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mercoledì 12 luglio 2017

Goodbye al M5S. Altro che 5 Stelle del firmamento democratico questa è un'altra STELLA COMETA del neofascismo.

Per lungo tempo ho condiviso le battaglie del movimento cinque stelle per andare oltre il Berlusconismo ed il Renzismo, fino a provare una genuina simpatia per un movimento che era arrivato perfino a sembrare uno strenuo paladino della nostra Costituzione, che si intende antifascista per chi l'ha letta e compresa interamente
Come tutte le persone dotate di una propria capacità critica, ho accompagnato questa simpatia a dei moniti come quando manifestai perplessità sul "linguaggio talvolta troppo violento di Beppe Grillo, quando ad esempio grida 'Italianiiii' imitando con cattivo gusto il Duce o quando apre il suo movimento agli esponenti di Casapound." In un'altra occasione criticai invece Beppe Grillo per essere andato in quel salotto ipocrita di Bruno Vespa, scrivendo che la fine della coerenza era una comica, ma nell'insieme esercitavo quella sana critica che solitamente si muove a chi tutto sommato vorresti migliorare per sentirti sempre più partecipe ed in sintonia.
Ora veniamo al Goodbye. Non sarà sfuggito ad un occhio attento ed onesto il fatto che negli ultimi decenni si siano multiplicate le fila di un esercito del male, composto da razzisti e neofascisti, se non nazisti, che, come l'esercito di Mordor, nei sotterranei dei social e delle nostre periferie propagano l'odio ed il disprezzo per zingari, nord-africani, migranti, omosessuali, meridionali e chi è più diverso più ne metta. Ancora una volta il fenomeno si rafforza di fronte alla mediocrità di uno Stato indebitato guidato da chiamiamoli fantocci. Altre volte a propagandare il morbo mandano ragazzi dalla faccia pulita più rassicuranti di quella barbuta del pregiudicato Simone Di Stefano (quello per intenderci  che paragona i fascisti ai partigiani per creare un gran calderone e polverone e poter poi sostenere che in fondo erano tutti uguali, tanto la Storia chi la studia più).

Dal bunker di Daniele De Santis, più adornato di quello di Hitler, all'ultima scoperta di un lido fascista a Chioggia per dementi, ai recenti cori pro Hitler della curva schizofrenica del Verona ed al blitz di Casapound contro gli ambulanti ad Ostia, i motivi per preoccupare chiunque sia rimasto democraticamente sano di mente ci sono eccome. 
Le svastiche arrivano perfino nei rifugi dei partigiani in alta montagna, che ne vogliano i grillini scatenati come formiche operaie fondamentaliste nel cercare di minimizzare, dopo che il movimento 5 Stelle ha votato contro la legge che punisce l'apologia di fascismo, definendolo un provvedimento 'liberticida'. Per la prima volta, son stato costretto a ritwittare Matteo Renzi che quasi non ci poteva credere per l'assist gratuito e la possibilità di segnare un goal dopo una vita politica di banalità che penzolavano come da un banano. 


Minimizzare, il nuovo dogma dei grillini, ricercando specchiere e specchi antichi dove potersi arrampicare pur di nascondere il rigurgito fascista che non deve in questo momento ancora manifestarsi per la sua pericolosità sociale. Il ritorno senza dare troppo nell'occhio.
Ecco cosa non posso perdonare al Movimento Cinque Stelle. Il fatto oggettivo di essersi sottratto al dovere morale e civile di arginare questa deriva antidemocratica quando andava fatto, per poi adoperarsi in una subdola propaganda atta a minimizzare e giustificare il proprio agire contro il buon senso. Altro che 5 Stelle del firmamento democratico questa è la STELLA COMETA del neofascismo. Goodbye

Io ritorno..senza dare troppo nell'occhio.

giovedì 12 maggio 2016

Tommaso Cacciari, il suo attivismo e antifascismo l'Italia migliore.

@TommasoCacciari profilo Twitter 
Le persone si aggirano come caraffe spettrali pronte a travasare su di te povero bicchiere, una moltitudine di parole che hanno come unico comune denominatore, lo spettro della crisi. Questi sono i tempi che corriamo. Quanto parlano gli Italiani, tutti salottieri dal camerlengo Vespa. I gondolieri, gli stessi che avevano votato Brugnaro pochi mesi fa' incantati dalla promessa dell'abolizione del Parco della Laguna, ora si lamentano che il Sindaco non agisca per fermare il moto ondoso. Poveri noi. Che siamo in crisi (ma anche imbriaghi di parole) lo abbiamo capito tutti e ce lo ricordiamo l'un l'altro tutti i giorni ubriacandoci di parole, ognuna in contraddizione l'una con l'altra, l'importante è parlare. In una Italia di persone parolaie, vuote senz'anima, conservatrici, bigotte, razziste, disoneste e corrotte, considero l'attivismo e l'antifascismo di Tommaso Cacciari, l'Italia migliore. Ho già parlato della guardiana sirenetta che protegge Venezia dai fascismi, ora non ci vorrà molto a riconoscere a Tommaso di essere uno dei pochi veri partigiani antifascisti rimasti. 
Guardato a vista dalla Digos e sempre maltrattato da quel manganello ignorante che per troppi anni ha difeso i Dogi come Giancarlo Galan, ex governatore del Veneto condannato in via definitiva o i vari vergognosi Magistrati alle Acque, ora cancellati dalla Storia, Tommaso non si è solo opposto in maniera filosofica al capitalismo malato, ma ha anche agito innumerevoli volte occupando il Magistrato alle Acque (nel 2012 ben prima dello scandalo Mose e ben prima che venisse soppresso per manifesta corruzione nel 2014!) oppure lottando ad armi impari contro le lobbies malvagie della crocieristica a Venezia con il movimento No Grandi Navi. Le mie e le tue parole vanno, le azioni di Tommaso restano.
.
Tutti bravi a parole, giammai noi a sporcarci le mani e la fedina penale in prima persona. La lotta costa, meglio lasciarla fare agli altri. Tommaso era lì ovunque in Italia e nel mondo (esemplare il suo impegno a favore del popolo curdo sotto attacco da Turchia e ISIS), anche per te che condividevi il tuo gattino su Facebook,   dove c'era da lottare per grandi ideali e per una società meno corrotta. In un periodo storico durante il quale la condotta violenta della Polizia di Stato ha "gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero", Tommaso è stato e rappresenta quel tombino in ghisa costituzionale che ci ha protetto e ci protegge da un sommerso esercito del male che striscia banale da Salvini a Casapound e che spesso come la Mafia trova sponde in apparati dello Stato.

