venerdì 6 giugno 2014

In Normandia per non dimenticare quei giovani morti per la libertà. Oggi, 70 anni fa, morivano anche per estirpare i nostri fascismi.


Proprio 70 anni fa, il 6 Giugno 1944, su alcune spiagge della Normandia morirono migliaia di giovani per la libertà. Morivano anche per estirpare i nostri fascismi. Morivano lontani da casa per ridarci quella stessa libertà che noi oggi interpretiamo ancora come libertà di arricchirsi idebitamente, di corrompere e farci corrompere.   Il Fascismo ed il Nazismo oggigiorno assumono le vesti di quella abberazione chiamata corruzione. Quella che striscia schifosamente nella maggior parte degli uffici italiani come la peste bubbonica. Li vedi sgattaiolare compromessi, forme evanescenti alimentate da ansiolitici che non riconoscono più nemmeno se stesse. L'Italia tracolma di fantocci patinati di ipocrisia che sono emissari della corruzione incarnata. 
La nostra libertà non ha prezzo. Sbarcate contro la corruzione, assaltatela, non datele tregua. Se non vi farete mai corrompere, allora l'ultimo respiro della vostra vita sarà, guardandovi indietro, quello della libertà. 

mercoledì 4 giugno 2014

Ca' Foscari, ancora puzza. Quell'altro cafoscarino arrestato, Roberto Meneguzzo, che porta ancora a quel maledetto CdA delle Generali a cui partecipava Carlo Carraro.

Roberto Meneguzzo, laurea a Ca' Foscari in Economia e Commercio.
Nella triste Venetopoli di questi giorni spunta tra i tanti nomi eccellenti, oltre al Professore ordinario di Ca' Foscari Piergiorgio Orsoni, anche il cafoscarino Roberto Meneguzzo, amministratore delegato di Palladio Finanziaria punto di riferimento della finanza dell'intero Nordestè stato arrestato.
Abbiamo visto come il cerchio magico di Carlo Carraro e del pregiudicato Paolo Scaroni, il primo direttore scientifico ed il secondo presidente della Fondazione Eni Enrico Mattei, li vedesse sedere insieme nel CdA delle Assicurazioni Generali con alla presidenza il pregiudicato Cesare Geronzi. Nonostante tutte le sentenze contro, tuttora Cesare Geronzi presiede la carica di Presidente della Fondazione Assicurazioni Generali, così come Paolo Scaroni è presidente della Fondazione Eni. Sembra infatti che in Italia neanche a primavera si riescano a fare veramente le pulizie di fondo. 
Le pulizie vennero fatte parzialmente alle Generali soltanto nella primavera del 2011 con l'allontanamento di Cesare Geronzi dal CdA, voto sul quale Carlo Carraro e Paolo Scaroni si trovarono sostanzialmente d'accordo. Non si trovarono d'accordo invece in un'altra primavera, alla fine del maggio 2012, quando Carlo Carraro si oppose alla sfiducia dell'amministratore delegato Giovanni Perissinotto. Perissinotto venne allontanato, nonostante il voto contrario di Carlo Carraro.
Perché opporsi all'allontanamento di qualcuno che sarebbe stato raggiunto successivamente da un avviso di garanzia che avrebbe dato ragione a chi invece lo voleva allontanare? Eccoci a Roberto Meneguzzo, che partecipava al capitale delle Assicurazioni Generali. Carlo Carraro, Rettore della Ca' Foscari, sarebbe stato portavoce in generale proprio della finanza Veneta, che aveva invece espresso un giudizio positivo sull'operato di Perissinotto. Tra questi Roberto Meneguzzo della holding finanziaria vicentina Palladio e Vincenzo Consoli l'amministratore delegato di Veneto Banca (l’istituto di credito è socio della finanziaria Palladio con il 9,85%, ma ha anche in pegno altre tre quote per un ulteriore 29 per cento; Vincenzo Consoli siede anche nel CdA e nel comitato esecutivo della finanziaria Palladio). Non vi meraviglierete quindi se troveremo Vincenzo Consoli sponsor e ospite d'onore alla consegna dei diplomi di laurea a Ca' Foscari nel novembre 2011. Nel giugno 2005 il ragioniere Consoli aveva già ricevuto dalla Facoltà di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia la laurea specialistica in Amministrazione e controllo honoris causa. Ca' Foscari a regalare lauree a personaggi ambigui è sempre la prima della classe.
Banchiere Vincenzo Consoli,
sullo sfondo Carlo Carraro al laurea-day.
Ed allora non aveva forse ragione quella gente che fischiava il banchiere in Piazza San Marco nonostante i tentativi della Ca Foscari di rilanciarne l'immagine di fronte alle famiglie degli studenti? Quante domande senza risposte. Che spreco di lauree in questa Italia del malaffare. Quando il 'popolo senza laurea' interruppe il discorso del banchiere laureato honoris causa da Ca' Foscari, il rettore intervenne al microfono per placare gli animi: "Questa manifestazione non sarebbe stata possibile senza Veneto Banca". Perché allora non dire anche, in un atto di onestà intellettuale, che il discorso di fine anno accademico delle università americane (commencement speech), che vogliamo copiare, lì non è tenuto dagli sponsor, a cui non è permesso interferire con una cerimonia accademica, e che lì non ha niente a che vedere con la politica, il sindaco o il vicesindaco, con la pubblicità commerciale e con la visibilità. La via all'italiana di Carlo Carraro ha trasformato quella che avrebbe dovuto essere un'occasione culturale in un ennesimo spot pubblicitario del banchiere di turno in coda per pulirsi e centrifugare la propria coscienza e onorabilità utilizzando come i suoi colleghi l'illibata, ma neanche tanto, università. Ca' Foscari, modello lavatrice della reputazione.
L’arresto di Roberto Meneguzzo mette la parola fine ad un ambizioso progetto personale e professionale che ha visto una piccola cerchia del Nord-Est tentare l’ingresso in grosse partite finanziarie del Paese e non solo. Meneguzzo è anche vicino a Valentino Valentini, l’uomo di Berlusconi che gestisce le relazioni con Vladimir Putin, al cui ministro della cultura, dalla tesi copiata al 67%, recentemente Ca' Foscari ha conferito servilmente una onorificienza. Mai così in basso in 150 anni di prestigiosa storia di questa istituzione.

