; dopo aver votato Craxi, che provocò un debito pubblico spropositato (tu lo vedi il buco dell'ipocrisia?), hanno pensato bene di votare il suo principale amico Silvio Berlusconi (con trogloditi leghisti al seguito), che in questi anni non ha fatto altro che adoperarsi per impedire che una patrimoniale colpisse, e ridistribuisse, i beni di lusso degli evasori e le ricchezze abnormi della manomorta finanziaria, ecclesiastica e politica.  Adesso i nodi vengono al pettine. Nessuno ha il coraggio di ammettere che il vero problema dell'Italia sono gli italiani, la gran parte scimpanzè anestetizzati da sempre dal fascino del fascismo e del berlusconismo. L'Italia è (Parolisi)zzata dalla sua ignoranza e preferisce seguire inebetita il nuovo avvincente spettacolo del delitto di Melania. Piazza affari non è già più un affare e tra poco non sarà più un affare neanche essere italiani. Questo è quanto mi sento di dire guardando in modo disinteressato il mio paese, da quella vergogna del ventennio fascista ai continui e contemporanei rigurgiti neofascisti (vedi articolo di Repubblica: "Via stranieri e gay, morte ai politicanti. Sul web tornano i nazionalisti di Saya"). Il mio consiglio quindi a chi ha due gambe per andarsene: lasciate a gambe levate questo penoso paese. Questo paese non merita al momento di essere liberato da una Primavera perché ad essere compromessi sono i suoi stessi abitanti. Tanto vale andarsene, con tanti saluti. Lasciate quindi questo paese al suo televenditore Berlusconi, questo pseudo Gheddafi televisivo che gli italiani non riescono ancora a riconoscere chiaramente come loro "dittatore imbonitore", e agli scimpanzè che lo hanno voluto e che verranno. Andare all'estero significa prima di tutto liberarsi (e quindi guadagnare in un colpo solo) di quei 31.000 euro di debito pubblico che mediamente pesano su ogni italiano. La libertà, la luce del sole, un abbraccio, una risata, sono altrove in un nuovo mondo dove scegli tu la tua Terra e dove scegli tu se contrarre o meno debiti.


Più o meno a fine Settembre tornerò a scrivere sul Blog. Sono ancora in esplorazione. Al "Grande Fratello" i concorrenti rivolgendosi agli italiani ringraziano sempre per averli votati. Io voglio dire invece agli italiani: vergognatevi scimpanzè!. Questo post è un atto di ribellione.

domenica 8 maggio 2011

Non può essere stato lo Spirito Santo a scegliere questo Papa ma qualcuno che ha voluto bestemmiare.


Il look di Papa Ratzinger.
Spuntano le scarpe Prada.
Tratto da La Repubblica.
Papa Ratzinger è dalle mie parti. Non posso far finta di niente. Sento un mastino di pura razza ariana nel "mio" giardino. 250mila persone sono corse ad acclamarlo. Ignavi? Dante Alighieri era ben conscio dell'esistenza degli Ignavi, cioè di quei dannati che durante la loro vita non agiscono mai né nel bene né nel male, non osano mai concepire una propria idea ma si limitano ad adeguarsi sempre.  Il disprezzo del poeta verso coloro che Visser sanza 'nfamia e sanza lodo, è massimo. Mi si dirà che ci vuole rispetto per chi compie un atto di fede. Anche il mio è un atto di fede. Sto denunciando apertamente un Papa conservatore e rigorista che non solo non comunica AMORE, ma si adopera per seminare odio. Detto questo ero e sono libero di sognare un Papa Nero. Si, proprio un Papa nero che scolta 'le me canson in venessian parche' el 'se nero african. Sono libero di sognare un Papa come San Francesco d'Assisi. Per trasmettere amore bisognava guardare all'Africa o quantomeno non scegliere un impositore riconoscibile per la durezza dogmatica, la chiusura mentale, l'intransigenza. Non voglio qui trattare approfonditamente le gravissime accuse  che il New York Times ha mosso a Papa Ratzinger, che lo vedono occultare gli abusi di un prete americano, sospettato di aver violentato circa 200 bambini sordi di una scuola del Wisconsin. Per la versione italiana potete leggere l'articolo di La Repubblica. Se pensate che La Repubblica sia il giornale del Diavolo, allora spero che almeno il Corriere della Sera in questo articolo susciti un qualche vostro interesse, scuotendo l'essere ignavo. Non tratterò neanche approfonditamente le ombre incerte di una adesione al nazismo che delineano una luce sinistra negli occhi di questo papa. Doveroso ricordare però che tra i giovanissimi iscritti per legge alla Hitlerjugend figurò anche Joseph Alois Ratzinger, allora quattordicenne, divenuto in seguito papa col nome di Benedetto XVI.

