venerdì 11 febbraio 2011

World Press Photo 2010: nel volto di Bibi Aisha la vergogna talebana

World Press Photo 2010: il volto di Bibi Aisha
Era il 2007 quando in un post parlavo della fotografia vincitrice del World Press Photo 2007, uno dei più prestigiosi premi foto-giornalisti del mondo, che ritraeva un soldato statunitense sfinito in un bunker afghano. Il World Press Photo 2010 è ancora dedicato al dramma afghano e la fotografia vincitrice ritrae il volto sfigurato di una 18enne afghana, Bibi Aisha. La ragazza fu ceduta in sposa a soli 12 anni ad un combattente talebano, in base a un'usanza detta baad, un costume tradizionale per risolvere le dispute tra i clan, in cui la bambina fungeva da compensazione.
Aisha, trattata come una schiava che doveva dormire tra gli animali provò a fuggire, ma fu ritrovata dal marito a Kandahar, condannata da un giudice talebano e quindi mutilata al naso e alle orecchie con un pugnale dallo stesso marito. La fotografia è stata pubblicata in copertina dal magazine Time, con un titolo che ha scatenato un acceso dibattito: "Cosa succede se lasciamo l'Afghanistan". A causa dell'atroce brutalità dell'immagine i contestatori hanno parlato di "Pornografia bellica", un modo per continuare sostanzialmente a giustificare moralmente la presenza militare degli americani in Afghanistan, un modo di usare la condizione femminile per giustificare una guerra. La Commissione indipendente per i diritti umani dell'Afghanistan (Aihrc) ha stabilito inoltre che «non sono stati i talebani» a mozzare naso e orecchie alla giovane Aisha Bibi, ma che si tratta piuttosto di «un episodio di violenza familiare». I parenti di Bibi Aisha, sono attualmente ricercati e taluno è stato arrestato. Ho parlato di "vergogna talebana", nel titolo di questo blog, perchè si può imputare questa follia sostanzialmente alla concezione talebana della donna.

Sembrerà paradossale ma nel 2000 i taleban avevano proibito la coltivazione dell'oppio. Si vede chiaramente nel grafico il crollo della produzione, che è ripresa nel 2001, con la guerra (Fonte National Geographic - Febbraio 2011 vol.27 n.2)

La stessa America che ha denunciato il caso si è anche prodigata nel ridare a questa donna la propria fisicità deturpata. Bibi Aisha, portata negli U.S.A, ha ricevuto l'Enduring Heart Award da Mary Shriver, dalla moglie del governatore Arnold Schwarzenegger e appartenente al clan dei Kennedy, un finanziamento che le permetterà di sostenere le ingenti spese di chirurgia plastica.  

Bibi Aisha ritrova il sorriso con una protesi inpiantatale negli U.S.A

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Il Time scrive "Cosa succede se lasciamo l'Afghanistan" commentando la foto di Bibi Aisha in prima pagina.
Bibi ha 19 anni ora, a 16 anni è stata mutilata.
ciò vuol dire che il fatto è avvenuto nel 2008 quando la guerra in Afghanistan era già cominciata da un pezzo e quando il paese era ancora pieno di soldati che evidentemente non possono eradicare usi e costumi barbari di un popolo con il mitra.
Bellissima storia, però anche secondo me bisogna prestare attenzione a non attribuire ad avvenimenti come questi significati giustificativi di una guerra che secondo la Missione di assistenza delle Nazioni Unite nel Paese vede invece come dato oggettivo aumentare ogni anno il numero di morti tra i civili e i bambini.

Gianni

Inesplorazione ha detto...