Si intenda che questo blog sarà sempre a disposizione senza censure di chiunque ritenga tale ricostruzione fantasiosa e che voglia per questo chiarire la propria posizione, contribuendo a quella verità che noi tutti ci meritiamo. 

Ci siamo persi per strada. Cercasi disperatamente con il lumino persone oneste.

Diogene di Sinope ad Atene
cerca l'uomo onesto con una lanterna di giorno.
Diogene di Sinope 
il padre precursore di tutti i Punkabbestia onesti.

Scrivo mentre la mia città, Venezia, vede una inchiesta azzerarne i vertici politici. Per non parlare del mio Veneto 'ignorante'. Non solo, interi apparati dello Stato si dimostrano corrotti e compiacenti. Notizia di ieri, perfino 19 vigili a Cortina, dopo aver incassato i soldi delle multe se li tenevano. Ormai la corruzione è dilagante in ogni approccio. Le persone si annusano reciprocamente per intuirne il prezzo. Non tessiamo relazioni sociali per alimentare conoscenza e virtù, ma andiamo al mercato delle nostre coscienze. Perfino le Università si sono ridotte a vendere onorificenze come la Chiesa vendeva le indulgenze. Quanta amarezza, in questo correre di finanzieri e tintinnar di manette. Il sistema è marcio, per certi versi è finita. Non c'è fine a tangentopoli. Lo abbiamo capito tutti ritrovandoci molti anni dopo le stesse persone coinvolte in Mani Pulite (1992), ora intente a spartirsi la torta Expo. Ed allora ritorna in mente Diogene di Sinope, filosofo del IV secolo a.C. , quando andava in lungo ed il largo per Atene di giorno tenendo una lanterna accesa.  Quando venne apostrofato dallo stolto che gli chiese cosa stesse facendo, rispose in modo disinvolto: "sto cercando un uomo onesto". Difficile incontrare persone veramente oneste, moralmente integerrime. Un ago in un pagliaio. Io stesso nel sentirmi onesto, mi considero allo stesso tempo in fuga. Fuggire per continuare a sentirsi integri. Se ti fermi ti chiedono il voto. Ed è una battaglia senza fine anche all'estero. Ho da poco vinto legalmente una battaglia, che racconterò prossimamente, contro la Banca inglese più potente, la Barclays, dimostrando che non applicava i  termini e condizioni del contratto. Il giudice ha intimato alla Barclays di scrivermi una lettera di scuse, proprio loro che dovrebbero fare della correttezza il loro mantra. Senza perderci nei particolarismi, tutto il mondo attuale così come lo abbiamo concepito, anche quello delle banche, è corrotto. Diogene di Sinope è il precursore di quei tanti Punkabbestia da cui rifuggiamo turandoci il naso, così diversi da noi, così poco convenzionali. Durante un banchetto gli gettarono degli ossi, come a un cane, proprio a lui che dedicava molto tempo allo studio del comportamento dei cani, elogiandone le virtù e la condotta, tanto da assumerne lo stile di vita vagabondo.  Tornando a noi, non abbiamo però nessun scrupolo ad andare a votare turandoci il naso, per poi ritrovarci governati dagli ennesimi lestofanti. Ed allora ti chiedi in quanti ci siamo persi per strada. Quanti giovani veramente onesti abbiamo perso per strada. In quanti sentendosi emarginati da questo sistema marcio si sono messi on the road e non torneranno mai più. I giornali continuano a sciorinare dettagli, vomitando particolari su particolari sulle inchieste. Io guardo alla vita e mi chiedo. Dove sono finite le persone oneste? 
Dove sono finite le persone oneste? 

martedì 3 giugno 2014

Tutti a Londra, o verso nord, il miraggio. Le armi che abbiamo venduto, ci tornano indietro come spettri.