Il sorriso (ghigno?) di un Papa freddo e sinistro. Papa Raztinger.
Ora mi chiedo. Se durante l' elezione del Papa è lo Spirito Santo a guidare i Cardinali designati al voto e quindi è lo Spirito Santo che decide chi ha i requisiti per diventare Papa, come è possibile che sia potuto accadere ciò? Io non sono un ignavo e una risposta mi arrischio a darla. Non può essere stato lo Spirito Santo a scegliere questo Papa ma qualcuno che ha voluto bestemmiare. Ma vedo che il popolo della Rete non è poi così ignavo. Riporto qui di seguito i primi tre video presenti su youtube per numero di visualizzazioni impostando la ricerca su "Papa Raztinger".


Al primo posto con 497528 visualizzazioni all'8 maggio 2011


Al secondo posto con 254106 visualizzazioni all'8 maggio 2011.

 
Al terzo posto con 244696 visualiazzaioni all'8 maggio. Forse il più esilirante tra i tre video, ha come premessa: "Domenica delle palme, Joseph Ratzinger elenca i piatti del giorno acclamato dalla folla...Come primo abbiamo..".

venerdì 6 maggio 2011

Mai più ministri fascisti della Guerra. ABOLIAMO L'ESERCITO per aumentare i fondi destinati all’istruzione.


Costa Rica è Pace. L'Italia è Guerra.
 Qualcosa di davvero grande, unico nel suo genere. C’è un paese, il Costa Rica, che dal 1° dicembre 1948 ha abolito e non ha più un esercito.  Non è possibile! Invece si, avete capito bene, loro da 60 anni, non si sorbiscono più ridicole sfilate militari con i vari La Russa che giocano a fare i soldatini. Non vanno neanche più a fare la spesa al mercato delle bombe. Se ancora non ci credete guardate l'art. 12 della loro Costituzione: "Se proscribe el Ejército como institución permanente." L'Italia all'art. 11 della propria Costituzione ha scritto che ripudia la Guerra, ma continua invece a promuoverla. Furba l'Italietta, che ha speso nel 2010 la bellezza di 23.500 milioni di euro per la difesa. L'Italietta, che almeno ha abolito il servizio di leva obbligatorio dal 2004 e da cui sono miracolosamente scampato, ha a tutti gli effetti un esercito permanente che mangia risorse come intere legioni romane accampate alle porte di ogni città italiana, in più ha un ministro della Guerra (Difesa?) Ignazio La Russa che con i suoi alterchi, è in odore nauseabondo di gerarca fascista (chi lo fischia è partigiano). Ma, come è avvenuto questo miracolo? Il Costa Rica era uscito da poco da una breve guerra civile, che aveva provocato alcune centinaia di morti. Dopo due mesi di combattimenti, il leader socialdemocratico José Figueres Ferrer, personaggio politico mitico nell’America Centrale detto Don Pepe, assunse la direzione del governo provvisorio e chiuse con il passato, abolendo l'esercito. Incredibilmente recentemente il Costa Rica si è classificato anche primo in una classifica sulla felicità percepita dalla popolazioneDa allora altri hanno rinunciato all'esercito. Porca miseria, che lungimiranza.