Grazie per la tua attenta riflessione; vuoi il film "Il cacciatore di aquiloni", vuoi quelle immagini che arrivavano ogni tanto dall'Afghanistan in cui questi uomini con le barbe lapidavano alcune donne applicando la Shari'a, mi hanno convinto a sottolineare nel titolo il mio disprezzo per questo mondo di santoni che sostengono di applicare alla lettera la Legge di Dio.
Detto questo sono consapevole delle contraddizioni che bollano le cosiddette democrazia occidentali; un esempio per tutti, che rende l’idea, Berlusconi che organizza il family day e che sostiene convintamente di avere a cuore la dignità della donna; non parliamo poi del fatto che l'ordinamento giuridico statunitense prevede anch’esso la pena di morte e così via. Potremo fare esempi a non finire e scopriremo magari che se da una parte la donna è esplicitamente trattata come un animale, altrove tende a perdere la dignità tanto quanto nei mass media assume democraticamente le vesti subdole della donna oggetto e viene rappresentata quasi fosse una prostituta. Come sempre la realtà è molto complessa e concordo con te sulla cautela nell’ arrivare a facili conclusioni, nel teorizzare la “guerra giusta”. Tuttavia ci sono delle domande a cui bisogna saper dare una risposta:
Il 31 dicembre 2010, mentre io pensavo a divertirmi, un alpino italiano in Afghanistan, Matteo Miotto di 24 anni, è morto compiendo il proprio lavoro; partendo dal presupposto che per il fenomeno delle morti bianche tanti perdono la vita compiendo il proprio lavoro, dall’operaio edile al cavatore, spesso mi chiedo se questo caduto del lavoro non abbia effettivamente aiutato indirettamente ragazze come Bibi Aisha a sorridere; se neghiamo a priori un senso a questa morte, non condanniamo senza mezze misure la vita di questo ragazzo all’oblio?

Anonimo ha detto...

Penso che la vita di questo giovane soldato non possa cadere nell'oblio se non altro per la ferma intenzione a fare del bene che credo lo spingesse a svolgere il proprio lavoro.
Sotto questo punto di vista penso si possa anche affermare che la morte di Matteo "ha un senso" che a mio parere però trova maggior significato nell'intima sua convinzione di aiutare il prossimo piuttosto che in un'effettiva capacità di cambiare le cose come i fatti di questi anni di guerra purtroppo dimostrano.
In quest'ottica allora si, posso pensare che ci sia anche un po' del sorriso di questo ragazzo nel ritrovato volto felice di Bibi.

Damiano

Anonimo ha detto...

E bravo “Arnie” che con azioni come questa pensa di commuovere qualcuno che crede ancora nel suo buon cuore, piuttosto che ad una mossa artefatta per lasciare ai californiani un’immagine intatta di sé togliendosi di dosso quelle scomode voci sul fatto che sia un fascista. Eh sì, perché la politica delle emozioni di massa, come quella che lui ha sempre esercitato, è la politica del fascismo!
Mi chiedo dov’era quel buon cuore quando ha più volte rifiutato di concedere la grazia a dei condannati a morte, lasciando giustiziare, tra gli altri, anche un vecchio di 76 che aveva già trascorso 24 anni nel braccio della morte.
Sarà perché personalmente ritengo la pena di morte una delle peggiori aberrazioni concepite dalla mente umana, che oggi, pur leggendo di una storia con un finale dignitoso, non riesco a far finta di niente, e a non provare profonda indignazione per chi sfrutta queste situazioni solamente per tornaconto personale, in questo caso per ottenere l’approvazione dell’opinione pubblica.
Da dire che, finalmente, dopo sette anni il buon Arnie ha lasciato il suo incarico, non senza fare la sua “buona azione”, modificando la pena per omicidio preterintenzionale del figlio, guardacaso, di un deputato democratico da 16 a 7 anni di carcere, e riducendo la pena anche per alcuni altri prigionieri, naturalmente scelti da lui.
A picture paints a thousand words . . .
Very compliments Arnold. Very very compliments!
Matteo

Inesplorazione ha detto...

No, I'm not an American. I'm one of the 22 million black people who are the victims of Americanism. One of the 22 million black people who are the victims of democracy, nothing but disguised hypocrisy. So, I'm not standing here speaking to you as an American, or a patriot, or a flag-saluter, or a flag-waver - no, not I. I'm speaking as a victim of this American system. And I see America through the eyes of the victim. I don't see any American dream; I see an American nightmare.

The Ballot or the Bullet speech by Malcolm X
April 3rd 1964

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