sabato 18 settembre 2010

Viaggiatori, non turisti, a suon di «gap-year» , «anno off» , «Year Out»


Dopo aver scritto in un post "Volere volare via: perchè voglio andare via con la scopa di una strega" ho viaggiato, con il timone verso sud-est ma ho viaggiato. Mi ritengo un essere umano veramente libero ed un giorno mi prenderò una fattoria nell'entroterra Mongolo ed allevarò cavalli. Off. Le armi più potenti e sottili che l'uomo possieda, sono l'amore e il sorriso. Turn off. Chi smette di sognare è una personalmente sostanzialmente morta nell'anima. Solo mettendo in viaggio l'anima  si evita che essa, annoiata, abbandoni il proprio corpo. Non c'è niente di più universale dei panni stesi al vento ad indicare la vita  che pulsa in una casa. Sono orgogliosamente socio CTS , perchè mi affascina il motto "Viaggiatori, non turisti" che mi fa sentire più vicino a Goethe e considero la visita al sito del National Geographic a cui mi sono abbonato ed a quello di Greenpeace una condicio sine qua non per affrontare i temi dell'esistenza. La mela è il miglior amico di un viaggiatore, ti fa sentire pulito e sano. Cosa cercano i giovani vagabonding, i globatrotter e i saccopelisti? Lasciarsi viaggiare, un hike dell'anima (Hiking, termine inglese sinonimo di trekking o di escursionismo). Un soggiorno a lesbolandia, una baraccopoli dove battere le mani in mezzo a bambini che hanno di tutto, scabbia, aids, colera ma che sono felici, Mama Africa, Ilha do Mocamique in Mozambico, un treno lentissimo della Indian Railways, la nightlife nella Belgrado maledetta, Kibera la più grande baraccopoli di Nairobi tra le più estese al mondo con 1 milione di persone con tassi di AIDS intorno al 85%, il canto del muezzin a Sarajevo, donare la propria acqua ad una pianta in difficoltà per riconoscenza, la Selva Maestra (Amazzonia), una avventura in Nuova Zelanda, Srebrenica con la puzza di tragedia che non se ne va dai balcani, il sole che in Africa sorge come una palla di fuoco lanciata in alto nel cielo, etc, etc

Il libro "Mollo tutto e parto" di Riccardo Caserini, 39 anni.

Nei paesi anglosassoni, ormai è un must: i 18 anni coincidono con un viaggio che arricchirà il patrimonio culturale e umano, esattamente come si riempie una bottiglia vuota con un buon vino. Si chiama «gap-year» o «anno off», «Year Out», «Anno sabbatico» vale a dire l'anno di pausa (itinerante) prima della scelta dell'università o dell'ingresso nel mondo del lavoro, che non è solo spiaggia, sole, e sangria; è il viaggio della maturità e dell'iniziazione, anche se a qualsiasi età venga fatto, il gap year ti insegna sempre qualcosa. 

In Italia il Cts Education propone il
pacchetto«work & travel» per
ragazzi dai 18 ai 35 anni.

Hippie trail, il viaggio via terra lungo 6000 miglia attraverso sei Paesi (Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan, India, Nepal) e tre grandi religioni che fu il rito di passaggio di tutta una generazione alla fine degli anni '60 e negli anni '70 ed il viaggio verso Capo Nord, ormai sono stati superati da viaggi dove sinceramente ci si lava un po' più spesso rispetto a quella doccia fatta in ogni nazione tipica dell'InterRail, anch'esso al tramonto.

Chi non ha dimenticato il leggendario Robinson Crusoe di Daniel Defoe ed è alla ricerca della libertà assoluta e in fuga da una vita scontata ed ordinaria, lontani dal capo che sclera, sarà anch'egli accontentato: Forbes, uno dei più celebri magazine economici americani, ha provato con l'articolo "The Best Places To Hide" a stilare, la classifica degli otto luoghi più inaccessibili del Pianeta, dove forse è ancora possibile nascondersi per il resto dei propri giorni. 1) Tristan da Cunha, un arcipelago nell'Oceano Atlantico 2) arcipelago di Socotra, nell'Oceano Indiano 3) Darien Gap, l'immensa giungla che divide la Colombia da Panama 4) laguna di San Rafael nella Patagonia cilena 5) l'entroterra della Mongolia che è quello che personalmente mi attira di più, principalmente per l'equitazione, la falconeria e sterminati paesaggi incontaminati 6) parco nazionale di Auyuittuq in Canada 7) penisola della Kamchatka, nell'estremo oriente siberiano che mi divertivo a conquistare con il Risiko 8) Papa Nuova Guinea

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