José Figueres Ferrer distrugge simbolicamente il muro di cinta della caserma Bellavista. Era il 1 Dicembre del 1948. Il Costa Rica entra nella Storia, rinunciando per sempre all'istituzione dell'esercito.
Il 1° dicembre, dopo la firma del decreto legge, Don Pepe si presentò alla caserma Bellavista, nel centro della capitale San José: sotto lo sguardo stupito della folla salì sul muro di cinta e iniziò a colpire simbolicamente il muro della caserma. La soppressione dell’esercito come istituzione permanente fu approvato poco tempo dopo dal parlamento e inserita nella costituzione del 1949. Lo stesso 1° dicembre Don Pepe offrì la caserma Bellavista all’Università della Costa Rica, che la trasformò in un museo nazionale. Cogliete anche voi virtuosità nell'eliminare le spese militari per destinare maggiori risorse economiche all'istruzione? In Italia non sappiamo più cosa inventarci per dare un senso a tanti burattini che marciscono nelle caserme. Proprio oggi, la nostra specie di presidente del Consiglio ha deciso di inviare nuovamente i militari a raccogliere l'immondizia per le strade di Napoli. Lo capisce chiunque che non si può andare avanti così. L'unico modo per impedire ad un futuro Ignazio La Russa di diventare nuovamente ministro della Guerra è rinunciare per sempre all'esercito. Liberiamo le caserme dai carri armati e facciamone parchi dove i nostri figli possano giocare sotto la bandiera della pace diventando veramente UOMINI. Ma come faremo a difenderci, chiede l'ipocrita senza idee? Io non vivo di paure. Detto questo l'ONU potrebbe essere l'organismo a cui conferire un esercito. L'Europa parimenti si potrebbe dotare di un proprio esercito se proprio sentisse l'esigenza di difendersi dall'imperialismo U.S.A. Ma gli attuali eserciti nazionali sono esattamente l'espressione della persona di Ignazio La Russa. Ignoranza militarizzata, che scarica ciclicamente contro un nemico il proprio arsenale in scadenza.

Liberiamoci dalle ipocrisie. Questa foto, che mostra i militari impegnati a Napoli nel rimuovere le immondizie, dimostra paradossalmente invece proprio come l'esercito non serva più, ma serva ben altro. Smilitarizziamoci.

lunedì 25 aprile 2011

25 Aprile 2011, ma ci siamo veramente liberati? J'Accuse l'Italia.

Cosa festeggiamo se non siamo ancora liberi. Non ci siamo ancora liberati. Certo Mussolini non c'è più. Ma c'è il suo cane che ringhia ed è il ministro della Guerra. Mussolini è vero non c'è più, ma c'è il suo portavoce al ministero del Bipensiero. Gli aspetti più subdoli del fascismo permangono ancora nell' animo dell'italiano medio (mediocre) e sono rappresentati dai valori del partito dell'Amore: l'omogeneizzazione, la standardizzazione del pensiero, il bisogno sfrenato di uniformarsi e conformarsi, il tradizionalismo, l'individualismo egoista, il culto dello stato cattolico e della famiglia ipocrita (bunga bunga), l'arricchimento personale in regime di monopoli e in regime di stupidità del popolo, la furbizia e la scaltrezza, la manipolazione della comunicazione di massa, vagonate e vagonate di Ipocrisia e Noia, la venerazione dell'effimero e del mediocre, servilismo e cieca obbedienza, l'incapacità di provare vero amore ma solo affetti superficiali, falsi appagamenti. Per questo, e molti altri motivi, applaudiamo ancora oggi nei salotti televisivi i vari onorevoli Mussolini. Per questo, considero i pacifisti come Vittorio Arrigoni i nuovi partigiani contemporanei. J'accuse Italia.

Se la nostra società è sempre più giusta, perchè sono aumentati i giovani emarginati, un nuovo esercito invisibile? Perchè i giovani non sognano più? Perchè?

venerdì 22 aprile 2011

FREE BRADLEY MANNING



Il presidente statunitense Barack Obama sembra deludere le aspettative di chi auspicava un concreto cambio di rotta degli Stati Uniti d'America, in quella deriva che sono stati gli ultimi decenni; è stato educatamente contestato a San Francisco da un gruppo di sostenitori di Bradley Manning, il soldato dell'esercito americano che si trova in carcere e rischia di restarci per il resto della sua vita per aver scelto di denunciare alla società civile le atrocità della guerrà in Iraq.
I pacifisti si fanno sempre più coraggiosi in tutto il mondo. Madre Terra è con loro.

