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martedì 17 gennaio 2017

I stand with Chelsea Manning.


I stand with Chelsea Manning, the trans woman imprisoned for over 6 years for revealing the true nature of 21st century asymmetric warfare and diplomacy.

martedì 22 marzo 2016

The denial of human rights in American prisons after Iraq's invasion, provided a unique setting for radicalization and creation of the Islamic State.

Guantanamo Bay detention camp
After the disgraceful invasion of Iraq, American prisons provided a unique setting for both prisoner radicalization and inmate collaboration — and was formative in the development of today’s most potent jihadist force. In all, nine members of the Islamic State’s top command did time in one of them, at Bucca. These prisons became virtual terrorist universities: the hardened radicals were the professors, the other detainees were the students, and the prison authorities played the role of absent custodian. So, from the ashes of what former inmates called an “al-Qaeda school” rose the Islamic State. 
Source: https://www.washingtonpost.com/news/morning-mix/wp/2014/11/04/how-an-american-prison-helped-ignite-the-islamic-state/

Do you know that Abu Bakr al-Baghdadi was detained by the Americans before to become the leader of the so called Islamic State? The denial of human rights doesn't pay. 




venerdì 6 giugno 2014

In Normandia per non dimenticare quei giovani morti per la libertà. Oggi, 70 anni fa, morivano anche per estirpare i nostri fascismi.


Proprio 70 anni fa, il 6 Giugno 1944, su alcune spiagge della Normandia morirono migliaia di giovani per la libertà. Morivano anche per estirpare i nostri fascismi. Morivano lontani da casa per ridarci quella stessa libertà che noi oggi interpretiamo ancora come libertà di arricchirsi idebitamente, di corrompere e farci corrompere.   Il Fascismo ed il Nazismo oggigiorno assumono le vesti di quella abberazione chiamata corruzione. Quella che striscia schifosamente nella maggior parte degli uffici italiani come la peste bubbonica. Li vedi sgattaiolare compromessi, forme evanescenti alimentate da ansiolitici che non riconoscono più nemmeno se stesse. L'Italia tracolma di fantocci patinati di ipocrisia che sono emissari della corruzione incarnata. 
La nostra libertà non ha prezzo. Sbarcate contro la corruzione, assaltatela, non datele tregua. Se non vi farete mai corrompere, allora l'ultimo respiro della vostra vita sarà, guardandovi indietro, quello della libertà. 

domenica 22 dicembre 2013

Vittorio Arrigoni, approfondire la sua storia è un atto rivoluzionario.


Ci sono delle parole scolpite nel Blog di Vittorio Arrigoni che meritano il nostro approfondimento.

"Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile. La brama di Verità prima di ogni anelito, l'abrasiva denuncia, verso la dissoluzione di ogni soluzione precostituita, L'infanticidio di ogni certezza indotta. La polvere nera della coercizione entro le narici di una crisi di rigetto. L'abbuffata di un pasto nudo, crudo amaro quanto basta per non poter esser digerito."

Io non dimentico Vittorio Arrigoni

Per chi volesse approfondire, la sua storia completa si trova in un bellissimo documentario su Al Jazeera World che raccomando vivamente. Un filmato ovviamente che non vedrete sulle televisioni italiane occupate dalla superficialità.

Precedenti miei post su Vittorio Arrigoni:
  1. 'Un vincitore è un sognatore che non hai mai smesso di sognare. Vittorio Arrigoni, un vincitore.'
  2.  'Vittorio Arrigoni scrisse del suo Battello Ebbro ("Le bateau ivre") come Arthur Rimbaud e disse: "brillerò anche per coloro che non hanno osato
  3. ISRAELE VERGOGNA: Vittorio Arrigoni era sulla black-list degli israeliani che lo avevano già picchiato e lui aveva pensato che lo avrebbero ucciso.

martedì 13 novembre 2012

Is the Iliad an anti war story?