Immaginate per un istante di aver perso tutto. Di non aver nulla, proprio nulla, se non indosso degli stracci pregni di fatica. C'è solo una cosa che vi mantiene in vita. La speranza. La speranza di una vita migliore. I love you England. Il miraggio di un mondo, di una vita migliore. Le immagini che riporto raccontano della situazione a Calais, il punto ed il porto più vicino alla sognata Gran Bretagna. In Italia li confortiamo ad andare verso Nord. Li vediamo passare. Qualcuno rimane ma molti devono proseguire verso nord. « Dove vai? Non lo so, ma devo andare verso nord ». Hanno dentro questa missione da compiere vivi o morti. Eccoli quindi rischiare l'inverosimile, con la forza della disperazione. Se non sono già morti sul fondo del Mediterraneo vedendo prima morire la propria moglie e i propri bambini, ora rischieranno di essere divorati dalle ruote di un tir o di morire lentamente soffocati al loro interno. Ed allora nasce spontanea una domanda. Armi, l’export italiano vale 2,7 miliardi. Anche verso i paesi in guerra. Ma ne vale veramente la pena? Ma ce l'abbiamo ancora una morale, oppure è l'indifferenza che ci divora? La risposta. Le armi che abbiamo venduto e che vendiamo, ci tornano indietro come spettri. Vendiamo le armi anche a paesi in guerra, ma ci disturba vederne le conseguenze.

Campo profughi improvvisato a Calais, Francia.











lunedì 2 giugno 2014

Special investigation of the BBC: in Saudi Arabia people live under feudal system despite living on one of the world's largest oil fields.


30 May 2014: In a special investigation for the BBC's Our World, Saudi journalist Safa Al Ahmad has gained unprecedented access to film in Saudi Arabia. She spoke to activists, some of whom were on the government's most wanted list. Activists are sentenced to death.

For more than 14 months the BBC has been requesting an interview or written response from the Saudi government. But despite repeated approaches BBC has yet to receive an answer.
Notable deaths (protesters)
NameAgeFromDate of DeathCause of Death
Faisal Ahmed Abdul-Ahad[22] (orAbdul-Ahadwas)[23]
(Administrator of Facebook group calling for 11 March "Day of Rage", according toDPA)[22][23]
27RiyadhBefore 2 March 2011Shot by the Saudi security forces, who removed his body to "hide evidence of the crime".
Nasser al-Mheishi[116][131] (orNasir al-Muhaishi)[53]19Al-Shweika20 November 2011Shot by the police during a protest.
Ali al-Felfel[116]24Al-Shweika21 November 2011Shot in the chest by police during a funeral for Nasser al-Mheishi.
Munib al-Sayyed al-Adnan[118]20Al-Shweika23 November 2011Shot in the head by police during protest over al-Mheishi and al-Felfel killings.
Ali Abdullah al-Qarayrees[118]26Al-Awamiyah23 November 2011Shot by police during protest over al-Mheishi and al-Felfel killings.
Issam Mohamed Abu Abdallah[54]22Al-Awamiyah12 January 2012Shot by security forces during protest.
Montazar Sa'eed al-Abdel[56]Al-Awamiyah26 January 2012Shot by security forces during protest.
Muneer al-Midani[58]21Al-Shweika]9 February 2012Shot in the heart by security forces during protest.
Zuhair al-Said[59] (or Zaheer Abdullah Saeed)[135]21Al-Awamiyah10 February 2012Shot in the stomach by security forces during protest, died in hospital.
Hajer al-Yazidi[103]Abha7 March 2012Epileptic student injured in head during protest, died of head wound.
Akbar Hassan al-Shakhouri[67][136]31Al-Awamiyah8 July 2012Shot by security forces during protest over the arrest of Nimr al-Nimr.
Mohamed Redha al-Felfel[67][136]18Al-Awamiyah8 July 2012Shot by security forces during protest over the arrest of Nimr al-Nimr.
Abdallah Jaafar al-Ojami[138]18Al-Awamiyah13 July 2012Shot by security forces near a police station during protest.
Hussain Yusuf al-Qallaf[139][140]18Tarout Island4 August 2012Shot in the chest by security forces during protest on 3 August, died of injuries on 4 August.
Khaled Abdulkarim al-Labad[141]26Al-Awamiyah26 September 2012Shot in the head by security forces while authorities were trying to arrest him, he was one of 23 opposition activist accused of organising protests in Qatif.
Mohammed Habib al-Mnasif[145]16Al-Awamiyah26 September 2012Shot by security forces while authorities were trying to arrest Khaled Abdulkarim al-Labad.
Hassan Mohammad Zaheri[147]16Al-Awamiyah28 September 2012Shot by security forces while authorities were trying to arrest Khaled Abdulkarim al-Labad on 26 September, died of injuries on 28 September.
Ahmad al-Matar[149]18Tarout Island28 December 2012Shot by security forces during protest over the detention of prisoners.
Ali Hassan al-Mahroos[151]19Qatif21 June 2013Shot in his car by a stray bullet by police when they fired at another person on a motorbike.

sabato 31 maggio 2014

Onorificenze 'vendute' dalle Università come la Chiesa vendeva le indulgenze. La ricerca nelle Università occidentali di onorificenze, che verranno poi esibite, come una sorta di patente democratica, al proprio popolo stremato dal feudalesimo.