giovedì 24 marzo 2011

Schegge di una giornata primaverile

Ieri baldanzosamente mi sono avviato verso la stazione per recarmi a Treviso, dove sto frequentando un corso di inglese one-to-one; sto accelerando nell'apprendimento della lingua in modo tale da acquisire dignitosamente questa competenza che conferisce più di ogni altra patente la possibilità di girare il mondo. Altro che patente di categoria B. Per quello ho aggiunto al blog la sezione Imparare la lingua inglese
Prima però dovevo recarmi in una banca. L'operatrice allo sportello ha voglia di conversare. Non mi tiro indietro; dall'alto del sua posizione di lavoro sicura non riesce a trattenersi ed abbassando il tono della voce e caricandola di pathos incomincia a portarmi in un mondo dorato, quello apparentemente degli zingari e del popolo Sinti. Riesce a versarmi addosso tutti quegli stereotipi che il popolo coltiva morbosamente nel proprio retropensiero; il disprezzo per gli ebrei che maneggiavano il denaro, credo si sia alimentato fomentando stereotipi che si sono tramutati in seguito in odio bestiale. Succede esattamente questo: la gente investe nella sicurezza, nel conformismo, nel tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. La frustrazione quindi ti spinge a cercare il nemico, il male. Mi racconta quindi di come viaggino con caravan da 70.000 euro e macchine di lusso, tutto questo senza lavorare. La sua polemica finisce con l'affondo sul Comune di Venezia che fornirebbe a questa "gentaglia" acqua corrente ed elettricità. Io sono l'interlocutore ideale. Sorrido ed ascolto. Gli occhi dell'operatrice di banca si socchiudono quando mi parla; non cela il disprezzo nell'esternare la propria trasognante crociata contro i nomadi.  Continua facendomi delle domande che lì per lì, sinceramente mi mettono in difficoltà; mi chiede come mai a mio parere coloro che attraversano il mare per arrivare in Italia lo fanno rischiando la propria vita e pagando migliaia di euro alle organizzazioni criminali e non arrivano con un normale volo di linea ed un visto  turistico che costa molto meno e garantisce la sopravvivenza; la domanda è retorica e prevede come unica risposta la riflessione che gli emigranti che scelgano di arrivare in italia con le carrette del mare siano dei criminali comuni, gente con una fedina penale infinita e quindi impossibilitati ad affrontare una dogana. Continua, chiedendomi il motivo per cui non ci sono le loro donne al loro fianco, visto che devono rifarsi una vita. L'operatrice, una donna che avrebbe potuto essere tempo fa' la direttrice di un campo di sterminio o guidare un progrom, sa come instillare il dubbio. Si è allenata a pensare male sui disgraziati, mentre maneggia il denaro della sua banca. Imbattibile. Esco dalla banca costernato. Ho appena conosciuto, quel retropensiero che ormai contagia quasi tutti. 
L'uccellino dovrebbe votare Lega Nord per chiedere più sicurezza?
Devo attraversare Via Piave a Mestre, zona Stazione. Improvvisamente vedo uno sbandato che chiede sigarette con un coltello in mano. Di fronte al rifiuto di un passante che gli dice di andarsene in una tabaccheria, prende il coltello e lo fa tintinnare contro il palo di un cartello stradale. 20 minuti prima avevo affrontato l'argomento, ritenendo il pensiero che flagella l'operatrice allo sportello della banca intriso di miseria. Chiamo la polizia. Mi passano i carabinieri competenti nell'area. Segnalo quanto ho visto. Poco più avanti, più mi avvicino alla stazione più improvvisamente mi accorgo che le persone senza fissa dimora sono il nuovo esercito invisibile. Invisibile poi, non so quanto, visto che il baricentro politico al nord si è spostato tutto dalla parte della Lega Nord.

venerdì 18 marzo 2011

L'Italia festeggia i 150 anni entrando in Guerra contro Gheddafi, a cui poco tempo fa' il Premier aveva baciato la mano

Il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi si ferma per baciare la mano del dittatore libico Muammar Gheddafi durante il vertice della Lega Araba a Sirte; l'immagine, rimbalzata sulla stampa internazionale, ha ridicolizzato e screditato la politica estera italiana agli occhi del mondo in questi mesi.
L'Italia entra in guerra contro la Libia di Gheddafi. Qualcosa non torna però guardando queste fotografie di pochi mesi or sono. Non capisco. Qualcosa non torna.



Gheddafi è sempre stato lo stesso dittatore da oltre 40 anni. L'Italietta gli ha baciato la mano in pubblico,  dentro la tenda invece... "affari"?





giovedì 17 marzo 2011

La patologia dei rapporti virtuali: deformano e creano persone che non esistono in realtà.

Come negare l'evidenza, con un po' di fantasia.