Imagine the Achaean fleet...
The Trojan War. 1,186 ships were sent to Troy, exporting Democracy. Ten long years of siege. I mean, ten winters. An effort so immense. Blood ran in torrents. A business for marines as Telamonian Ajax? Who paid all this stuff? Lets try to see all this stuff through the peaceful point of view of a miserable peasant or shepherd of Arcadia. There was a dark side? There was a "company" leaded by Ares that saw the war as a business? Could we consider the Trojan Horse a sort of ancient atom bomb that in no time wiped out an entire city, so from a certain point of view an unconventional weapon? The Trojan Horse would have been against the Geneva Convention?

domenica 4 novembre 2012

Hollywood e la macchina da guerra. L'America condannata dalla Storia.




Da Rambo a Top Gun, tutti noi siamo cresciuti americanizzandoci con i kolossal americani sulla guerra. La guerra è un inferno, ma per Hollywood è stato un dono dal cielo, che ha fornito l'ambientazione ideale drammatica in cui eroi coraggiosi conquistavano i cuori e le menti del grande pubblico. Il Pentagono ha riconosciuto il potere taumaturgico di questi sogni di celluloide incoraggiando Hollywood a creare miti eroici e a riscrivere la storia secondo la propria strategia e come strumento di reclutamento per fornire un flusso costante di volenterosi patrioti giovani per le sue guerre. Hollywood ha fatto un patto con il diavolo? Di certo ha avuto accesso a miliardi di dollari di apparecchiature militari, dagli elicotteri ai vettori aerei, che permette ai registi di fare scene di battaglie sempre più epocali e più spettacolari, che a loro volta generano maggiori entrate al botteghino. Obiettivo: mostrare l'esercito degli Stati Uniti in una luce positiva.

mercoledì 29 agosto 2012

La guerra vista attraverso il suicidio di una madre.

Gill Atherton felice con il figlio David.

Gill Atherton, madre di un soldato inglese di 25 anni caduto in battaglia in Afghanistan, si è suicidata all'età di 47 anni. La figlia ha dichiarato: "Mia madre non era più la stessa dopo la morte di David cinque anni or sono. Il dolore era diventato troppo grande. Non poteva più nominarlo senza scoppiare a piangere. Era impossibile per lei continuare a vivere." Questa è la guerra. Anche dal punto di vista di chi rinuncia alla propria vita. 
 

mercoledì 22 agosto 2012

Se salta il debito USA.

Alberto Sciretti salta in Cornovaglia (UK) 20-08-2012
Se salto io non succede niente e chi se ne frega. Se salta il debito USA è diverso.

venerdì 23 marzo 2012

Quanti civili sono stati uccisi dalle bombe e dalla politica guerrafondaia degli Americani e Israeliani? Alzate la testa, basta capire chi controlla i cieli.



Il pilota americano di un elicottero da guerra Apache gioca alla guerra sulle montagne della provincia di Paktika, nel sud est dell'Afghanistan. Compie spericolate evoluzioni a bassa quota sulla testa dei suoi stessi commilitoni, prima di sfracellarsi rovinosamente come se la realtá fosse un videogame. Ultimamente ho scritto "Do you remember G. Bush? Esportare la Democrazia sganciando bombe dai caccia. Uccisi 8 pastorelli afghani tra i 9 ai 15 anni."
Le stesse manovre causarono la strage del Cermis sulla Alpi italiane per colpa di un aereo militare statunitense decollato dalla base aerea di Aviano. Nella strage morirono 19 cittadini europei, tra i quali tre italiani, sette tedeschi, cinque belgi, due polacchi, due austriaci e un olandese. I pubblici ministeri italiani richiesero inutilmente di processare i quattro marine autori della strage in Italia. Venne invocata la Convenzione di Londra del 19 giugno 1951 sullo statuto dei militari NATO e quindi la giurisdizione sul caso dovette riconoscersi alla giustizia militare statunitense. Inutile aggiungere quindi che nessuno pagó per la morte di questi innocenti. Le prescrizioni in vigore al tempo dell'incidente imponevano un'altezza di volo di almeno 609,6 m. Il cavo della funivia fu tranciato ad un'altezza di 110 m. No comment.
Visto che negli ultimi decenni le stragi di civili per mano dei soldati americani e israeliani non si contano piú e che la politica segregazionista e del petrodollaro ha affamato e ucciso un numero incalcolabile di civili, sarebbe interessante conoscerne il numero con una stima.  La sensazione che la gente conosca solo il numero dei morti dell'attacco dell'11 Settembre. Il resto é fumoso come la polvere sollevata dalle bombe. Alzate la testa, basta capire chi controlla i cieli.

