venerdì 30 aprile 2010

Furto d'identità e diffamazione

Nella serata del giorno 30/04/2010 ignoti si attribuivano la mia identità su facebook e si prodigavano nel diffamarmi sul web. 
Furto d'identità 30/04/2010
Mi pare ovvio che sporgerò denuncia alla Procura della Repubblica e presso la Polizia Postale per violazione degli artt. 494 e 595 del Codice Penale.
Art. 494. Sostituzione di persona.
Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all'altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica con la reclusione fino a un anno.

Art. 595. Diffamazione.
Chiunque, fuori dei casi indicati nell'articolo precedente, comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065.
Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516.
Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.
Si segnalano qui di seguito casi simili:
1) http://torino.repubblica.it/dettaglio/taroccato-su-facebook-il-profilo-del-professore/1629649 (furto di identità e diffamazione on line tramite utilizzo di facebook verificatosi al Politecnico di Torino)
2) http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2009/24-aprile-2009/da-molfetta-parte-prima-querela-diffamazione-via-facebook-italia-1501258666107.shtml (È la prima querela per diffamazione a "mezzo Facebook" d’Italia)
3)http://www.personaedanno.it/CMS/Data/articoli/files/017662_resource1_orig.doc (E’ tenuto al risarcimento del danno colui che lede la reputazione, l’onore o il decoro di una persona mediante l’invio di un messaggio per il tramite del social network “Facebook”.)

Aggiornamento:

1) Il giorno 04/05/2010 è stata presentata formale denuncia al Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni "Veneto".
2) A seguito del commento anonimo ricevuto sul presente post il 05/05/2010 è stata presentata una integrazione di denuncia il giorno 05/05/2010.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Furto di identità? Ma a chi? A te? E chi può volere l'identità tua scusa? T'hanno messo la foto tua ritoccata? Ma facce na risata su! Alla procura della repubblica ce fanno de quelle risate dal mal de panza co' te

Sciretti Alberto ha detto...

Perché ci possa essere un dialogo sano, perché delle relazioni sociali possano prosperare ed evolversi secondo modalità non patologiche, è necessario che chi ha la contraddittoria pretesa di celare la propria identità nell’ombra e nelle tenebre dell’essere “anonimi” venga alla luce qualificandosi, diventando sinceramente UOMO. Teorizzare altrimenti una società di individui anonimi, in cui ognuno si sostituisce all’altrui persona con la possibilità di diffamare il proprio prossimo secondo il proprio libero arbitrio, significherebbe involvere fino a farsi dei dispetti come delle scimmie.
Premesso che lei con questo commento anonimo, ha voluto esternare pensieri denigratori verso il sottoscritto (“E chi può volere l'identità tua scusa?”) dimostrando disprezzo non solo verso la mia persona ma anche verso gli artt. 494 e 595 del Codice Penale richiamati nell’oggetto del post, sono a chiederle di dichiarare le proprie generalità alla Polizia Di Stato - Polizia Postale E Delle Comunicazioni, Via Torino, 88, 30172 Venezia, 041 5310438‎, motivando le ragioni del tenore di questo commento.
Lei ingenuamente o volontariamente millanta di conoscere le presunte modalità attraverso le quali sarebbe avvenuta concretamente la diffamazione e la sostituzione di persona in oggetto (“T'hanno messo la foto tua ritoccata?”) ed in modo sarcastico sembra minimizzare la gravità dei fatti (“Ma facce na risata su!”) per i quali il nostro codice penale, posto a salvaguardia del mio come del suo libero arbitrio, prevede appositi precetti iderogabili. Spero che la sua tracotanza non l’abbia accecata al punto da farla sentire una persona fisica al di sopra della legge.
Il fatto più grave è che Lei in questo commento non riconosce al sottoscritto una reputazione e una credibilità degne dell’attenzione dell’Autorità menzionata (“Alla procura della repubblica ce fanno de quelle risate dal mal de panza co' te”), dimostrando il medesimo comportamento aggressivo e diffamatorio di chi il giorno 30/04/2010 ha concretato quelli che sono e resteranno per fortuna dei reati penalmente rilevanti.
Io credo che ci siano tutte le condizioni perché lei si presenti spontaneamente presso la Polizia Di Stato - Polizia Postale E Delle Comunicazioni, Via Torino, 88, 30172 Venezia, 041 5310438‎, dimostrando l’assoluta estraneità rispetto ai fatti riportati, al tenore di questo commento che senza una sua esplicita smentita si configura come una “apologia di reato”, rispetto alla diffamazione avvenuta il 30/04/2010 e ad un possibile atteggiamento diffamatorio e persecutorio verso la mia persona.
Qualcosa purtroppo mi fa pensare che lei, prigioniero di se stesso nell’ombra, non sia in grado di stupire neanche se stesso e che ora, forse accorgendosi finalmente della gravità dei fatti, in un maldestro tentativo di rimediare cercherà di minimizzare, sempre mantenendo l’anonimato, cercando di cavarsela con degli imbarazzanti “non sapevo”, “non credevo”, “non avrei mai voluto”, “non era mia intenzione”..”mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. Ma ripeto, apportando un radicale cambiamento al suo stile, può stupire tutti qualificando la propria identità e le sue intenzioni.
L’esito più scontato sarebbe il permanere del suo essere “anonimo” e il bisogno maniacale e patologico di continuare a frequentare e commentare in modo anonimo questo blog. Si comporti come nessuno se lo aspetterebbe da lei e si qualifichi pubblicamente. Non abbia paura, venga allo scoperto e sarà un UOMO. Come diceva Giovanni Falcone “Chi ha paura muore ogni giorno”.
Ora, tu non hai paura vero?
Alberto Sciretti

Sharing