Da tanti anni sono immerso nella rete fino al collo. Ne conosco il perimetro, so come navigare. C'è una grande differenza però tra me ed altri internauti. Io sono vivo, sono reale. Utilizzo cioè la rete, per accelerare quei processi che mi farebbero altrimenti perdere inutilmente tempo. Da questo punto di vista, internet ha un potere incalcolabile. Ripeto, incalcolabile per chi ne conosce ogni anfratto. Quello che non ho mai fatto è fingere di essere ciò che non sono. La rete è solo uno strumento, la vita si svolge fuori e quindi le bugie hanno le gambe corte.

Checco Zalone in una macchietta teatrale che mostra in modo esemplare alcune patologie della rete.

Dopo tanti anni, devo ammettere con dispiacere che anche la rete è diventata l'ospedale psichiatrico aperto 24h su 24h, per chi non sa dove andare a depositare la propria patologia; c'è l'uomo ragno feticista che vola ovunque gridando di adorare i piedi delle ragazze, c'è la ragazza che millanta di essere la donna gatto bellissima ed è una cessa, c'è quello che ti vuole convincere di essere stato rapito dagli alieni, c'è chi dice di cercare amore ma con un altro nickname è contemporaneamente impegnato a proporre un incontro sessuale, c'è chi distribuisce "Ti Amo" nelle chat perchè è un latin lover della virtualità, c'è chi spedisce messaggi da multilevel marketing credendo nelle catene di Sant'Antonio, c'è chi dice di essere pronto a fare una rivoluzione tanto quanto nella realtà gli tremano le ginocchia, c'è chi cerca notorietà nella rete perchè nella realtà non se lo fila nessuno, c'è chi dopo tanti anni di virtualità ancora non se la sente di incontrarti e chiede tempo, c'è chi vive insomma solamente nella realtà virtuale. Potrei andare avanti all'infinito, ma un mio amico ha avuto in un colloquio con me il dono della sintesi: "la realtà virtuale deforma e crea persone che non esistono in realtà". Questo crea un mondo di malintesi, di deludenti misunderstanding, equivoci a non finire, fraintendimenti imbarazzanti. La patologia che affligge gli internauti è sempre e solo una; sotto copertura di un impalpabile anonimato, curano le proprie frustrazioni reali fingendo di essere ciò che non sono. Se sono sinceri, cosa rarissima, lo fanno soltanto per raccontarti quello che nella realtà è inconfessabile; praticamente come una caraffa si versa in un bicchiere, ti rovesciano addosso tutte le loro paturnie. Anche per questo motivo non ho mai lasciato sul web miei commenti anonimi, ma li ho sempre firmati con nome e cognome.


Niente foto sul profilo se sei cessa.

La rete quindi bisogna conoscerla ed affrontarla con la consapevolezza che gli altri internauti hanno l'irresistibile tentazione di farti sopportare lentamente tutte quelle patologie che sono costretti a soffocare nella vita reale.  Quindi orsettina83 smettila di dire da 9 mesi al grandepuffo81 che cerchi amore. Questo lo abbiamo capito. Quello che non si è capito è se tu esista anche nella realtà. Dubbio.

martedì 15 marzo 2011

Quanta energia in Giappone veniva buttata fuori dalla finestra?


Una considerazione sul dramma epocale che sta conoscendo il Giappone. Voglio farlo a partire dall'immagine che ho riportato, che ritrae un solo incrocio della megalopoli Tokyo. Mi chiedo quante decine di centrali nucleari debbano servire, quando le idee ed i principi, che delineano un limite superato il quale non può sussistere il giusto, vengono anestetizzati dalla mera richiesta convulsa di una società consumistica, divoratrice in modo effimero di energia.
Al popolo giapponese chiederei più spirito critico; in questI ultimi anni i giapponesi hanno accettato passivamente di trasformarsi in maschere antismog a passeggio senza battere ciglio e senza domandarsi quale fosse la loro direzione ed il loro futuro. In questa immagine ho cercato di rendere l'idea.
In questo senso abbisogniamo tutti di una Rivoluzione. Una società senza spirito critico, che non rifletta sui propri stili di vita e non li sappia mettere in discussione è un formicaio anestetizzato, guidato dai grandi schermi dove compare il sorriso incantatore di un qualche Berlusconi di turno.

sabato 5 marzo 2011

La ballata di Sacco e Vanzetti

The Ballad of Nick & Bart (Here's to you) di Ennio Morricone, cantata da Joan Baez. Il testo riprende le parole finali di un discorso di Bartolomeo Vanzetti: Here's to you Nicola and Bart, Rest forever here in our hearts, The last and final moment is yours, That agony is your triumph!

Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti furono due operai anarchici italiani per errore arrestati, per errore processati, per errore giustiziati sulla sedia elettrica negli Stati Uniti negli anni venti. L'uno faceva l'operaio in una fabbrica di scarpe, l'altro il pescivendolo. Vanzetti durante il processo disse: "Al centro immigrazione, ebbi la prima sorpresa. Gli emigranti venivano smistati come tanti animali. Non una parola di gentilezza, di incoraggiamento, per alleggerire il fardello di dolori che pesa così tanto su chi è appena arrivato in America [...] quella era la Terra promessa eppure le automobili e i tram passavano oltre senza badare a me". La stessa cosa che direbbero gli immigrati giunti in questi giorni sulle nostre spiagge. Erano operai in grado di scioperare, tenere discorsi e leggevano; per questo si guadagnarono la diffidenza e divennero gli imputati ideali da eliminare socialmente per la loro linea di condotta contro il governo. Il giudice che li condannò ingiustamente alla pena di morte li definì "due bastardi anarchici". In risposta allo stesso giudice, Vanzetti esclamò: «Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra — non augurerei a nessuna di queste ciò che ho dovuto soffrire per cose di cui non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui sono colpevole. Sto soffrendo perché sono un radicale, e davvero io sono un radicale; ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano.»
 
Durante Sanremo 2011 Emma e Modà hanno cantato la versione di Gianni Morandi di "Here's to you".


La canzone “Ho visto un film” di Gianni Morandi scritta sulle note di "Here's to you"

giovedì 3 marzo 2011

Bradley Manning: un gay diverso da sopprimere con la pena di morte o con il carcere a vita

Bradley Manning, 23 anni, ritratto in questa foto mentre chiede "equality" (parità) durante una manifestazione per i diritti degli omosessuali. Rischia la pena di morte e quasi sicuramente il carcere a vita, per aver rilasciato all'organizzazione WikiLeaks migliaia di documenti top secret, in cui si denunciavano gli orrori della guerra, mentre svolgeva il suo incarico di analista informatico in Iraq, nei ranghi della U.S Army. È detenuto, dal luglio 2010, in isolamento nel carcere militare di Quantico, in Virginia, in condizioni che il suo avvocato Glenn Greenwald, ha denunciato essere inumane, che gli standard di altri paesi costituiscono tortura. In particolare, Bradley è detenuto in isolamento e costretto a dormire senza vestiti, in mutande, anche se gli è permesso di tenere una coperta; gli vengono confiscati gli occhiali da vista, non permettendogli così di vedere, e gli è stato imposto di portare un 'grembiule antisuicidio'.
In tutto il mondo la società è composta in gran parte da lavoratori "eterodiretti", che significa in soldoni "comandati da altri". L'eterodirezione si sostanzia ad esempio nell'ordinamento giuridico italiano nell'art. 2094 del codice civile, in cui si sottolinea il fatto che il prestatore di lavoro subordinato è appunto, testuali parole, "sotto la direzione dell'imprenditore". Ora, provate a traslare il concetto, applicandolo alla subordinazione a cui è sottoposto un qualsiasi militare. Il concetto si radicalizza, ne conveniamo tutti, per arrivare alla cieca obbedienza. Ben arrivati al classico marine, una macchina da guerra, una specie di robot nelle mani del ministero della difesa statunitense. Ora, per le gerarchie militari dell' U.S Army, l'incubo peggiore, il MALE ASSOLUTO, è avere tra le proprie file, annidato come cellula dormiente proprio un ragazzo omosessuale come Bradley Manning, che per contrasto con gli "eterodiretti" potremmo definire "gaydiretto"; costui, pensa. Si è ritagliato un angolo tutto suo in quel cervello tormentato da ordini anche illogici. Riflette, è pericoloso nella misura in cui può compromettere un equilibrio, non importa se imbevuto d'ipocrisia.
Bradley Manning