C'è un aspetto che trovo schifosamente paradossale. In questi ultimi vent'anni, chi richiamava come Tommaso i valori antifascisti della nostra Costituzione veniva costantemente emarginato e manganellato dallo Stato. Chi invece offendeva e denigrava il nostro Meridione e si adoperava per emarginare l'etnia Rom, i migranti e gli omosessuali (guarda a caso gli stessi perseguitati dai Nazisti e Fascisti) agendo chiaramente fuori dalla Costituzione veniva..vi lascio con delle immagini sotto che parlano da sole. 
A 27 anni dalla tragedia nello stadio di Sheffield, in cui persero la vita 96 tifosi del Liverpool, la nuova sentenza scagiona i sostenitori dei Reds e attribuisce le responsabilità agli errori nella pianificazione e gestione del servizio di sicurezza da parte delle forze dell'ordine. Prima o poi gira. Tra cent'anni cosa diranno i libri di Storia di queste immagini? Con Tommaso, tutta una vita.




Parodia che rende l'idea. 

martedì 10 maggio 2016

La carne è il business delle malattie. La mucca pazza e il cancro. Qualcuno ci aveva messo in guardia sin dal 1923!!!!

Ho sottolineato i passaggi dove ci preannunciano la mucca pazza (« il bue diventerebbe folle » ) e l'alta incidenza di tumori maligni («  vengono fabbricate delle sostanze dannose ») sin dal 1923.

Conferenza di Rudolf Steiner del 13 gennaio 1923
Traduzione a cura di Mariolina Stefanoni - dal sito www.agribionotizie.it 


