giovedì 24 marzo 2011

Schegge di una giornata primaverile

Ieri baldanzosamente mi sono avviato verso la stazione per recarmi a Treviso, dove sto frequentando un corso di inglese one-to-one; sto accelerando nell'apprendimento della lingua in modo tale da acquisire dignitosamente questa competenza che conferisce più di ogni altra patente la possibilità di girare il mondo. Altro che patente di categoria B. Per quello ho aggiunto al blog la sezione Imparare la lingua inglese
Prima però dovevo recarmi in una banca. L'operatrice allo sportello ha voglia di conversare. Non mi tiro indietro; dall'alto del sua posizione di lavoro sicura non riesce a trattenersi ed abbassando il tono della voce e caricandola di pathos incomincia a portarmi in un mondo dorato, quello apparentemente degli zingari e del popolo Sinti. Riesce a versarmi addosso tutti quegli stereotipi che il popolo coltiva morbosamente nel proprio retropensiero; il disprezzo per gli ebrei che maneggiavano il denaro, credo si sia alimentato fomentando stereotipi che si sono tramutati in seguito in odio bestiale. Succede esattamente questo: la gente investe nella sicurezza, nel conformismo, nel tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. La frustrazione quindi ti spinge a cercare il nemico, il male. Mi racconta quindi di come viaggino con caravan da 70.000 euro e macchine di lusso, tutto questo senza lavorare. La sua polemica finisce con l'affondo sul Comune di Venezia che fornirebbe a questa "gentaglia" acqua corrente ed elettricità. Io sono l'interlocutore ideale. Sorrido ed ascolto. Gli occhi dell'operatrice di banca si socchiudono quando mi parla; non cela il disprezzo nell'esternare la propria trasognante crociata contro i nomadi.  Continua facendomi delle domande che lì per lì, sinceramente mi mettono in difficoltà; mi chiede come mai a mio parere coloro che attraversano il mare per arrivare in Italia lo fanno rischiando la propria vita e pagando migliaia di euro alle organizzazioni criminali e non arrivano con un normale volo di linea ed un visto  turistico che costa molto meno e garantisce la sopravvivenza; la domanda è retorica e prevede come unica risposta la riflessione che gli emigranti che scelgano di arrivare in italia con le carrette del mare siano dei criminali comuni, gente con una fedina penale infinita e quindi impossibilitati ad affrontare una dogana. Continua, chiedendomi il motivo per cui non ci sono le loro donne al loro fianco, visto che devono rifarsi una vita. L'operatrice, una donna che avrebbe potuto essere tempo fa' la direttrice di un campo di sterminio o guidare un progrom, sa come instillare il dubbio. Si è allenata a pensare male sui disgraziati, mentre maneggia il denaro della sua banca. Imbattibile. Esco dalla banca costernato. Ho appena conosciuto, quel retropensiero che ormai contagia quasi tutti. 
L'uccellino dovrebbe votare Lega Nord per chiedere più sicurezza?
Devo attraversare Via Piave a Mestre, zona Stazione. Improvvisamente vedo uno sbandato che chiede sigarette con un coltello in mano. Di fronte al rifiuto di un passante che gli dice di andarsene in una tabaccheria, prende il coltello e lo fa tintinnare contro il palo di un cartello stradale. 20 minuti prima avevo affrontato l'argomento, ritenendo il pensiero che flagella l'operatrice allo sportello della banca intriso di miseria. Chiamo la polizia. Mi passano i carabinieri competenti nell'area. Segnalo quanto ho visto. Poco più avanti, più mi avvicino alla stazione più improvvisamente mi accorgo che le persone senza fissa dimora sono il nuovo esercito invisibile. Invisibile poi, non so quanto, visto che il baricentro politico al nord si è spostato tutto dalla parte della Lega Nord.

mercoledì 23 marzo 2011

Adele - Rolling In The Deep


Dopo 22 secondi ci sono dei bicchieri che tremano; è il rock.

martedì 22 marzo 2011

Mongol Rally: lotta per rendere il mondo meno noioso con LA PIÙ GRANDE AVVENTURA NEL MONDO

Il Mongol Rally è una straordinaria avventura automobilistica aperta a tutte le macchine con cilindrata inferiore a 1200 cc e moto 125 cc che vede la propria alba in Europa ed il tramonto a Ulan Bator, in Mongolia. Non male no? Pensate che a seconda del percorso scelto la distanza totale è di circa otto o diecimila miglia (quasi 13 mila km) e la maggior parte delle squadre riesce a completare la manifestazione nell'arco di tre-quattro settimane, sempre che riesca ad arrivare..




Il luogo di partenza principale di questo incredibile "rally" è uno più importanti circuiti storici per l'automobilismo britannico, il circuito di Googwood nel Regno unito, in cui le auto girano il circuito in parata prima di partire; alla carovana si aggiungono partecipanti degli altri paesi europei a mano a mano che si procede verso est e quindi da paesi quali Spagna, Francia ed Italia. Il sito ufficiale della competizione è http://mongolrally.theadventurists.com/ e qui è possibile iscriversi, sempre che abbiate il coraggio di farlo ovviamente..