Ritiene di avere una coscienza a cui dover rendere conto. Sogna un mondo migliore, meno ipocrita. Bradley Manning è un analista informatico ed ha accesso al Secret Internet Protocol Router Network. Davanti ai suoi occhi, sulla sua workstation, scorrono velocemente migliaia di singole immagini ed informazioni che insieme possono formare un puzzle, una cruda verità, che provoca angoscia. Bradley Manning è tormentato. Stavolta, un video gli trapana l'animo. Si tratta di un video conosciuto nella rete con il nome di "Collateral Murder" (morti collaterali), in cui due elicotteri americani AH-64 Apache  scambiano la macchina fotografica ed il cavalletto di due reporters della Reuters, il ventiduenne Namir Noor-Eldeen ed il suo assistente Saeed Chmagh, per un RPG (un lanciarazzi) e dei fucili mitragliatori Ak47; Namir Noor-Eldeen era il primo ad arrivare come sempre sul teatro degli scontri per documentare questa triste guerra.
Bradley Manning
Gli avevano già sparato ad una gamba, gli avevano rotto il naso, era stato incarcerato; ma lui era sempre il primo ad arrivare nel teatro degli scontri, con l'arma più potente che ci sia: una macchina fotografica. Gli elicotteri Apache, mitragliano i reporters, compiono una strage in cui moriranno in una terribile sequenza 12 civili innocenti, compreso un padre che con i suoi bambini tentava con il proprio furgoncino di portare i reporters e altri feriti in ospedale. Bradley Manning vede il video classificato top secret e di fronte all'assassinio di un suo coetaneo e di altri civili, crolla e non riesce ad andare oltre. Ed è l'inizio dei suoi guai. Il motivo per cui sto scrivendo. Guardate attentamente il video "Collateral murder".

 
Questo è il video "Collateral murder" visto da Bradley Manning. Ascoltate al minuto 05:19 il mitragliere dell'Apache che sghignazza "ha,ha ha, li ho colpiti"; al minuto 05:28 "sto cercando nuovi obiettivi" come se stesse giocando ad un videogame, in cui la vita non vale assolutamente niente, anzi uccidere garantisce maggior punteggio; al minuto 06:29 il mitragliere esclama soddisfatto "guarda quei morti bastardi" e l'elicotterista gli risponde "Bello, bel colpo"; al minuto 09:39, Saeed Chmagh è ancora vivo e sta per essere caricato su un furgoncino giunto in soccorso che ospita anche dei bambini. L'elicotterista sbuffa un "Come on, let us shoot!", lamentandosi di questi continue richieste di autorizzazione per poter aprire il fuoco. Poi apre il fuoco e si consuma la strage di innocenti. Al minuto 12:54 festeggiano con un "Yeah" quando un blindato passo sopra il corpo di uno dei civili colpiti. A proposito dei bambini sul furgoncino, al minuto 15:29, i soldati americani, che ancora non realizzano di aver mitragliato degli innocenti esclamano in modo assurdo: "è un loro errore, portare i loro figli in battaglia".

Questo video doveva restare segreto. Qualcuno, l'accusa indica proprio Bradley Manning, ha avuto il coraggio di ribellarsi a questa e a tante altre atrocità e ha deciso che il mondo doveva sapere. "I want people to see the truth" disse Bradley Manning in seguito in una chat. Il video è stato quindi consegnato a WikiLeaks (dall'inglese "leak", "perdita", "fuga di notizie"), un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro che riceve in modo anonimo, grazie a un contenitore (drop box) protetto da un potente sistema di cifratura, documenti coperti da segreto (segreto di stato, segreto militare, segreto industriale, segreto bancario) e poi li carica sul proprio sito web. Ecco perchè il video è arrivato fino a noi. Bradley Manning viene arrestato, con l'accusa di aver divulgato il video e altre centinaia di migliaia di documenti riservati. In un'intervista al Guardian del dicembre 2010, Julian Assange, il portavoce di WikiLeaks che ha sempre affermato il fatto che "la prima vittima della guerra sia la verità", lo ha definito un eroe. Nell'ottobre 2010, WikiLeaks ha potuto diffondere più di 300.000 documenti riservati dell'esercito statunitense che rivelano gravi inadempienze delle autorità statunitensi nel perseguire abusi, torture e violenze perpetrate durante la guerra in Iraq. La divulgazione dei documenti ha rivelato inoltre la morte di decine e decine di migliaia di civili (Fonte La Repubblica 23 ottobre 2010). Se si pensa alla morte di Nicola Calipari, tutto questo non desta stupore.
A sinistra il soldato Bradley Manning che avrebbe violato il segreto militare per far conoscere al mondo l'orrore della guerra. A destra uno screenshot del filmato ""Collateral murder".
È sulla persona di Bradley Manning, analista della Decima Divisione di Montagna, che dobbiamo concentrarci; è su questo ragazzo dal viso rubizzo, che all'età di 13 anni vide i propri genitori divorziare e scoprì la propria omosessualità, che dobbiamo riflettere. A scuola, preso di mira per il suo essere un po' effemminato, aveva il coraggio di dissentire dai propri insegnanti. Un vero ribelle, costretto per un periodo a vivere anche in una macchina poichè il padre non accettava la sua omosessualità. Ebbe una relazione con Tyler Watkins, un hacker che lo convinse che l'informazione debba essere libera (testuali parole: "information should be free").