« L'uomo mangia regolarmente alimenti vegetali e alimenti animali. Vi ho già detto una volta che io non propendo per alcun regime alimentare, ma spiego semplicemente come agisce questo regime.
E' successo spesso che qualche vegetariano venga da me per parlarmi della sua tendenza a perdere leggermente conoscenza, ecc. ed io allora dico: "beh, ciò dipende dal fatto che lei non mangia la carne." Bisogna considerare le cose in maniera obbiettiva, vero? Non bisogna voler arrivare ai propri fini con la forza. 
Ma cosa significa considerare in maniera obbiettiva quanto riguarda l'alimentazione vegetale e l'alimentazione carnea? 
Dunque signori, prendiamo in considerazione la pianta. La pianta giunge a sviluppare il suo seme, che è nascosto nella terra, in modo che esso formi foglie verdi e petali colorati. E paragonate ciò che raccogliete della pianta - sia che cogliete la spiga o l'intero cavolo da cucinare - paragonatelo dunque con la carne, con la massa muscolare di un animale. La sostanza è completamente differente, vero? Ma che legame c'è tra queste due sostanze?
Sapete bene che ci sono animali che si comportano come vegetariani, essi non mangiano carne. E nemmeno i cavalli sono carnivori, essi non mangiano che vegetali.
Ora, bisogna rendersi conto che l'animale non si accontenta di ingurgitare del nutrimento, ma si sbarazza anche in continuazione di ciò che si trova nel suo organismo. Voi sapete che, per esempio, gli uccelli mutano le penne; ogni anno le perdono e devono rimpiazzarle con delle nuove. Sapete che i cervi perdono ogni anno i loro palchi. Voi stessi quando vi tagliate le unghie constatate poi che esse ricrescono. Ma ciò che in questi casi appare in modo visibile, accade continuamente in modo impercettibile! Noi eliminiamo continuamente la nostra pelle, l'ho già spiegato in altre occasioni e nel giro di sette, otto anni noi eliminiamo tutto il nostro corpo e lo rimpiazziamo con un corpo nuovo. Lo stesso succede con gli animali. Fermiamoci un momento a considerare una mucca o un bue: ebbene, se voi lo prendete qualche anno più tardi, la carne che lo costituisce è completamente cambiata.
C'è un po' di differenza tra il bue e l'uomo; la rigenerazione è più rapida nel bue. La sua carne si è dunque rigenerata; ma da che cosa si origina questa carne? E' questo che dobbiamo domandarci. All'origine ci sono solo materie vegetali. Il bue ha prodotto da sé la sua carne a partire da materie vegetali. Questa è la cosa più importante che dobbiamo rilevare: l'organismo animale è dunque in grado di trasformare i vegetali in carne. Ebbene, Signori, potete far cuocere un cavolo quanto volete, ma non riuscirete mai a trasformarlo in carne mettendolo in pentola o in casseruola, come non è possibile trasformare in carne la torta che abbiamo appena fatto. Non c'è una tecnica che permetta questa trasformazione. Ma tuttavia ciò che non si può ottenere con la tecnica, avviene nell'organismo animale. E', molto semplicemente, la carne prodotta dal corpo dell'animale, ma le forze necessarie a quest'operazione devono prima essere presenti nell'organismo. Tra tutte le forze tecnologiche di cui disponiamo, non ci sono quelle in grado di trasformare i vegetali in carne. Non ne abbiamo. Anche il nostro corpo, come quello animale, possiede dunque le forze capaci di trasformare le sostanze vegetali, le materie vegetali in materia carnea. Consideriamo ora una pianta. Essa si trova ancora in un prato o in un campo e fino a questo momento le forze che hanno agito su di lei , hanno fatto spuntare le foglie verdi, le bacche etc.
Supponiamo ora che una mucca mangi questa pianta. Una mucca o un bue che mangi questa pianta, la trasformerà in carne. Ciò significa che il bue possiede in sé le forze che gli permettono di trasformare questa pianta in carne. Immaginiamoci ora che il bue venga voglia di dirsi: "Ne ho abbastanza di passeggiare e non far altro che mangiare erba! Un altro maiale può farlo per me ed io mi mangerò questo animale!" Dunque il bue si metterebbe a mangiare la carne e tuttavia egli stesso è in grado di fabbricarsi la carne! Tutte le forze che in lui potrebbero produrre la carne si troverebbero "disoccupate". Prendiamo una fabbrica qualunque che dovrebbe produrre una cosa qualunque e supponiamo che non si produca niente , ma che si metta ugualmente in moto tutta la fabbrica - immaginate un po' l'enorme spreco di forze che ci sarebbe! Si sprecherebbe una grande quantità di energia . Ora, Signori, la forza che viene sprecata nel corpo dell'animale non può dissiparsi all'esterno. Il bue trabocca di questa forza; in lui allora essa fa qualcos'altro che trasformare le materie vegetali in materie carnee. Essa agisce in maniera differente e produce in lui ogni sorta di rifiuti. Al posto di carne vengono fabbricate delle sostanze dannose. Il bue si riempirebbe dunque di tutte le tossine possibili se improvvisamente diventasse carnivoro. In particolare si riempirebbe di acido urico e di urati. Ora gli urati hanno l'abitudine di avere un debole per il sistema nervoso e per il cervello. Se il bue mangiasse direttamente della carne, ne risulterebbe una secrezione di una quantità enorme di urati che si depositerebbero nel cervello e il bue diventerebbe folle. Se potessimo fare l'esperimento di nutrire tutta una mandria di buoi offrendo loro come cibo delle colombe, otterremmo una mandria di buoi completamente pazzi. E' così che succederebbe. Malgrado la dolcezza delle colombe, i buoi diventerebbero folli. 
Vedete dunque che questo fatto contraddice il materialismo, perché se i buoi non mangiassero che colombe, dovrebbero diventare dolci come colombe, se contasse solo l'azione della materia - ma se c'è una cosa che non farebbero, è proprio quella; essi al contrario diventerebbero degli essere terribilmente focosi e scatenati. Pensate solamente che i cavalli confermano già questo fatto: diventano focosi alla minima quantità di carne che gli si dà; si eccitano perché non sono abituati all'alimentazione carnea. Bene, Signori, tutto ciò non è senza riferimento all'uomo. La storia ci insegna una cosa molto interessante, e cioè che una buona parte della popolazione asiatica, è strettamente vegetariana. Quei popoli sono in effetti degli esseri dolci e poco bellicosi. E' solo a partire dal Medio Oriente, che si comincia a mangiare la carne ed è proprio là che cominciò il furore guerrafondaio. Ciò si spiega col fatto che, quei popoli asiatici che non mangiano carne, usano le loro forze per trasformare le materie vegetali in materie carnee, forze che resterebbero inutilizzate, incoscienti. Ne risulta che questi popoli restano dolci, mentre gli altri non lo sono altrettanto. Orbene, bisogna sapere che quegli uomini non hanno potuto abbandonarsi che pian piano a queste riflessioni, che facciamo noi ora. Perché quando gli uomini cominciarono a mangiare la carne, non era possibile abbandonarsi alla riflessione come noi abbiamo appena fatto. Essi erano guidati dal sentimento e dall'istinto. Vedete, il leone mangia sempre la carne, non è vegetariano. Il leone ha un intestino molto corto. E gli animali che sono erbivori hanno gli intestini molto lunghi. I loro intestini sono molto lunghi. Si trova lo stesso fenomeno nell'uomo. Un uomo discendente da una razza o da un popolo in cui tutti gli antenati mangiavano carne, ha già gli intestini più corti. I suoi intestini sono diventati troppo corte per un'alimentazione esclusivamente vegetariana. E' allora necessario che l'uomo passi per tutto ciò che lo rende adatto a conservare, malgrado tutto la sua salute, se non mangia che vegetali. 
Certo, oggigiorno è veramente possibile essere vegetariani. E ciò porta molti vantaggi. Più precisamente, mangiare solo vegetali e non carne è vantaggioso nella misura in cui ci si stanca meno velocemente dall'interno perché giustamente si evita la secrezione di urati e di acido urico. Ci si affatica meno velocemente e si conserva la testa più chiara , di conseguenza si pensa più facilmente, se mai si pensa. Per chi non può pensare, naturalmente non è vantaggioso avere la testa libera degli urati perché è indispensabile che tutto il complesso umano sia in accordo. In breve è possibile all'uomo diventare vegetariano se fa uno sforzo su se stesso. Allora egli usa delle forze che semplicemente restano inutilizzate dalla maggior parte degli uomini che oggigiorno mangiano carne. »

(Estratto da -Salute e Malattia - conferenza di Rudolf Steiner del 13 gennaio 1923 (pg.329-333) Editions Anthroposophiques Romandes). Traduzione a cura di Mariolina Stefanoni

giovedì 17 marzo 2016

Only infinite IGNORANCE can force the mayor of Venice to remove the protected area in the lagoon.

Oh my God, we have got a Trump in the lagoonOn the news right now, the mayor of Venice entrepreneur Luigi Brugnaro has removed the protected area in the lagoon. I dedicated one year of my life trying to promote the idea the only a protected area can really avoid that lobbies destroy this unique ecosystem (the previous Mayor of Venice was arrested in corruption investigation over city's flood barriers)Cruises through the Venetian lagoon!! Oil tankers, freighters and powerful speedboats, that can carry hundreds of tourists, create waves that destroy the sandbars and mudflats, and wipe out the natural movements that once slowed down the advancement of the tides. All these disruptions increase the erosion that is ruining the depths of the lagoon and eating away at the foundations of buildings.
The mayor of Venice replied to my tweet as a lad sending his first text full of emoticons:
Elthon John was right writing about the Mayor of Venice "Beautiful Venice is indeed sinking, but not as fast as the boorishly bigoted Brugnaro". Oh my God, we have got a Trump in the lagoon.