Ecco come vengono esibite a livello comunicativo le onorificenze, 'vendute' dalle Università come la Chiesa vendeva le proprie indulgenze. Ne beneficia una Università che si presume libera o gli affari dell'ENI? Vediamolo insieme. 'Parliamone', si intitola il Blog del Rettore della Ca' Foscari che giammai ha affrontato sul suo blog, tacciato di ipocrisia e propaganda, questi nodi problematici che afferiscono all'Etica. 
Riprendendo quanto scritto pochi giorni or sono sul cerchio magico che coinvolge il Rettore della Ca' Foscari Carlo Carraro ed il pregiudicato per corruzione Paolo Scaroni, integro a quella che purtroppo non è una favola, la notizia che la 'Deloitte', l'azienda che gattona anche in quella che è la mia Università a reclutare studenti e a sponsorizzare workshop, era anche il principale revisore dei conti della Parmalat, coloro che per indenderci dovevano sorvegliare che non avvenisse proprio il più grande scandalo di bancarotta fraudolenta della storia italiana. Questo ad aggiungersi al fatto che, tra i tanti misfatti, come abbiamo visto la Deloitte ha in pancia l'alien 'Monitor Group', azienda fallita per bancarotta dopo aver procurato una tesi di dottorato alla London School of Economics, in parte copiata, ad uno dei figli di Gheddafi
Tornando al crack Parmalat, la multinazionale americana ha ammesso la colpa riuscendo ad uscire dal processo con un patteggiamento milionario
Il 7 Settembre 2010 avevo chiesto al Rettore con un commento pubblico sul suo Blog istituzionale di evitare la partecipazione in un CdA che vedeva al vertice proprio Cesare Geronzi che come scrivevo era ben conosciuto all'epoca proprio per il crack Parmalat. Quel commento non ricevette alcuna risposta, ma non lo meritava probabilmente secondo una visione del mondo aristocratica, stile Luigi XVI. Qualche anno dopo  Cesare Geronzi verrà condannato a cinque anni.
George Soros a Ca' Foscari: lesson learnt?
Il Rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro l’aveva detto a chiare lettere, che Ca’ Foscari avrebbe potuto conferire il titolo di “Membro onorario del Corpo accademico di Ca’ Foscari” (Ca’ Foscari Honorary Fellow) a personalità esterne all’ateneo che si fossero distinte nelle arti, nelle scienze o nella società, o che, cito testualmente, “abbiano svolto particolari azioni a favore di Ca’ Foscari, e possano contribuire alla sua visibilità e al suo prestigio.” Forse il ministro della cultura russo Vladimir Medinskij premiato da Ca' Foscari contribuisce al suo prestigio?  Sicuramente alla sua visibilità, visti gli innumerevoli giornali che si sono occupati del caso, offuscando l'immagine dell'ateneo.
Per quanto concerne invece i soldi ricevuti da Ca' Foscari dalla Gulf Research Center (Grc) che hanno comportato l'assegnazione della Ca’ Foscari Honorary Fellow a Abdel Aziz Sager, personaggio che Guido Moltedo sul quotidiano Europa ha ricordato per i suoi legami con esponenti della parte più retrograda dell’establishment saudita, eccoci ai motivi per i quali a mio avviso era importante magnificare Abdel Aziz Sager, che può svolgere un importante ruolo di intermediario tra gli interessi dell’ENI ed il regime sovrano saudita.
La Gulf Research Center (Grc) ha sede a Ginevra, città che la giornalista Stefania Rimini definisce in modo perspicace “la capitale dei mercanti di petrolio”, proprio intervistando per una puntata di Report un membro della Grc, Giacomo Luciani. Esistono strette relazioni tra la Grc e qualche compagnia petrolifera italiana? Per capire le possibili relazioni che intercorrono tra l’Eni e la Grc si pensi che proprio lo stesso Giacomo Luciani lavorò per l’ENI con ruoli di alta responsabilità per 10 lunghi anni, tra il maggio del 1990 e il maggio del 2000, dedicandosi all’Arabia Saudita. Il sito internet della Grc lo indica, ad oggi, come uno dei suoi consulenti più importanti. Giacomo Luciani rappresenterà inoltre la Grc nell’importantissimo progetto Polinares portato avanti dall’Università di Dundee e che vede coinvolti tra i partners anche la Fondazione Eni Enrico Mattei, che annovera nella sua squadra proprio il Rettore della Ca’ Foscari. Il Progetto Polinares vede quindi il coordinatore ed i partners, tra cui appunto Grc e Fondazione Eni Enrico Mattei, essere finanziati attraverso soldi pubblici della UE, complessivamente per la bellezza di 2,678,642 euro. Fin qui niente da dire, se non appunto il fatto che sia palese che tra Eni e Grc intercorra un buon partenariato proficuo.