venerdì 16 marzo 2012

L'America impazzita, arresta George Clooney.

George Clooney al momento  dell'arresto.
Che gli Stati Uniti abbiano perso la bussola é chiaro a tutti da tempo. Spendono in armamenti e spandono bombe in giro per il mondo blaterando un concetto di democrazia schizofrenico. Le loro portaerei sono ovunque, ma ovviamente sono sempre gli altri ad essere potenzialmente pericolosi.  Un recente sondaggio nei paesi arabi ha dimostrato come tutti i paesi arabi temano di piú l'America ed Israele che l'Iran. Nel momento in cui tutti i media ed il Congresso americano spingono per la guerra con l'Iran, l' attore George Clooney ha osato occuparsi del povero Sudan. Non ci crederete, l'hanno arrestato. Ha osato distogliere l'attenzione pubblica e parlare di un paese povero. L'industria della guerra non puó permettersi pacifiche distrazioni. Per fortuna che l'America é una democrazia matura.

 

giovedì 16 febbraio 2012

Do you remember G. Bush? Esportare la Democrazia sganciando bombe dai caccia. Uccisi 8 pastorelli afghani tra i 9 ai 15 anni.

Samuel Aranda, World Press Photo of 2011
I danni collaterali di una guerra li puó conoscere solo chi li subisce. Nel 2011 tremila e ventun civili sono stati uccisi in Afghanistan. L’8% più del 2010. Per cinque anni consecutivi il conto dei morti è salito. Secondo il rapporto diffuso all’inizio di febbraio dall’Onu il 77% delle vittime civili è causato dagli attentati dei talebani. Bombe nascoste per strada, kamikaze. Il 14% è provocato dalla Nato (187 morti), con un aumento del 9% rispetto all’anno scorso. Attacchi aerei soprattutto. Sul Corriere della Sera del 15 Febbraio ci informano che otto pastori sono stati uccisi accidentalmente in un raid. Avevano dai 9 ai 15 anni (più un diciottenne) secondo gli abitanti del loro villaggio. I ragazzi con misure da adulti «erano armati e sono stati visti muoversi in terreno aperto in maniera tattica». Cioè? «Mantenendo la distanza l’uno dall’altro». Come fanno normalmente i pastori che spostano le pecore. Chi li ha osservati? Forze sul terreno. Di certo almeno un soldato, un avvistatore. Militari Nato e squadre della polizia afghana stavano effettuando un’operazione anti-talebani, cercando armi e munizioni. Quel gruppetto di otto che «dopo 600 metri si sono radunati sotto una grande roccia». A quel punto lo spotter Nato con il binocolo e tutti i gadget in dotazione ha dato l’allarme ed è partita la richiesta per l’intervento dei caccia.  Ragazzini pastori che hanno commesso l’errore di muoversi «in modo tattico» fino a una grande roccia, in un gelido giorno di febbraio del 2012.

martedì 11 ottobre 2011

Brian Haw, un vincitore. Il pacifismo in uno sguardo.