 

domenica 17 agosto 2014

Michele Dallapiccola, il medico veterinario prestato alla 'politica' eccitato dalla caccia all'orsa coi cuccioli.

Michele Dallapiccola a destra.
« E’ un orso dannoso che va fermato, tra tenerlo tutta la vita in gabbia e farlo passare a miglior vita non so cosa sia meglio ». Così dolcemente e pacatamente si esprime sul Corriere l’assessore Michele Dallapiccola, laureato in Medicina veterinaria, alto esponente del Partito Autonomista Trentino Tirolese, e che attualmente ricopre in Trentino il ruolo di Assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca.
Ce lo immaginiamo così, con la siringa in mano, pronto a far passare dolcemente e pacatamente a miglior vita gli orsi troppo 'selvatici'. Un esperto, lui che ha diretto il "Macello Pubblico Alta Valsugana" S.r.l. quale Amministratore Unico. Ed eccoci alla sventurata Daniza, l'orsa coi cuccioli, intrinsecamente colpevole di aver dato delle zampate ad un fungaiolo che si era nascosto dietro un albero per osservare la cucciolata. Uno scemo qualunque, penserete. No, sono questi i frangenti in cui i tanti Dallapiccola danno il meglio di sé. L'Italia tracolma di mezzuomini, i tanti Schettino, cellule dormienti pronte ad attivarsi per rovinare l'Italia e rovesciare l'ordine naturale delle cose. Quando l'ignoranza poi si laurea, eccovi l'iniezione letale. Vi basti leggere i tweet tra il sadico e l'eccitato di Michele Dallapiccola che rincorreva l'orsa Daniza: 


« Inverveniamo SUBITO », SUBITO in maiuscolo, in quanto l'orsa terrorista Daniza potrebbe farsi saltare in aria con il radiocollare in centro a Trento. « Operazioni di tutela delle persone »??? Ma siamo noi che dovremmo tutelarci da lei. Fermiamoci un secondo. Ci sono quattro orsi messi letteralmente in croce nel Trentino. Dire che son stressati, è dir poco. Portano il radiocollare, devono continuamente spostarsi per evitare la nostra morbosità, devono sopravvivere alle dichiarazioni di esponenti della Lega Nord e Forza Italia che vorrebbero abbatterliCome vi sentireste vivendo con un radiocollare e i Dallapiccola che ogni giorno vi analizzano la cacca, pronti ad accusarvi di essere troppo selvatici? L'assurda cattura di quest'orsa, non farà che stressarla ulteriormente. 
Uccidete Daniza. Daniza assassina. Rinchiudetela con 3 radiocollari sul collo. Sparatele tranquillanti. Oppure Dio ci scampi dai Dallapiccola? Liberi tutti, anche gli orsi.



mercoledì 9 luglio 2014

Il Gazzettino, la mano morta della conservazione.