È l’Axia Financial Research (su questo link http://www.axiaonline.it/2002/crimini_e_misfatti/crimini_e_misfatti1001.htm che ho potuto consultare prima che venisse rimosso. Potrebbe essere che alcuni dei link qui riportati possano nel tempo diventare non funzionanti.., pensate che la voce wikipedia della Deloitte neanche riporta che fossero loro i revisori dei conti della Parmalat. Chi ha orecchi per intendere, intenda) ora a illuminarci il percorso e a portarci direttamente nei pozzi dell’Arabia Saudita e precisamente in un impianto a Madinat Al Jubail della IBN ZAHR. Questa società è stata costituita nel 1984 all'epoca dei governi Craxi. La partecipazione di Eni è del 10 percento attraverso Ecofuel, compagnia posseduta e controllata al 100 per cento da Eni Spa. Tra i soci della società di diritto arabo IBN ZAHR, nome europeo "Saudi European Petrochemical Company”, c’è anche Apicorp, una holding di partecipazione costituita fra governi arabi, tra cui spicca proprio l’Arabia saudita. Eccoci quindi al primo giro di boa; l'Eni è costretta a relazionarsi con l'establishment saudita a fronte della propria partecipazione nella IBN ZAHR. Ovvio si dirà, ma il dato ci aiuta forse a capire l’importanza di magnificare Abdel Aziz Sager, che può svolgere un importante ruolo di intermediario tra gli interessi dell’ENI ed il regime sovrano saudita. Affari si intenda. 
Siamo sporchi di petrolio anche nelle università.
Trivellando ancora ma senza scavare pozzi infiniti e perdere di vista il quadro generale, si sappia che Apicorp si occupa solo di chimica e il suo investimento più rilevante al 32 per cento è nella Aradet irachena, meglio nota come "Arab Company for Detergent Chemical", che venne messa, tra l’altro, sotto osservazione dagli ispettori dell'Onu ancora durante la guerra del Golfo. L’Axia Financial Research parla, a tal proposito, apertamente di crimini e misfatti
La London Business School premia Mohamed Al-Mady
Tornando alla IBN ZAHR, l’ottanta per cento è detenuto invece dalla SABIC; sarà importante far notare, ai fini della vicenda trattata, che il CEO della SABIC, Mohamed Al-Mady, fortemente compromesso con il regime autoritario saudita, ricevette a sua volta in pompa magna nel luglio del 2007 una Honorary Fellow dalla London Business School, come viene sottolineato nella sua pagina wikipedia. Lo stesso titolo che ora Ca’ Foscari conferisce all'ennesimo personaggio ambiguo. Lo scenario certo è complicato, ma si stanno aprendo degli spiragli. Il dato certo è che traspare la volontà di ricercare nelle Università occidentali onorificenze, che verranno poi esibite, come una sorta di patente democratica, al proprio popolo stremato dal feudalesimo. C’è il sospetto quindi che anche Ca’ Foscari sia diventata la lavatrice, su pressione e commissione di qualcuno, della coscienza e della reputazione per chi deve rifarsi un nome e ripresentarsi "candido" ("candidato") alla società civile come attore credibile. Ma questo ancora per poco
Diritti LGBT in Russia. In Russia è un atto criminale tenere un gay pride (qualsiasi parata o 'esposizione' omosessuale a Mosca è duramente perseguita), parlare in difesa dei diritti degli omosessuali, o distribuire materiale che promuova le richieste dei gay o propagandare l'idea che le relazioni gay siano uguali a quelle etero. Le organizzazioni internazionali dei diritti umani, nonché i governi delle democrazie occidentali, hanno duramente condannato una tale legislazione. La situazione attuale è stata descritta il peggior clima in materia di diritti umani dell'epoca post-sovietica; l'attivista russa Lyudmila Alexeyeva ha definito questa situazione come un precipitare verso un nuovo Medioevo.

venerdì 30 maggio 2014

A Ca' Foscari è primavera. Cade l'impero carrariano, fa breccia l'Etica trasversale.