Brian Haw (1949-2011)

Caro Brian Haw,
questa estate ho appreso della tua dipartita e mi son promesso di scriverti. Ora che non puoi più tentare in presenza di risvegliare le nostre coscienze assopite protestando come hai fatto per lunghi dieci anni contro ogni guerra accampato davanti a Westminister, voglio dirti che i tuoi occhi, ricolmi di pace, continuano a parlarci della pace. Mentre i guerrafondai Blair e Bush giocavano alla guerra esportando la democrazia con bombe, presunte "intelligenti", tu hai avuto la cocciutaggine che è di tutti i carpentieri, quale tu eri, di battere il chiodo della pace in un mondo intriso di indifferenza. Gridando nel megafono, ricordavi al parlamento inglese l'esistenza della parola pace e che la guerra non può essere pace. Facile per noi affermare ora che proprio tu avevi ragione, quando per la strada ti si guardava con indifferenza. Mentre la maggioranza delle persone ti scrutava divertita come si guarda ad un visionario strampalato un po' ammattito, proprio tu eri dalla parte del giusto. Il più cocciuto di tutti aveva ragione: tutti i conflitti sono una tragedia per l’umanità, sempre e comunque. L'uomo della strada vedeva più lontano del primo ministro inglese e di tanti politici profumati. Porca miseria, quanto è importante essere dalla parte del giusto nel momento giusto. Hai dato un senso profondo alla tua vita, i tuoi sette figli e le prossime generazioni guarderanno ammirate all'estremo sacrificio a cui hai sottoposto la tua esistenza. Difficile che qualcuno prenda il tuo posto. Chi protesterebbe sotto il vento e la pioggia per dieci lunghi anni fino ad ammalarsi? Hai reso ridicole le autorità che più volte hanno cercato di allontanarti, anche introducendo una nuova legge che proibiva ogni manifestazione nel raggio di un chilometro dal Parlamento inglese. Hanno perso. La tua tenda era più forte di tutto, come gli ideali della pace. Il tuo motto era "stop killing my kids" e nella storia resti te a salvare la dignità umana. In Italia ho ammirato il coraggio di pacifisti quali Vittorio Arrigoni e Turi Vaccaro, veri e proprio miti del pacifismo. Vittorio diceva "Io che non credo alla guerra, non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Semmai voglio essere ricordato per i miei sogni. Dovessi un giorno morire, fra cent'anni, vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare." Anche tu Brian sei un vincitore. Porca miseria se sei un vincitore, Brian. Più cocciuto del "barone rampante" hai dato dignità all'umanità intera. Io mi inchino di fronte al tuo autentico pacifismo. Alberto

Brian Haw
Brian Haw

Brian Haw
L'accampamento pacifista di Brian Haw. 

mercoledì 5 ottobre 2011

Malalai Kakar, poliziotta coraggio.

Malalai Kakar, con la sua squadra.

Sono più che mai convinto che l'Afghanistan abbia bisogno del coraggio rivoluzionario delle donne. Le donne possono guidare la riscossa nel mondo contro le barbarie e la stupidità degli uomini che giocano alla guerra. La barba a volte può portare alla follia. Mi ero promesso di parlare di Malalai Kakar (1967 - 28 settembre 2008), tenente colonnello e capo dipartimento di Kandahar per i crimini contro le donne. Dopo aver ricevuto numerose minacce di morte, è stata assassinata dai talebani il 28 settembre 2008 mentre si recava in auto a lavoro. Era entrata nelle forze di polizia nel 1982, seguendo le orme del padre e dei fratelli. Fu la prima donna a diplomarsi alla Accademia di polizia di Kandahar, e la prima a diventare un investigatore all'interno del Dipartimento di polizia di Kandahar. Pensate cosa possa significare per una donna uscire di casa con il burqa per poi indossare una divisa della polizia. Su 93.000 poliziotti sono circa 500 le donne in servizio, con un compito fondamentale visto che gli afghani non permettono ai soldati di sesso maschile  di accedere ai locali dove le donne sono presenti ed ai posti di blocco gli uomini non possono perquisire le donne. Ha lasciato sei figli, questa donna coraggio. 

Malalai Kakar in un momento di pace.

martedì 4 ottobre 2011

L'unica guerra possibile, quella contro il cancro.