Mongol Rally 2009 - The Unprofessionals

Viene considerata la più grande avventura nel mondo ("greatest adventure in the world"). Lo spirito che caratterizza questa competizione è quello di alimentare il senso di avventura dei partecipanti ("The Adventurists") uniti in team di due o quattro persone, per rendere il mondo meno noioso ("fighting to make the world less boring").


In questo senso non è importante arrivare primi, se non fosse che non viene riconosciuto alcun premio, poichè la fine coincide con il termine dell'avventura. I veicoli che vi partecipano sono volutamente inadeguati per loro cilindrata per la sfida che hanno di fronte, proprio per alimentare questo spirito avventuroso ("adventurous spirit of the rally"). Nessun sostegno organizzativo viene fornito durante il percorso. Non c'è il soccorso ACI che in 10 minuti vi rimette in sesto. Siete soli con i vostri problemi meccanici, psicologici, fisici. 


Nel 2009, un partecipante ha creato questo video "Tupac in Kazakistan", in cui decine di Kazaki cantano; è attualmente il video più visto del Mongol Rally.

Un po' di storia. La manifestazione, dalla prima edizione del 2004, ha visto ingrossare le file dei proprio partecipanti. Se nel 2004 vi parteciparono soltanto 6 squadre di cui 4 riuscirono a completare il percorso, nel 2005 si iscrissero 43 squadre di cui soltanto 18 arrivarono sani e salvi a Ulan Bator, nel 2006 delle 167 vetture che partirono 117 arrivarono alla meta. Il vero boom accadde però nel 2007, quando l'organizzazione dovette limitare la partecipazione a sole 200 squadre che pagarono una tassa di iscrizione pari a £650 per team.


Gli anni sucessivi è stata confermata la tassa di iscrizione per  £650, con una donazione a scopo caritatevole di un minimo di £ 1.000 per veicolo e un deposito  cauzionale di 500 sterline, rimborsabile tenendo un comportamento corretto lungo il percorso. Si possono abbattare questi costi, ricercando sponsor, visto che alcune televisioni seguono la competizione nel suo evolversi. Jack Osbourne, figlio di Ozzy e Sharon Osbourne, ha partecipato al rally del 2007 con una Fiat Panda 750cc del 1991.


Quali percorsi si seguono? Se tutti i partecipanti si ritrovano per una grande festa a Praga, ognuno poi prende la propria strada; c'è chi punta su Mosca, Kiev, Istanbul, fino a scegliere gli estremi a nord del Circolo Polare Artico e a sud fino in Iran, il Turkmenistan e l'Afghanistan. I team che scelgono di attraversare l'Ucraina diretti in Russia e più a sud la Turchia diretti verso l'Iran, convergono poi Samarcanda, in Uzbekistan, prima di procedere a nord-est per la Mongolia. Nessuno tra questi percorsi è friendly e sicuro: danni alle auto, come forature e rottura delle sospensioni, rapine a mano armata e altre lesioni di minore entità sono eventi molto comuni.

Con l'aumentare dei partecipanti negli ultimi anni, sono aumentati anche gli incidenti stradali e sempre più team durante il percorso ricorrono a trattamenti ospedalieri. Il 6 agosto 2010, uno dei partecipanti britannici purtroppo è morto e altri due compagni del team sono stati gravemente ferito dopo un incidente stradale in Iran (vicino al confine tra Iran e Turkmenistan).  La cilindrata delle automobili che vi partecipano può superare 1200 cc solamente in casi particolari ed entro limiti ragionevoli e comunque il superamento prevede una maggior contributo nella raccolta di fondi per beneficienza. Salvo che non vogliate guidare una ambulanza fino in Mongolia per poi donarla in beneficienza, "participating car must generally be considered to be crap" cioè le macchine devono essere proprio delle scassariole, quindi fino a qualche tempo fa' Citroën 2CV e la Fiat 126, ora però visto che il Governo Mongolo ha preteso giustamente che non entrassero nel paese auto più vecchie di 10 anni, il parco macchine che partecipa alla gara ha visto tra le proprie fila soprattutto Skoda Felicia e la Nissan Micra.


Ovviamente c'è sempre l'originale che decide di guidare un carro funebre o un camper Bedford Rascal. Le auto che si rompono durante il tragitto vengono consegnate o vendute agli operosi meccanici del posto che le rimetteranno in sesto per le loro esigenze ed alcune di queste sono in questo momento in circolazione per l'Asia. Le auto che arrivano a Ulan Bator, in Mongolia, vengono invece battute ad un asta il cui ricavato esaudirà la volontà del pilota.

Esiste un limite, puoi superarlo.

sabato 19 marzo 2011

La RIVOLUZIONE si fa su Twitter? Allora mi iscrivo.