Voliamo alti. Il cielo sopra Ca' Foscari è sereno.
Ca' Foscari nelle votazioni che si sono susseguite in queste limpide giornate di fine maggio 2014 ha optato per la Primavera quella vera, un cambiamento di pelle, una mutazione forte e netta che sin dalla prima votazione ha assunto il carattere della 'caduta di un impero' aristocratico e percepito arrogante. Nella prima votazione, quella vera che rivela in una fotografia cristallina la situazione reale attuale dell'ateneo cafoscarino al netto di ogni successivo accordo o travaso di voti,  i carrariani si sono fermati a 143 voti, mentre i protagonisti della storica primavera cafoscarina, in forte discontinuità con l'ultimo Re, hanno fatto breccia nell'impero con ben 453 voti. Ed allora voliamo alti in questa bellissima primavera. Protagonisti l'olmaria, le margherite, il salice, il papavero e l'ortica, nel quadro dell'Ofelia di cui sotto. La vera vincitrice, colei che emerge bellissima senza eguali, colei che ancora canta nonostante stesse per annegare inerme nei cerchi magici di un' acqua torbida, è l'Etica trasversale nelle persone dei Proff.ri Cardinaletti, Bugliesi e Licalzi. Voliamo alti. 
L'Etica canta, anche quando sta per annegare.
(John Everett Millais, Ofelia)
Lasciamo perdere quei campanilismi stonati di San Gimignano, quei fortini e quelle torri che favoriscono soltanto il culto individuale delle singole personalità a discapito collettivo e rischiano di sporcare un quadro limpido che vede riemergere vincitrice l'Etica a Ca' Foscari. Molti non lo sanno, qualcuno forse non riesce a capirlo ed a farsene una ragione, ma a Ca' Foscari hanno vinto proprio tutti perché ha vinto l'istituzione Ca' Foscari. Il cuore cafoscarino dell'istituzione, che ultimamente sembrava smarrito e stordito, è tornato a battere rappresentando una maggioranza silenziosa (ma anche no, grazie alle pratiche di rianimazione del legittimo dubbio che il Prof. Filippomaria Pontani ha operato sull'Etica attraverso l'utilizzo del defibrillatore a commenti) che non ci sono motivi per non pensare che saprà unirsi compatta e coesa, nel nome di quei valori etici tanto annichiliti ma che invece non appartengono proprio a nessuno e non sono nelle disponibilità di nessuno. Se cerchi di affogare l'Etica infatti (o di far portar via una semplice sirena dalla polizia), questa prima o poi riemerge ed inizia un canto bellissimo. 

lunedì 26 maggio 2014

Il cerchio magico con protagonisti Paolo Scaroni e Carlo Carraro. C'era una volta la 'Monitor Group' che tubava con Gheddafi. Poi venne la 'Deloitte', se la prese, ed insieme vissero felici e contenti frequentando le università italiane.