Anna Lisa aveva già perso il fratello Alessandro morto sul lavoro a 19 anni. Una delle tanti morti bianche. Ora, apprendo dal corriere, che Anna Lisa è morta di cancro a 33 anni condividendo la sua malattia sul suo coraggioso blog. "Mi chiamo Anna staccato Lisa, ho 33 anni, sono nata e abito in Toscana. Nel 2008, all’età di 30 anni, avevo un lavoro che tutto sommato mi piaceva, un fidanzato fantastico conosciuto da soli sei mesi, tante amicizie meravigliose e un rapporto stupendo con la mia Mamy.
Ero in ottima forma fisica, facevo regolarmente sport ed ero corteggiatissima, coltivavo i miei hobbies, ridevo, mi divertivo, viaggiavo, sognavo, raccontavo la mia vita sul blog, facevo progetti e stavo bene: era decisamente un periodo positivo, tranquillo, sereno.
Poi, il 21 novembre 2008, mi hanno diagnosticato un tumore al seno.
Per oltre un anno ho lottato contro quel cancro cattivo, aggressivo, “vivace” (come lo definì poi il mio chirurgo), contro la “bestiaccia” come la chiamo io. Ho fatto 11 cicli di chemio e due interventi. Ho combattuto tanto, è vero, ho sofferto, ma ho anche raccontato e condiviso tutto e proprio grazie alla mia mamma, al mio fidanzato, alle mie amicizie, ai miei affetti e al mio blog, posso dire di avere avuto un grande aiuto. Lo diceva anche Shakespeare: “Quando nel dolore si hanno compagni che lo condividono, l’animo può superare molte sofferenze.”
Nel marzo del 2010, all’età di 32 anni, quando avevo ricominciato a prendere in mano la mia vita, mi hanno diagnosticato una seconda “bestiaccia”: metastasi ai polmoni e ai linfonodi del torace. Ho fatto altra chemio, ho fatto radioterapia e terapia ormonale. Ho dovuto fare trasfusioni di sangue, di piastrine. Ho preso e sto prendendo una marea di farmaci, ma nonostante tutto so che non potrò mai guarire. Non ci sono cure, non ci sono terapie per il mio cancro. Posso solo sperare di cronicizzare la malattia, di conviverci.
E quindi continuo a lottare, continuo a condividere, continuo a raccontare la malattia sul mio blog e continuo a considerarmi una malata coccolata, viziata, amata e fortunata. E se la “bestiaccia” è così vivace… beh, io lo sono di più!"

Il Consumismo è l'agente segreto del Cancro, perché distoglie le risorse dalle battaglie vere per la vita, come la donazione per la ricerca contro il cancro.
Solo leggendo Anna Lisa, si può capire la stupidità degli Stati contemporanei che ancora investono la maggior parte delle loro risorse nelle lobbies politiche e nella corsa agli armamenti. Se soltanto avessimo avuto il coraggio umano di destinare le risorse che destiniamo alle cose futili e inutili, probabilmente il cancro sarebbe già stato sconfitto. L'unione fa la forza. Invece, ognuno di noi gioca questa vita in modo egoistico sperando di scamparla. Abbracciate la vita, abbracciamo la vita, restiamo umani.

lunedì 16 maggio 2011

Israele, ecco come ti dichiaro la PACE: sostenendo via mare la Freedom Flotilla e via terra la International Solidarity Movement.