Se l'inchiesta sul #Mose a Venezia ha scoperchiato un sistema autoreferenziale corrotto che poteva alimentarsi impunemente da decenni sicuramente lo dobbiamo anche ad un giornalismo servile che giammai rischia inchieste giornalistiche. Un giornalismo dalla mano immobile morta, mai una difficoltà vera, che non osa e si limita al mero compitino per casa. Il Gazzettino, non ce la fa a restare al passo con i tempi. Ancorato ad una visione rigida del mondo, puramente descrittiva, il Gazzettino potrebbe essere il giornale degli anni '80 di Fantozzi, dove spuntano come funghi qua e là notizie tragicomiche senza mai una visione d'insieme o qualcosa che si possa avvicinare all' anima di un giornale. All'inizio dell'anno, prima che Venezia venisse falcidiata dall'inchiesta, avevo scritto una lettera aperta critica al direttore del Gazzettino sull'impostazione fastidiosamente banale del suo quotidiano, ovviamente mai pubblicata, in cui scrivevo « noi lettori meritiamo giornalisti che sappiano anche schiaffeggiare arditamente e tirare per le orecchie giunte, sindaci, assessori ». Stavo sognando.
L'inerzia guarda la tv e legge il Gazzettino.
Ma veniamo all'articolo della vergogna. La doverosa premessa, è che ben due ex presidenti del Magistrato alle Acque, Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Piva si trovano in carcere con l’accusa di aver ricevuto tangenti e regalie dal Consorzio Venezia Nuova - secondo l’accusa cioè sarebbero entrambi stati sul libro paga dell’ente che avrebbero dovuto controllare. Se perfino il controllore è marcio, tutto è perduto. Un paese sull'orlo del baratro, con oltre 2000 miliardi di debito, sta affondando proprio nell'indifferenza degli uffici stampa compiacenti con i poteri forti e spietati con le vocine fuori dal coro. Non stupisce se Tina Merlin, giornalista dell'Unità, fosse l'unica voce che brillava sulla diga del Vajont. I rompiscatole vanno emarginati.
Fortunatamente, ma non per il Gazzettino, esiste un gruppo di persone guidate da Tommaso Cacciari che, ancora nell'Ottobre 2012, avevano gridato al mondo che qualcosa non tornava nell'agire del Magistrato alle Acque. Avevano occupato i loro uffici, pagando in prima persona anche l'indifferenza degli altri. Gente che ancora lotta mentre i giornalisti gattonano a mangiarsi i pasticcini ai buffet della vergogna. Tommaso Cacciari sugli avvenimenti dell'Ottobre 2012 ha avuto modo di dichiarare: « Sono stato condannato a otto mesi, per occupazione di terreni quando entrammo al Magistrato alle Acque retto dalla signora Piva oggi in manette. Siamo stati querelati per diffamazione quando li chiamammo “corrotti” ». 
L'occupazione del Magistrato alle Acque, chiaramente simbolica e provocatoria dopo gli arresti di cui sopra, ha avuto ancora luogo nel luglio 2014, dopo quindi che il Governo aveva deciso la soppressione dell'istituzione, simbolo di uno Stato che invece di controllare fiancheggiava per assurdo il malaffare. Ed eccoci all'articolo della vergogna. Il Gazzettino, invece di volare alto e contestualizzare l'occupazione nell'ambito di uno scandalo senza precedenti, si mette a fare l'inchiesta sui bagni del Magistrato alle Acque, trattando quei manifestanti, proprio coloro che non erano sul libro paga del Consorzio Venezia Nuova, come fossero barbari animali. Il Gazzettino riesce nell'intento editoriale ed ecco fioccare i commenti anonimi forcaioli della conservazione: « teppisti fannulloni spaccatutto da metterli i ceppi», «Tommy a carogna», «Nullafacenti che creano danno e disagio», «risorse da galera», «Non sono veneziani, furbetti del quartierino», «Squadracce nere in camicia rossa», «i No Global sono come i mafiosi»,  «Dinastia Cacciari, sempre peggio». 
Doña María del Rosario Cayetana Alfonsa Victoria
 Eugenia Francisca Fitz-James Stuart y de Silva 
Falcó y Gurtubay, principalmente conosciuta solo come 
Cayetana d'Alba o La duchessa d'Alba, diciottesima 
Duchessa d'Alba de Tormes, Grande di Spagna 
(Madrid, 28 marzo 1926), è una nobile spagnola.
La chiurgia estetica, altro esempio
di mano morta conservativa.
Santa Inquisizione che è la vostra Conservazione! Quanta frustrazione vi leggo. Inutile menzionare che il sottoscritto ha tentato di lasciare un commento diverso dagli altri, critico anche verso il Gazzettino, ma lascio immaginare a voi se abbia passato le maglie della censura conservativa. 
Un giornalismo di questo tipo alleva la conservazione, quella che ci sta portando congelati e commissariati all'asfissia per debiti. Scrivere un articolo che insista su quello che sembra il passaggio delle orde barbariche di Attila e che rimandi di conseguenza ad un presunto pericolo estremista proprio in quei movimenti giovani e freschi che le bustarelle non le prendevano e che reclamano di diritto un qualche futuro, significa candidarsi a diventare l'ufficio stampa del Titanic. Provo pena anche per quei lettori prediletti del Gazzettino, con quattro soldi da parte che accentuano il loro ringhiare sordo conservativo messo in pericolo da istanze di maggiore distribuzione della ricchezza, e che da sempre votano Lega o Popolo della Libertà per poi ritrovarsi culturalmente con la vergogna in tasca della laurea falsa del trota a Tirana piuttosto che rappresentati da quell'evasore pregiudicato di Berlusconi. Quanta ignoranza anche nel Il Gazzettino, la mano morta della conservazione.

venerdì 27 giugno 2014

Tour a Venezia: Goethe 1786, Byron 1816, Hemingway 1948, tangentisti del #MOSE e famiglia Casalesi 2014.

Venezia 1948, Hemingway.
Venezia offre svaghi e divertimenti per tutti i gusti da tempi immemorabili. Per gli esteti più raffinati non c'è niente di meglio, tra un museo e l'altro, di una piacevole pausa in un locale storico e aristocratico come il Quadri di Piazza San Marco, il Caffè Florian, oppure l'Harry's Bar. 
George Gordon Byron
Questi locali accolsero illustri ospiti come Goldoni, Lord Byron, Foscolo, Goethe, Dickens, Proust, D'Annunzio, Eleonora Duse, Rousseau, Stravinsky e Modigliani e tanti altri. 
Al giorno d'oggi, quelli del tuo debito pubblico oltre i 2000 miliardi di euro, sorseggiando un ottimo caffé ed assaggiando qualche delizioso pasticcino puoi invece avere il privilegio di assistere ad uno spettacolo come fossi comodamente seduto in prima fila su una jeep durante un avventuroso safari: lo scambio di qualche raffinata tangente ai tempi del MOSE (leggi a proposito cosa dice Arrigo Cipriani il patron dell'Harry's Bar). Puoi assistere al privilegio di vedere anche i tuoi soldi, venendo le tangenti pagate con soldi pubblici, scorrere a fiumi nell'allegria generale di un carnevale che dura tutto l'anno. Arlecchino passa la busta a Brighella. La guardia di finanza fu la prima a immortalare quelle succulente buste così generosamente spesse da non entrare nella tasca interna della giacca come nel caso che segue.

VENEZIA, pagamento della mazzetta. Nello specifico l’imprenditore Nicola Falconi passa la bustarella a Pio Savioli, consulente del Co.Ve.Co, cooperativa che fa parte del Consorzio Venezia Nuova, concessionario unico del Mose.