Bradley Manning, con il suo compagno Tyler Watkins.
Ingabbiato nel nonsense e  nella frustrazione personale di chi vede infranti continuamente i propri ideali, in quella condizione di sospensione esistenziale in cui si trovano molti soldati sul teatro di guerra, ha rotto genialmente il ciclo dell'ipocrisia, che ha come unico risultato quello di negare alla società civile la verità. Ricordate le discordanti versioni sulle modalità, sollevate dal ministro La Russa, che hanno portato alla morte il giovane alpino italiano Matteo Miotti? Imbarazzante. Il nodo cruciale è proprio questo: la possibilità da parte della società civile tutta, la vostra possibilità ammesso che vi interessi, di accedere alla verità. Sono parole di Bradley Manning: i want people to see the truth… regardless of who they are ... because without information, you cannot make informed decisions as a public. Bradley Manning non può e non deve essere l'anomalia. Non possiamo costruire una società nella quale, individui come lui vengono incarcerati e considerati un pericolo pubblico, al punto che debbano essere vegliati giorno e notte dalle guardie carcerarie.  Di fronte a tutto ciò che intacca la purezza della nostra coscienza, il nostro senso civico, la nostra onestà, il nostro pudore, abbiamo il diritto naturale ed aggiungo il dovere di ribellarci. Abbiate il coraggio di dare un senso alla vostra vita, ribellatevi. Come scrissi in un post, tempo addietro, le regole ingiuste vanno infrante.
A sinistra Julian Assange ed a destra Bradley Manning.
I ministri Frattini e La Russa hanno pubblicamente condannato Julian Assange, deplorandone l'operato. A loro volta non hanno mai speso una parola per affermare il principio sacrosanto che la società civile abbia il diritto di conoscere la verità, qualunque essa sia. Non hanno mai detto niente sulle atrocità della guerra. Ad esempio gli U.S.A hanno invaso l'Iraq adducendo la presenza di armi di distruzione di massa, che poi non sono mai stato rinvenute. Non si può continuare a prendere in giro la società civile, insabbiando una verità dietro l'altra. Il mondo sta cambiando ed ha fame di verità. I popoli del nordafrica, non adulano più i faraoni. I giovani in tutto il mondo utilizzando la tecnologia, prendono a morsi la verità e si fanno beffa dei potentati. Riflettete; questa storia non ve l'ha raccontata doverosamente il Tg1, ma l'avete letta per caso su internet. Il sistema ufficiale non passa questo tipo di notizie, è impegnato nel tentativo mistificatorio di far passare come normale, il bacio dell'anello a Gheddafi da parte di Berlusconi. Il governo italiano non muoverà un dito per le sorti di Bradley Manning, è impegnato piuttosto nel sottolineare, per compiacere le gerarchie ecclesiastiche irritate dagli scandali del Premier che possono deturpare "lo stato di ipocrisia", come mai sotto il berlusconismo i gay potranno sposarsi o adottare dei figli. Il governo ha cavalcato la doverosa campagna per Sakineh, una donna iraniana che rischia la lapidazione, solamente perchè tale campagna era strumentale a difendere il principio dell'esportazione della democrazia attraverso la guerra. L'attuale governo, non spenderà una parola per un giovane omosessuale, che ha sacrificato la sua vita per consegnare alla società civile una scomoda verità. Devi farlo tu.
Bradley Manning ha perso la sua libertà e rischia la vita affinché anche tu possa accedere alla verità. Non sprecarla. Lotta.


Sharing