Berlusconi e Gheddafi.
Mettetevi comodi. Un tè, dei biscotti, dai che vi racconto una storia vera. C'era una volta una società americana di consulenza che si faceva chiamare e si chiama "Monitor Group". A questo punto molti di voi staranno sbadigliando. Lo so, portate pazienza poi diventa interessante. La società si occupa di lobbying intellettuale. Cresce, cresce, fino a che per troppa spregiudicatezza finisce nella tenda del colonnello Gheddafi, non importa se questi torturasse, violentasse e costringesse alla schiavitù sessuale migliaia di adolescenti. Il colonnello riempì i forzieri di questa coraggiosa società americana con milioni di dollari chiedendo in cambio però una cosa: disse il colonnello ai consulenti, tra cui anche tra i più importanti docenti dell'Harvard School of Business: « andate in lungo e in largo e riabilitate il mio nome. Il mio non deve sembrare un regime »Inoltre aggiunse, « voglio che mio figlio Saif Gheddafi si laurei alla London School of Economis, non importa quanto mi costi ». Il network di collaboratori e ''talenti'' della Monitor Group, immaginatevi, incominciò a lavorare alacremente. Quasi non ci credevano dell'inaspettata fortuna, un contratto da 3 milioni di dollari annui, rimborsi spese non inclusi. Chi leccava, chi tesseva le lodi, chi lubrificava, chi sversava somme ingenti alla London School of Economics, chi scriveva la tesi per conto di Saif Gheddafi. Tutto sembrava andare per il meglio quando improvvisamente quell'immagine positiva, che cercavano di affibbiargli come fosse l'ennesima medaglia ipocrita, si frantumò miseramente sui media di tutto il mondo, portando poi come sapete all'intervento internazionale. 
Sir Howard Davies
L'imbarazzo fu così grande che Sir Howard Davies, il rettore della London School of Economics, una delle più prestigiose istituzioni accademiche dell’Occidente, dovette dimettersi, proprio per aver accettato finanziamenti alla ricerca da parte di un fondo sovrano libico. Sir Howard Davies, prima della rivoluzione libica, non si era minimamente preoccupato per i legami intellettual-finanziari che la London School of Economics aveva interlacciato con il regime libico ed i suoi fondi sovrani. Nessuna perplessità. Disse sconsolato, prima di dimettersi: « la reputazione dell'università è stata danneggiata e io devo predermi le mie  responsabilità per questo ». Ma c'era di peggio. Venne alla luce quello che voi lettori già sapete. La tesi di dottorato di Saif Gheddafi era stata copiata sicuramente per un 6% dell'elaborato e rimaneva il sospetto che il resto fosse stata scritta proprio dai consulenti della nostra Monitor Group
Paolo Scaroni e Vladimir Putin
La compromessa Monitor Group aveva inoltre iniziato nel 2009 una partnership con la Fondazione ENI Mattei (con a capo Paolo Scaroni dal 2005 e direttore scientifico il Rettore della Ca' Foscari Carlo Carraro dal 2010 al 2013) che portò alla costruzione del piu' grande database a livello mondiale con oltre 1.150 transazioni condotte dai fondi sovrani nel periodo 1981-2008. L'incontro tra la Monitor Group e la Fondazione presieduta da Paolo Scaroni non fu poi così imbarazzante visto che questo vecchio lupo di mare nel 1996 aveva precedentemente patteggiato la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione per le tangenti pagate per gli appalti nelle centrali Enel. La sentenza era stata emessa dai giudici della sesta sezione penale del Tribunale di Milano. Scaroni era accusato di corruzione dal Pm Paolo Ielo per una serie di tangenti versate al Psi quando era amministratore delegato della Techint. Per la cronaca di questa favola Paolo Scaroni verrà successivamente condannato nel 2011 dalla terza sezione penale della Cassazione  anche per i danni provocati dalla centrale Enel di Polesine Camerini (Rovigo). Paolo Scaroni convince l'amico Carlo Carraro, Rettore della Ca' Foscari a partecipare dall'aprile 2010 al Cda delle Assicurazioni Generali (compenso annuale 224mila euro) con a capo Cesare Geronzi conosciuto ai mass media per i crack Cirio e Parmalat, senza curarsi di qualsiasi elementare considerazione sul cumulo di incarichi e sulla possibilità di recare indirettamente danno all'immagine dell'ateneo. Il Rettore di Ca' Foscari Carlo Carraro contraccambia l'amico invitando Paolo Scaroni pubblicamente ad inaugurare l'anno accademico  2010/2011. Al diffondersi della notizia che Paolo Scaroni fosse stato invitato ad inaugurare l'anno accademico ne sono seguite forti contestazioni che hanno lacerato l'ateneo sempre a discapito della sua immagine
Abdel Aziz Sager e Carlo Carraro
Durante la Primavera Araba, siamo a maggio del 2011, questi maledetti fondi sovrani sono sempre più irresistibili. Ca' Foscari con Carlo Carraro decide di premiare con il riconoscimento di Membro Onorario del Corpo Accademico di Ca’ Foscari - Abdel Aziz Sager, un imprenditore saudita a fronte di un'elargizione di 400.000 euro alla Scuola di Relazioni Internazionali. Ne seguirono aspre polemiche per l'appartenza imbarazzante dello sceicco-finanziatore al regime saudita. Si sa, lì le donne non possono guidare ma questo non importa. Non rattristatevi, questa favola triste non finisce qui. Torniamo per un attimo alla  ''Monitor Group''. Essendo stati scoperti mentre tentavano di riabilitare un dittatore, letteralmente con le mani nella marmellata, la nostra Monitor Group annaspa. Manca aria. Fondata nel 1983 da un gruppo di otto imprenditori, tutti legati alla Harvard Business School, ora la società di geni si ritrova a dover dichiarare bancarotta. La sua agonia si trascina fino al Gennaio 2013 quando la principessa Monitor Group ebbe la fortuna di incontrare il principe azzurro ''Deloitte'', questi dal nome raffinato decise di comprarla e portarla via con sé. Ecco che se cliccate sul loro vecchio sito http://www.monitor.com/ verrete teletrasportati dall'inferno al paradiso della nuova societa' DELOITTE. Nel frattempo la speranza era che la brutta storia venisse dimenticata. Deloitte si presentava infatti in tutto il suo splendore apparentemente illibato. Un' azienda americana di servizi di consulenza e revisione, la prima nel mondo in termini di ricavi e numero di professionisti. Oltre 200.000 dipendenti impiegati in oltre 150 diversi Stati. Considerata una delle Big Four, le quattro più grandi aziende di revisione, nell'esercizio fiscale 2013, ha raggiunto la cifra record di $32.4 miliardi di ricavi. A questo punto la maggior parte di noi si sono dimenticati che la Deloitte ha ancora in pancia l'impresentabile Monitor Group. L'azienda sembra ora pulita. Infatti trovano il coraggio di presentarsi nel cuore pulsante di Economia all'Università Ca' Foscari, San Giobbe e ai loro career day, finance day. Una studentessa promuove sul sito sorridente la propria carriera in Deloitte.

Una giornata di studio e workshop organizzata da Università Ca' Foscari Venezia e Fondazione Ca' Foscari Venezia, in collaborazione con Deloitte.