Oggi è un giorno "importante" per la politica italiana. Questo pomeriggio usciranno gli exit poll e poi i risultati delle elezioni amministrative. Nei salotti televisivi dell'ipocrisia, discorsi stupiti cercheranno di dare un senso al tracollo elettorale di Letizia Moratti, l'industria letizia del cemento a Milano, che si avvierà inesorabilmente a perdere al ballottaggio e di analizzare contestualmente l'importante affermazione "a sopresa" del movimento 5 stelle di Beppe Grillo. Il cambiamento è vicino, il centrodestra conoscerà una decisa battuta d'arresto in tutto il Paese e soprattutto nella sua capitale economica, Milano. L'aria sta cambiando. Per me è troppo tardi. Se gli italiani mi hanno disgustato sin dai libri di storia, da quando dovetti studiare la loro cupidigia fascista, ad oggi mi devo confrontare de visu con la cupidigia berlusconiana. (Cupidigia = desiderio sfrenato di beni materiali, di potere o di rapporti sessuali..)  Per questo permettetemi di volare con il pensiero altrove. Per me è troppo tardi, perchè abbiamo nel frattempo perso uomini della pace come Vittorio Arrigoni, lasciati da noi tutti colpevoli troppo soli. Per questo, guardo a chi la Storia cerca di cambiarla con i fatti. Guardo a quel battello ebbro di cui scrisse anche Vittorio, che ora si chiama la Freedom Flotilla 2, la nave per la libertà. Lo so, che è difficile al giorno d'oggi conquistarsi talune verità. Io non me le ero conquistate pienamente, neanche laureandomi in Storia e dedicando quindi anni allo studio. Oggi però le cose incominciano a cambiare, se non fosse che proprio oggi  il presidente Napolitano ha dichiarato che presto i Palestinesi avranno una ambasciata in Italia. Una Vittoria di Vittorio?
Milad Ayyash, palestinese di 17 anni ucciso
dagli Israeliani il 13-05-2011. L'ultimo di migliaia.
 Ci vuole tempo per riuscire ad approfondire e superare la mistificazione e la corruzione dell' industria mediatica. Chi è oppresso dai bisogni primari, è difficile che riesca ad avere energie mentali sufficienti per capire che il panino che viene proposto tutte le sere dal TG1, ha dentro prodotti scaduti e non genuini. Dobbiamo sforzarci però, per onorare la Vita. Vittorio sul suo blog scriveva prima di ogni altra cosa "Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile. La brama di Verità prima di ogni anelito." Ora, La Freedom Flotilla 2, a cui partecipano più di 20 nazioni del mondo, è una nuova grande impresa di solidarietà, anche italiana per il tramite della nave "Stefano Chiarini", per aiutare i Palestinesi della Striscia di Gaza, sottoposti da quattro anni ad un assedio illegale e disumano da parte dello Stato di Israele, con la complicità attiva degli U.S.A. L’assedio di Gaza deve finire. L’oppressione del popolo palestinese deve finire. Il mondo intero deve aprire finalmente gli occhi davanti al crimine di un milione e mezzo di persone rinchiuse nel più grande campo di concentramento mai conosciuto nella storia. L’obiettivo che si prefigge la Freedom Flotilla 2 è di raggiungere Gaza via mare, attraverso le acque internazionali e quelle di Gaza stessa, per portare aiuti umanitari alla popolazione civile e chiedere l’immediata cessazione dell’assedio illegale di Gaza e l’occupazione illegale dei territori Palestinesi; è un obiettivo perfettamente legittimo, nella piena legalità del diritto internazionale. Non tutti potranno salire sulle navi della Flotilla dirette a rompere l’assedio di Gaza e della Palestina. Quindi: anche chi resta a terra è potenzialmente un attivista imbarcato sulla Flotilla e deve comportarsi di conseguenza. Per questo oggi ho provveduto a donare 20 euro (10 euro per conto mio e 10 per conto dell' amica M. che ha condizionato positivamente la mia vita). Poi ho pensato al fatto che Vittorio Arrigoni non potesse più donare materialmente all'International Solidarity Movement e quindi ho donato 10 euro a quell'associazione, per conto suo. Israele, ecco come ti dichiaro la PACE: sostenendo via mare la Freedom Flotilla e via terra la International Solidarity Movement. Aiuti umanitari e solidarietà via mare e interposizione non violenta dei pacifisti a terra. Se tutti donassimo 10 euro, la PACE sostituirebbe il mercato delle bombe a cui anche il governo italiano va a fare la spesa tutti i giorni. Quindi, grinta, grinta e grinta per Rachel Corrie, per Tom Hurndall, per Vittorio Arrigoni, per le migliaia di palestinesi, moltissimi bambini, uccisi barbaramente da chi, dopo aver subito un genocidio, ne sta perpetrando a sua volta un altro.

sabato 7 maggio 2011

A te studente del futuro. Scrivi e racconta del poeta Vittorio Arrigoni che riuscì ad andare oltre la siepe del Leopardi.