Durante il tour safari per Venezia avete quindi la possibilità di assistere a queste straordinarie relazioni tra animali. Non avvicinatevi troppo per non disturbarli, ricordatevi che stanno lavorando. L'aspetto interessante e notevole, soprattutto dal punto di vista antropologicoè che tutto questo è avvenuto, e avviene, in una atmosfera rilassata, senza mai che il Sindaco, il Rettore, il Patriarca, o le altre cariche pubbliche abbiano tuonato e si siano scagliati contro la corruzione dilagante che avveniva proprio sotto il loro naso per parecchi anni. Garbo agiografico. Sarebbe come chiedere a Bruno Vespa di parlare in diretta televisiva del fatto che il suo collaboratore per tanti anni a Porta a Porta Renato Mannheimer sia indagato dalla Procura di Milano per associazione a delinquere finalizzata a una frode fiscale da 7 mln di euro
Durante la bella stagione c'è la possibilità di rilassarsi seduti ai tavolini all'aperto sorseggiando uno spritz tonificante, nel cuore di Piazza San Marco, cullati dalla musica dell'orchestra privata del Caffè Florian. Sbirciando l'occhio sul tavolino del vicino, nella giornata fortunata, potreste assistere alla stipula dell' appalto dei sogni di tutta una vita, dove prestigiose imprese si impegnano ad asfaltare il Canal Grande piuttosto che a vendere all'asta il Canaletto qui di seguito riportato, il vero originale ai tempi del MOSE. 
Dipinto del Canaletto ai tempi del MOSE. @cassiuslullaby
Agli appassionati esperti cacciatori della selvaggina più rara, si consiglia di mettersi davanti all'ingresso di una nota impresa assicuratrice per poter scorgere i sacchi del nero giornaliero, che a Venezia rappresenta il vero petrolio, arrivare con l'aristocratico 'gatto sornione con gli stivali' (i piani di accumulo assicurativi hanno caratteristiche di impignorabilità ed insequestrabilità che attraggono coloro che necessitano, e sognano, di blindare il proprio capitale evaso al fisco).
Oppure sorprenditi con il tour dei "bacari", le caratteristiche osterie di Venezia, dove l'ubriaco cantore nordista, rimasto indietro, canta ancora in loop le lodi di un altro megaprogetto, quello della sublagunare di Renato Brunetta che tanto ama Venezia.
Non dimenticate di far visita anche all'Università Ca' Foscari dove con un po' di fortuna potreste incontrare il pregiudicato Paolo Scaroni, o simili, invitato dal Magnifico Rettore Carlo Carraro ad inaugurare l'anno accademico.
Gli amanti dell'opera lirica e del balletto possono assistere agli spettacoli del Gran Teatro La Fenice, ricostruito "com'era e dov'era" dopo il terribile incendio del 1996. Nel loggione, se fortunati, scorgerete Piergiorgio Orsoni ancora con l'elmetto, di ritorno da una attenta ispezione ai cantieri del MOSE o il patriarca Scola, impegnatissimo con la sua fondazione a cui i tangentisti donavano generosamente per accaparrarsi un posto in prima fila e meritarsi la sua benedizione.
Ma io lo so, voi avete ancora voglia di svagarvi, instancabili! Se avete voglia di trasgredire il Casinò di Venezia fa al caso vostro. Gattonando piano piano, elegantissimi, potreste fortunosamente imbattervi negli esponenti della famiglia Casalesi, l'ultima rispettabile famiglia illustre che ai tempi del MOSE degna la Serenissima di amorevoli attenzioni, ancora una volta immortalate da quei 'paparazzi' della guardia di finanza.


#Veneziastaiserena

giovedì 26 giugno 2014

Andavano a New York a promuovere ed esportare il sistema MOSE, a concessionario unico modello 'Frank Costello', eccellenza mafiosa del made in Italy.