Si intenda Deloitte è a tal punto presentabile che incomincia a penetrare nelle varie università. In particolar modo risulta efficace nell' immettere il proprio marchio nei loro portali, quasi a cercare protezione. Nessuno si ricorda della Monitor Group. Tutto a gonfie vele, nessuna ombra sul web. Le Deloitte eredita anche i rapporti con l'ENI di Paolo Scaroni e diventa mandataria di ENI S.p.A. per quanto riguarda la riscossione dei crediti. Si intenda, il cerchio magico vede sempre protagonista la Fondazione Eni a Ca' Foscari. Fu così che il miglior studente in assoluto presentato per la prima volta nel 2011 alla cerimonia di San Marco, fu Matteo Sostero, figlio del prorettore Ugo Sostero. Padre e figlio sul palco. Segni particolari, ovviamente aver fatto uno stage presso la Fondazione Eni Mattei. Ne seguirono attriti tra gli studenti, lo studente Ahmed Daoud, una camicia rossa, osò interrompere il discorso cotonato di Beppe Severgnini. Fu trivellato di fischi, gridavano ''ENI'', ''ENI'' oppure ''fuori'', ''fuori'', non ricordo, fate voi intuendo il sarcasmo.
Lo studente Ahmed Daoud, il contestatore della cerimonia a San Marco.
Poi improvvisamente ancora una volta tutto sembra riprecipitare nuovamente. A questo punto mettete i bambini a letto che la favolta diventa per adulti. Proprio mentre organizzano il workshop a Ca' Foscari di cui sopra esce un bruttissimo articolo del Fatto Quotidiano. Deloitte starebbe insegnando alle multinazionali ad aggirare il fisco. Action Aid, un'organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà, denuncia l'immoralità della pratica suggerita dal colosso della consulenza che insegna ai clienti come risparmiare sulla pelle del Mozambico passando per le Mauritius. Che tristezza. Aggiungetevi il Sole24ore dal titolo ''Deloitte coinvolta nell'inchiesta Usa sul riciclaggio in Iran'' e la frittata è fatta. Se volete altre magagne vi basta leggerle. A farne le spese (cioè a vedersi sottrarre gettito) nazioni povere come il Mozambico. Il 50% della popolazione vive con circa 2 dollari al giorno e il welfare è una parola sconosciuta. Ma la Deloitte si adopera per togliergli gettito fiscale. Che tristezza vedere i nostri studenti alle prese con simili società. 
Le università italiane dovrebbero battersi con tutte le proprie forze contro i fenomeni di elusione fiscale, tax dodging, quelle attività che permettono alle multinazionali di bypassare il fisco locale grazie a paradisi fiscali. Ma hanno ancora l'autorevolezza per farlo o oppure sono diventate un caravanserraglio degli affari piuttosto che una lobby del pensiero che collabora con regimi autoritari? 
Prorettrice di Ca' Foscari, Silvia Burini, premia a domicilio il ministro di Putin.
L'Università Ca' Foscari Venezia con Carlo Carraro mitragliatrice di eventi è riuscita in una impresa senza eguali. Ha premiato a domicilio, spedendo in missione come fosse una postina una propria prorettrice, il ministro della cultura di Putin. Costui, dal profilo culturale agghiacciante,  ha copiato il 67% della propria laurea e non il 6% come Saif Gheddafi. Silvia Burini, la prorettrice, è evaporata puff subito dopo le sue dimissioni. Chi se la ricorda più. Burini chi?  Purtroppo quello che resta è l'immagine di Ca' Foscari severamente offuscata nei media. L'Ateneo guidato da Carlo Carraro sembrerebbe aver privilegiato operazioni di politica internazionale volti a riabilitare sullo scacchiere internazionale personaggi discutibili (cosiddetto soft power, abilità nel persuadere), a detrimento degli sforzi dei nostri studenti che raggiungono il traguardo della laurea solo grazie al duro sacrificio. Ma le vittime del soft power cafoscarino, sono anche coloro che stanno dall'altra parte e vedono una università presunta democratica venire a premiare i loro aguzzini. Carlo Carraro ha ammesso di aver ricevuto delle pressioni da parte dell'ambasciata a Mosca, la quale a sua volta ha smentito chiaramente le parole del rettore, e da parte di alcuni industriali veneti. Restano quindi le pressioni da parte di questi presunti industriali. Quindi Carlo Carraro ha indirettamente riconosciuto che l'Università Ca' Foscari non è libera, anzi l'istituzione pubblica viene pesantemente condizionata da qualcos'altro che è chiaramente un interesse privato. Un qualcosa di così potente da trasformare una dignitosa prorettrice in una postina kamikaze, prendi il volo e poi dai le dimissioni. Qualcuno in maniera sprovveduta o voluta ha coinvolto una istituzione pubblica in relazioni con personaggi impresentabili in una università a discapito dell' immagine di questa. Stiamo forse inseguendo il sogno leghista della politica estera veneta? 61 sedi di rappresentanza all'estero per la Regione Veneto con aumento della spesa pubblica. Oppure semplicemente quel volo a Mosca tanto in fondo lo paga la collettività e non di certo la prorettrice o Carlo Carraro di tasca loro? Porca miseria questa non è una favola. 

Sharing