Vittorio Arrigoni poeta della Pace
maledetto dalla Guerra. 
Questo post si rivolge al futuro, agli studenti del futuro che un giorno bramosamente cercheranno emozioni per diletto o semplicemente ispirazione per scrivere una tesina. Benvenuti. Non posso rivolgermi agli studenti contemporanei, pochi "sono restati umani", per dirla come il compianto Vittorio Arrigoni, scomparso da pochi giorni. Un giorno quando tu leggerai, probabilmente i libri scolastici nel frattempo avranno reso merito a Vittorio Arrigoni che allora verrà sicuramente ricordato come uno straordinario pacifista che riuscì a sconfiggere anche con la poesia la standardizzazione e l'omologazione involutiva che sta assotigliando e anestetizzando l'anima e lo spirito degli esseri umani. Verrà ricordato anche come uno dei poeti italiani più importanti degli inizi del secolo XXI. Questo è proprio il mio appello. Scoprite e scrivete del poeta Vittorio Arrigoni. Nel blog di Vittorio, a cui sto lavorando alacremente anche per mettere in sicurezza il materiale, fondamentale per la memoria storica, che al momento giace sulla sabbia di un bagnasciuga esposto ad una repentina onda cancellatrice (israeliana, non si sa mai..), troverete sparse qua e là molte poesie. Ho già riportato la poesia del suo Battello Ebbro. Ora ne riporto un'altra, sperando vi sia da stimolo per cercarne altre e conservarne traccia per condividerle. Cercate e scoprite. Senza nulla togliere alla profondità del Leopardi, io testimonio di come fin da subito ho intuito come Vittorio Arrigoni sia riuscito a "scavalcare la siepe" ed ad arrivare con grinta in una dimensione sconosciuta che spero gli studenti del futuro potranno cogliere pienamente nella sua grandezza. Vittorio poeta della Pace maledetto dalla Guerra.


Ci sono mani concepite per la distruzione,
per brandire spade e mettersi a capo di eserciti di indomiti omicidi,
che non conoscono pietà accecati dall'odio.

Ci sono poi altre mani che vengono dopo,
a ricucire le ferite, raccogliere le macerie,
semplicemente a tendersi nell'offrire quei gesti solidali
che sono la motrice della speranza.


Queste mie mani segnate da bruciature di sigarette,
poco ingegnose per un'epoca di sovrapproduzione modaiola,
buone solo per disegnare castelli nell'aria di iperbole utopiste,
mani troppo abili a versarsi quell'ultimo bicchiere di troppo,
preferiscono comunque appartenere a chi sa offrire,
piuttosto che ferire.


Conoscono ancora la tenerezza di una carezza,
su di un viso imperlato di lacrime.
L'orgoglio di una stretta di mano sincera,
preambolo di ogni amicizia possibile e disinteressata.

Metterò quindi a disposizione queste mie mani
e la forza delle mie robuste braccia,
ai palestinesi del campo profughi (*).
 
Oltre ad aiutare nella ricostruzione,
ci sarà tempo per le mie mani anche di levare al cielo quei tanti bimbi sfortunati
rilegati nel dimenticatoio di un orfanotrofio pericolante.

Parto fra qualche ora,
sostenuto da miei ideali di giustizia mai saturi
e da tutte quelle persone con cui ne ho condiviso le lotte.

Vittorio

 
(*) di Nahr el Bared in Libano, raso al suolo dall'esercito, la battaglia è terminata ieri, ora già tempo di ricostruire, e di lenire le piega di questa ennesima atroce sofferenza. La vicenda di Nahr el Bared, risolleva la questione del diritto di ritorno dei profughi palestinesi, e se non per tutti, quantomeno ad ognuno deve essere garantita una terra dove vivere con eguali diritti a tutti gli altri uomini.

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