Da sinistra a destra: Matteo Zoppas, Presidente della Confindustria Venezia – Unione degli Industriali della Provincia di Venezia; Michael Bloomberg, Sindaco di New York; Giorgio Orsoni, ex Sindaco di Venezia; Carlo Carraro, Rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; Hermes Redi, Direttore Generale del Consorzio Venezia Nuova; Antonio Armellini, Ambasciatore e Consigliere del Sindaco per gli Affari internazionali, intenti a promuovere il MOSE a New York nel Febbraio 2013. Robe da soli uomini.
Quali sono le motivazioni culturali che possono spingere delle persone a prendere un volo e ad andare a promuovere ed esportare il modello MOSE a New York nel Febbraio 2013? Nel 2005 scrivevo nella mia umilissima tesi di laurea dedicata alla laguna di Venezia« Le motivazioni culturali che mi hanno spinto a prendere in esame il territorio della Gronda, sono state l’intensa banalizzazione e marginalizzazione che hanno contraddistinto queste aree, con la conseguenza di negare spesso alla natura e all’uomo, un rapporto diretto tra laguna e terraferma, attraverso un irrigidimento  della Gronda, con la presenza di macroinfrastrutture (casse di colmata, aeroporto Marco Polo, Porto Marghera, discariche) e microinfrastrutture marginalizzanti (ad esempio occupazioni abusive con arginature fisse e privatizzazioni di specchi d’acqua lagunari e la loro esclusione dal moto naturale delle maree). Questo irrigidimento della Gronda lagunare, ha comportato quindi una generica cementificazione e antropizzazione del territorio, intaccando le aree umide, fondamentali aree di transizione tra terra e acqua, già praticamente scomparse per le azioni della bonifica, che ha coinvolto questi territori nel corso della prima metà del XX sec. » Nessuno mi pagò per scrivere questo. Anzi, era una lotta che mi costringeva a scrivere più per evitare la querela che a denunciare liberamente il modus operandi. La letteratura di propaganda favorevole alle grandi opere invece è da sempre una corsa in discesa all'oro di chi l'ha commissionata. Ricordo ancora come di fronte alle difficoltà e alla frustrazione, il cafoscarino Prof.re Francesco Vallerani mi confidasse il disagio e la solitudine di chi trova il coraggio di denunciare i reati ambientali piuttosto che le sconcertanti colate di cemento che rovinano il Bel Paese. 
Irrigidimento della Gronda lagunare.
All'epoca non esisteva neppure la voce ''Gronda Lagunare'' su Wikipedia, che creai e che riporta ancora oggi l'immagine chiave dell'"irrigidimento" della Gronda lagunare tratta dalla tesi di laurea. Io la mia parte da studente la feci eccome, ignaro che qualche anno più tardi avrei visto i cafoscarini sindaco Orsoni e rettore Carraro farsi un selfie a New York promuovendo il sistema MOSE. 
Un anno che dedicai alla laguna per capire prima di tutto e poi cercare di trasmettere il messaggio allarmante che « non esiste più una zona di passaggio tra acqua e terra che consenta alla laguna, per così dire, di “muoversi” liberamente in una fascia di transizione.» Quando scaviamo canali profondi per le petroliere o le grandi navi costruiamo delle autostrade che permettono all'acqua di entrare velocemente a bomba in laguna in modo quantitativamente e qualitativamente innaturale. Se a questo scempio, vi aggiungete l'inesorabile scomparsa delle fondamentali aree umide che fungono da spugna 'anti acqua alta', che assorbono e rilasciano lentamente l'acqua, e la loro sostituzione con sponde rigide, eccovi che l'acqua per effetto dell'irrigidimento delle sponde viene 'rimbalzata' indietro provocando il fenomeno dell'acqua alta. 
Cosa fare? Proibire le grandi navi in laguna e lo scavo dei micidiali canali figli dei grandi interessi? Ripristinare le aree umide? Macchè sciocchi, quello che il buon senso e la cultura suggeriscono non drenano denaro e lasciano a secco le tasche idrovore dei furbetti. Eccoci al sistema MOSE, sistema tangentizio pagato con i soldi dei cittadini, e ad un debito pubblico che ne consegue che strozzerà, già lo sta facendo, le famiglie italiane.
Sulle risposte da dare siamo quindi culturalmente stati asfaltati da una cricca di furbi. Dove esiste un problema infatti, ci sarà sempre qualcuno che propina la grande opera, urgente e a carattere emergenziale, con grande movimentazione di terra. Lo sappiamo tutti quali sono le aziende in Italia interessate da sempre alla movimentazione di terra. 
Cantieri MOSE a Venezia.
L'amarezza di vedere quei volti sorridenti a New York intenti a promuovere il sistema MOSE, quello di Matteo Zoppas che non occupandosi più di lavatrici di qualità (la svedese Electrolux ha rilevato la Zoppas - Zanussi) lo trovi un po' ovunque con tanto tempo da perdere (il fratello Federico Zoppas siede nel CdA della Palladio Finanziaria di Roberto Meneguzzo coinvolto nel scandalo mose), e i volti di Piergiorgio Orsoni e Carlo Carraro, menti irrigidite e figuranti ai tempi di una Venezia (anche con l' Università) scopertasi indecente. Non voglio neanche parlare della presenza del solito panciuto rappresentante del Concessionario unico. Il MOSE rappresenta una mafia impostasi prima di tutto a livello culturale. Eccellenza mafiosa del made in Italy. Facciamo pure un ponte tra Venezia e New York (quello sullo stretto di Messina non decolla). Cosa nostra americana iniziò ad emergere nella Lower East Side di New York tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900. Le famiglie più famose sono state le cinque di New York: Gambino, Lucchese, Genovese, Bonanno e Colombo. Al suo apice (anni 1920-1950) la mafia italo-americana è stata la più potente organizzazione criminale di tutti gli Stati Uniti. A New York la maggior parte dei progetti edili, movimentazione terra, non potevano essere effettuati senza l'approvazione delle cinque famiglie. Ed al giorno d'oggi? Il 20 gennaio 2011, circa 800 agenti appartenenti a FBI, polizia statale, federale e locale hanno eseguito 110 arresti in una maxioperazione antimafia, decapitando le Cinque famiglie di New York, in particolare i Colombo, e altre due famiglie minori, per un totale di 127 persone incriminate. Una operazione che ricorda per portata quella appunto sulle tangenti del MOSE coadiuvata dalla procura di Venezia. Questi numeri rendono l'idea di come lo spirito della Mafia non sia una invenzione letteraria, ma tuttora una solida colata di cemento. Leggetevi l'articolo 'La mafia di New York si riorganizza' del Febbraio 2014. Non lo scrivo io, lo dice FBI che « la mafia a New York, in ripresa, ha imparato ad adattarsi ai tempi nuovi. » Ditemelo voi cosa andiamo a esportare a New York. Io dico, basta. Non se ne può più di sta roba. Fatemi capire, noi abbiamo il coraggio di andare ancora oltreoceano a parlare del sistema a concessionario unico modello 'Frank Costello'? Esiste un limite superato il quale, esiste solo la vostra indecenza.



Con riferimento a quello che chiamavo l’avvento dei ‘corsari della laguna’, non meno esiziali del turco più feroce, scrivevo nelle conclusioni della mia tesi: « ciò vale soprattutto per la politica e l’atteggiamento che si sono adottati nei confronti della laguna e di questi luoghi, ben diverso dal rispetto quasi sacrale che avevano gli antichi. Sotto il governo della Repubblica, la preservazione della laguna era immedesimata infatti con la conservazione della prosperità politica dello Stato, anzi della sua stessa esistenza. Anticamente i veneziani, con la consapevolezza che un palo fa paluo, minacciavano dunque di morte chiunque si permettesse d’introdurre nella laguna elementi che ne stravolgessero in qualche modo l’ecosistema. Se in questi luoghi, capita di percepire malesseri, per l’aria che si respira, per le vedute squarciate da elementi estranei al paesaggio, e per innumerevoli altri fattori, è anche perché si è perduto il rapporto culturale con il territorio; se perfino con Varrone nel De Re Rustica 37 a. C., iniziano valutazioni estetiche e di diletto e non solo di utilitas, perché intuisce che un bel paesaggio accresce anche il valore venale del terreno, ci sarebbe da domandarsi se le infrastrutture che progettiamo per questi luoghi, spesso figlie dell’emergenza o della necessità sociale, che crediamo indispensabili, siano veramente un valore aggiunto per questi luoghi, o piuttosto non aiutino ad accrescere una generica svalutazione e una banalizzazione imperante, di cui avranno consapevolezza solo le future generazioni. La tecnica propagandistica è sempre quella, e cioè quella prima di tutto di creare i presupposti culturali, perché un determinato ‘megaprogetto’, sia percepito come necessario e inevitabile dalla società civile.» 
Oltre alle mie umili parole correva l'anno 2005/06, che comunque mi trovo costretto a rivendicare orgogliosamente per differenziarmi da queste fattezze umane, quelle importanti di Italia Nostra, l'unica a tuonare culturalmente contro il MOSE, e dei movimenti sociali guidati da Tommaso Cacciari

mercoledì 4 giugno 2014

Ci siamo persi per strada. Cercasi disperatamente con il lumino persone oneste.