Il mio primo cinguettio: "Sono al primo messaggio. Girano voci che "cinguettando" accadano straordinarie RIVOLUZIONI. Qual è la formula magica per iniziarne una in Italia?"

Se su Facebook avevo approntato un profilo per non poi non entrarci MAI, ritenendolo un grande centro commerciale caotico e superficiale, su Twitter, che questa settimana compie cinque anni, non ci avevo proprio scommesso. Eppure questo social network che si basa su continui aggiornamenti effettuati dagli iscritti tramite il sito stesso, via SMS, e-mail, si è distinto per la semplicità, l'immediatezza ed il dono della sintesi, promuovendo la diffusione di messaggi di testo brevi (questo significa che le persone logorroiche non possono andare oltre i 140 caratteri! Un sms ne contiene 160); è un esempio di strumento di giornalismo partecipativo ed è stato utilissimo durante le recenti rivoluzioni nel  Nord Africa. Meglio iscriversi quindi, non si sa mai...

Andrew Skurka a 29 anni è tra i trekker più veloci del pianeta: "Adventurer of the Year"

Andrew Skurka, Arctic National Wildlife Refuge, Brooks Range; August 2010
Andrew Skurka non è un ragazzo qualsiasi; 29 anni, istruzione di alto livello alla Duke University stava per rischiare di diventare uno dei tanti manager in un qualche triste ufficio di Wall Street quando, prendendo a morsi gli schemi classici della propria famiglia e rompendo i rapporti  (ricordate la storia di Chris McCandless?), ha scelto di abbracciare la natura, gli interminabili spazi incontaminati che gli procurano un senso irrefrenabile di felicità e libertà. Proprio la sua amata Madre Terra paradossalmente gli ha dato un vero lavoro e ora se lo contendono gli sponsor.

Andrew Skurka, Arctic National Wildlife Refuge, Brooks Range; August 2010
Potete constatare quanto detto visitando il suo sito internet in cui sono elencate tutte le sue avventure. In soli 176 giorni nel 2010 ha girato l'Alaska e varie catene montuose  dello Yukon, un viaggio di 7.530 chilometri a piedi, sugli sci, in zattera, attraversando otto parchi nazionali. Ciò vuol dire che conosce quel territorio meglio del politico che lo deve amministrare! In questo ultimo viaggio ha trascorso anche 24 giorni senza incontrare un essere umano, affrontando temperature fino a meno 33 gradi. Ha fatto l'autostop per andarsi a rifornire di cibo nei villaggi. Giusto per rendere l'idea, al mattino doveva infilare i piedi negli scarponi ghiacciati, perchè in simili situazioni si congela proprio tutto. I piedi quasi sempre inzuppati perchè, come tutti i trekker sanno, quando il piede sprofonda nella neve per troppo tempo, non c'è attrezzatura che tenga.

Andrew Skurka, Arctic National Wildlife Refuge, Brooks Range; August 2010
In simili viaggi, si conosce un rigido regime alimentare (pasta disidratata, carne secca, come premio  M&M's). Puoi essere privato del sonno e conoscere momenti di completo sconforto. Andrew Skurka non è però un trekker improvvisato. Negli ultimi nove anni ha percorso una cosa come 40.200 chilometri (ha attraversato il West Americano nel 2007 e percorso la Route Sea-to-Sea nel 2009, il sentiero degli Appalanchi) e a 29 anni è ritenuto uno tra i trekker più veloci ed esperti al mondo; si è distinto infatti per una straordinaria resistenza fisica dovuta ad una intensa preparazione.

Andrew Skurka, Grand Canyon National Park; March 2009
Andrew è conosciuto per la sua velocità. Va veloce il ragazzo. Movimenti veloci e leggeri che gli permettono di percorrere decine di chilometri in un giorno, raggiungendo delle medie da superoe. Il ragazzo si è visto riconoscere l'epiteto di "Adventurer of the Year" dal National Geographic che gli ha dedicato un ampio reportage ed hanno parlato di lui tra gli altri, il New York Times, The Wall Street Journal, Fox News Channel, National Public Radio, National Geographic Adventure, Men's Journal. Non è tutto; è anche uno scrittore e per il 2011 offre la possibilità di partecipare a delle escursioni che lo vedono come guida  nei suoi paesaggi preferiti: High Sierra, the Greater Yellowstone Ecosystem, the Colorado Plateau, Colorado Rockies, and Alaska.

Andrew Skurka, Kenai Fjords National Park; June 2009

Andrew Skurka, Chugach Mountains; July 2009

 National Geographic gli ha dedicato un ampio reportage

Se le foto riportate incantano per la loro bellezza, guardate la pianta bluastra dei piedi di Andrew Skurka  per intuire la fatica.
La canzone preferita da Andrew Skurka: "Dancing Queen" degli Abba

Andrew Skurka in azione in un video.

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