Diogene di Sinope ad Atene
cerca l'uomo onesto con una lanterna di giorno.
Diogene di Sinope 
il padre precursore di tutti i Punkabbestia onesti.

Scrivo mentre la mia città, Venezia, vede una inchiesta azzerarne i vertici politici. Per non parlare del mio Veneto 'ignorante'. Non solo, interi apparati dello Stato si dimostrano corrotti e compiacenti. Notizia di ieri, perfino 19 vigili a Cortina, dopo aver incassato i soldi delle multe se li tenevano. Ormai la corruzione è dilagante in ogni approccio. Le persone si annusano reciprocamente per intuirne il prezzo. Non tessiamo relazioni sociali per alimentare conoscenza e virtù, ma andiamo al mercato delle nostre coscienze. Perfino le Università si sono ridotte a vendere onorificenze come la Chiesa vendeva le indulgenze. Quanta amarezza, in questo correre di finanzieri e tintinnar di manette. Il sistema è marcio, per certi versi è finita. Non c'è fine a tangentopoli. Lo abbiamo capito tutti ritrovandoci molti anni dopo le stesse persone coinvolte in Mani Pulite (1992), ora intente a spartirsi la torta Expo. Ed allora ritorna in mente Diogene di Sinope, filosofo del IV secolo a.C. , quando andava in lungo ed il largo per Atene di giorno tenendo una lanterna accesa.  Quando venne apostrofato dallo stolto che gli chiese cosa stesse facendo, rispose in modo disinvolto: "sto cercando un uomo onesto". Difficile incontrare persone veramente oneste, moralmente integerrime. Un ago in un pagliaio. Io stesso nel sentirmi onesto, mi considero allo stesso tempo in fuga. Fuggire per continuare a sentirsi integri. Se ti fermi ti chiedono il voto. Ed è una battaglia senza fine anche all'estero. Ho da poco vinto legalmente una battaglia, che racconterò prossimamente, contro la Banca inglese più potente, la Barclays, dimostrando che non applicava i  termini e condizioni del contratto. Il giudice ha intimato alla Barclays di scrivermi una lettera di scuse, proprio loro che dovrebbero fare della correttezza il loro mantra. Senza perderci nei particolarismi, tutto il mondo attuale così come lo abbiamo concepito, anche quello delle banche, è corrotto. Diogene di Sinope è il precursore di quei tanti Punkabbestia da cui rifuggiamo turandoci il naso, così diversi da noi, così poco convenzionali. Durante un banchetto gli gettarono degli ossi, come a un cane, proprio a lui che dedicava molto tempo allo studio del comportamento dei cani, elogiandone le virtù e la condotta, tanto da assumerne lo stile di vita vagabondo.  Tornando a noi, non abbiamo però nessun scrupolo ad andare a votare turandoci il naso, per poi ritrovarci governati dagli ennesimi lestofanti. Ed allora ti chiedi in quanti ci siamo persi per strada. Quanti giovani veramente onesti abbiamo perso per strada. In quanti sentendosi emarginati da questo sistema marcio si sono messi on the road e non torneranno mai più. I giornali continuano a sciorinare dettagli, vomitando particolari su particolari sulle inchieste. Io guardo alla vita e mi chiedo. Dove sono finite le persone oneste? 
Dove sono finite le persone oneste? 

domenica 1 dicembre 2013

Se muori, muoio anch'io.

Nello stesso giorno in Italia muore Doriano Romboni pilota che correva in una manifestazione per ricordare un altro pilota Marco Simoncelli e in California muore in un incidente stradale Paul Walker, l'attore di "Fast and Furious" serie di film incentrati sulle corse clandestine di automobili. Non cogliere l'assurdo di queste storie significa aver perso quell'istinto di sopravvivenza che considera la vita, quale risultato di un atto d'amore dei nostri genitori che si sono prodigati per darcela e tenerci in vita, sacra. Se la vita consiste in una continua lotta contro l'entropia, sarà pur vero che le nostres chances di rimanere in vita sono proporzionali anche agli sforzi che la nostra mente compie emancipandosi dagli stili di vita veicolati dai messaggi pubblicitari diffusi dalle case automobilistiche che ci vorrebbero sempre alla guida di roboanti macchine da corsa fiammeggianti e dai film americani modello Fast and Furious. Se solo tutti insieme decidessimo che la nostra vita e quella degli altri rappresentano il bene più prezioso che abbiamo, sarebbe facile installare su tutti i veicoli dei limitatori di velocità da disinserire solo in casi di emergenza da denunciare poi alle autorità. Salviamo i nostri figli, che stanno morendo sulle strade per ignoranza e immaturità. Non limitiamoci alle solite raccomandazioni di circostanza. Diciamolo forte e chiaro, sulla strada è facile morire e uccidere. 

Ne ho parlato tante volte in questo Blog. Nel 2011 con La strage silenziosa continua. Dov'è lo Stato? ed ultimamente con Trussardi, la tragedia silenziosa del «levriero».
La Porsche rossa, sulla quale viaggiava come passeggero Paul Walker. L'attore di "Fast and Furious".

sabato 19 ottobre 2013

Casapound, sede ufficiale dell'Ignoranza.

L'Ignoranza ha la propria sede ufficiale. Casapound, palazzo ufficiale dell'Ignoranza.
« È vero, siamo fascisti. Ma del terzo millennio. » 
(Intervista al leader CasaPound, 2011)

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